Yoga, high tech e Konsa: così Tuchel prepara l’antidoto per Haaland

IPA85763327 - Norway defender David Moller Wolfe #5 celebrates a goal by forward Erling Haaland #9 against Iraq during the first half at the FIFA World Cup 2026 match at Boston Stadium, in Foxborough, Massachusetts on June 16, 2026. (Photo by Eric Canha/Sipa USA)

di Enrico Currò

MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – I tifosi inglesi sono abituati ai ct stranieri. Ma non potevano immaginare che, dopo l’esperienza autoctona con Gareth Southgate, per due volte sfortunato finalista all’Europeo, si sarebbero innamorati del tedesco Thomas Tuchel, 52 anni, già vincitore della Champions League col Chelsea. Lui ricambia, consapevole di trovarsi a pochi passi dalla consacrazione: se l’Inghilterra batte la Norvegia del formidabile Erling Haaland nei quarti di finale, può davvero pensare di vincere il Mondiale, abbattendo un tabù che dura dal 1966.

Per riuscirci, Tuchel non ha lasciato nulla di intentato, a cominciare dal ricorso alle tecniche di meditazione e alla spiritualità orientale. Ne fu folgorato quando nell’ottobre 2022, alla fine dell’esperienza col Chelsea e del matrimonio con la moglie Sissi, madre delle loro due figlie, decise il viaggio nel Kerala, per un programma di ringiovanimento ayurvedico: “un percorso di purificazione per ripristinare la vitalità e potenziare energia e vigore”.

La quotidianità prevedeva yoga e meditazione subito dopo il risveglio. Da lì l’allenatore rigenerato pensò di introdurre queste stesse tecniche nel calcio. Oggi è appunto la Nazionale inglese a praticarle al Mondiale: stretching profondo, yoga nei parchi americani, con le asana, le varie posizioni studiate per distendere i muscoli e accelerare il recupero dalla fatica, gesti di gratitudine espressi col classico “namaste” e passeggiate sull’erba, in aggiunta ai giri in bicicletta. Anche la filosofia zen è diventata cruciale, vista la durata del ritiro e la necessità di tenere sotto controllo le emozioni: i colloqui con la squadra avvengono spesso tra gli aromi orientali, col sottofondo di musica distensiva e le luci soffuse.

Se il Mondiale andrà bene, il ct ha già pianificato con la nuova compagna, l’imprenditrice brasiliana Natalie Guerreiro Max, un nuovo viaggio in India per approfondire la conoscenza del metodo. Ma le tecniche indiane non bastano.

Dopo il preritiro mondiale a West Palm Beach, per abituarsi al caldo, la Nazionale inglese si è portata in America attrezzature mediche e fisioterapiche di ultima generazione. C’è il Therabody, un macchinario simile a un peso che abbassa la temperature del sangue delle mani. Le “ice vests”, le pettorine refrigeranti, che abbassano a loro volta la temperatura del corpo. Le high tech hoodies, le felpe speciali che proteggono dal sole e che Tuchel indossa durante gli allenamenti. Infine, l’ice trough, la cosiddetta mangiatoia di ghiaccio, dove dopo l’allenamento i giocatori immergono le braccia: sono già state preparate nello spogliatoio della partita con la Norvegia.

Il vero antidoto al goleador Haaland contraltare del capitano Harry Kane, però, è in carne e ossa. Ezri Konsa, ventottenne difensore centrale dell’Aston Villa, è insieme il migliore marcatore possibile per il centravanti norvegese del Manchester City e un portafortuna. I numeri parlano chiaro: nei loro 5 duelli in Premier League Haaland è riuscito a segnare un solo gol in 406 minuti di gioco. Konsa, al Mondiale, è stato l’unico giocatore inglese, col portiere Pickford, in campo per tutte e 5 le partite intere dell’Inghilterra: il totale generale fa 14, tutte vinte. Non è inoltre sprovvisto di tecnica: col Messico sono stati il 93% i passaggi riusciti e addirittura il 100% i lanci.

Non è un caso che Unai Emery, allenatore spagnolo dell’Aston Villa, gli abbia consegnato in questa stagione la fascia di capitano, che era del portiere dell’Argentina Emiliano Martinez. Il soprannome di Konsa, quando affronta Haaland, è Kryptonite e l’allusione è alla sostanza che indebolisce Superman nel famoso fumetto.

Il Superman della Norvegia, peraltro, non si intimorisce a sfottere un po’ gli avversari: “Ai miei amici dell’Inghilterra – ha detto ai media nell’incontro al centro di allenamento dell’Inter Miami di Messi – dico che nella vita conviene restare umili. Stiano tranquilli, vinceranno loro: per noi norvegesi non è normale essere ai quarti di finale del Mondiale”. Ma si è capito benissimo che pensava l’esatto contrario.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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