Nato, la dichiarazione finale di Ankara consolida il riarmo dell’alleanza

ANKARA (TURCHIA) (ITALPRESS) – Il documento adottato dai Capi di Stato e di Governo al termine del Summit Nato di Ankara rappresenta il manifesto della nuova fase dell’Alleanza il cui claim è “trasformare gli impegni politici assunti all’Aia in capacità militari concrete”.

La traduzione politica del messaggio lanciato da Mark Rutte all’apertura del vertice: “Il tempo della pianificazione è terminato, quello dell’attuazione è già cominciato”. Pur mantenendo al centro la tradizionale funzione di deterrenza collettiva, il documento sposta l’attenzione dalla definizione degli obiettivi alla loro concreta attuazione. L’Alleanza non si limita più a fissare traguardi di spesa o principi politici, ma definisce investimenti, programmi industriali, tecnologie prioritarie e capacità operative da sviluppare nel breve periodo.

Ne emerge una Nato che si prepara a competere in un ambiente strategico caratterizzato da conflitti ad alta intensità, competizione tecnologica e crescente integrazione tra dominio convenzionale, spazio, cyber e intelligenza artificiale. Punto di partenza della Dichiarazione è la conferma del principio fondante dell’Alleanza, “l’incrollabile impegno per la difesa collettiva ai sensi dell’articolo 5 del Trattato di Washington” e ricordando che “un attacco contro uno è un attacco contro tutti”.

Un richiamo che assume un valore politico ancora più significativo dopo le tensioni emerse nelle settimane precedenti tra Washington e alcuni Alleati e dopo le dichiarazioni del presidente Donald Trump sulla necessità di una maggiore condivisione degli oneri. Il documento sottolinea infatti che “unità, solidarietà e forza collettiva restano il fondamento della pace, della sicurezza e della prosperità di un miliardo di cittadini” dell’Alleanza e conferma il mantenimento dell’approccio “a 360 gradi” alla deterrenza e alla difesa.

Il cuore politico della Dichiarazione è tuttavia rappresentato dall’accelerazione impressa al rafforzamento delle capacità militari e industriali. Gli Alleati riconoscono esplicitamente che “la minaccia di lungo periodo rappresentata dalla Russia per la sicurezza e la stabilità euro-atlantica”, insieme alla persistente minaccia terroristica, impone un cambio di passo nella preparazione militare. Il documento certifica che nel 2025 gli Alleati europei e il Canada hanno aumentato di oltre 139 miliardi di dollari gli investimenti nelle capacità fondamentali di difesa e annuncia ad Ankara “oltre 50 miliardi di dollari in nuovi programmi di acquisizione”, accompagnati dall’impegno ad “ampliare la capacità produttiva collettiva” e a collaborare con l’industria “per accelerare l’innovazione”.

Non meno rilevante è l’obiettivo di “eliminare le barriere commerciali nel settore della difesa tra gli Alleati” e di sfruttare le partnership Nato per rafforzare la profondità industriale e la cooperazione transatlantica. La Dichiarazione introduce inoltre uno degli elementi più innovativi dell’intero documento: la costruzione di una Nato tecnologicamente integrata.

L’Alleanza afferma infatti di voler realizzare “un’Europa più forte all’interno di una Nato più forte”, precisando che gli Alleati europei e il Canada stanno assumendo “una maggiore responsabilità per la difesa dell’Alleanza” lavorando insieme agli Stati Uniti. La deterrenza del futuro, si legge, dovrà poggiare su “un adeguato equilibrio tra capacità nucleari, convenzionali e di difesa missilistica”, integrate da capacità spaziali e cibernetiche.

Il documento individua quindi le priorità operative dei prossimi anni: capacità di attacco di precisione a lungo raggio, difesa aerea e missilistica integrata, sistemi senza equipaggio, tecnologie di nuova generazione e intelligence avanzata. Particolarmente significativa è la decisione di sviluppare “un cloud interoperabile transatlantico per la condotta delle operazioni militari” e di adottare “potenti modelli di intelligenza artificiale”, segnando un ulteriore passo verso la digitalizzazione delle operazioni della Nato.

Ampio spazio è dedicato anche all’Ucraina, definita un elemento essenziale della sicurezza euro-atlantica. Gli Alleati riaffermano di sostenere “con assoluta fermezza l’Ucraina nella difesa della sua libertà, della sua sovranità e della sua integrità territoriale”, sottolineando come siano ormai gli Alleati europei e il Canada a finanziare “la grande maggioranza dell’assistenza alla sicurezza”destinata a Kiev. La Dichiarazione introduce un nuovo impegno quantitativo, prevedendo per il 2026 uno stanziamento di 70 miliardi di euro in equipaggiamenti militari, assistenza e addestramento e confermando la volontà di mantenere “almeno livelli equivalenti” anche nel 2027.

In questo contesto viene inoltre accolta con favore la decisione dell’Unione europea di garantire un finanziamento pluriennale attraverso lo Ukraine Support Loan, rafforzando il coordinamento tra Nato e UE sul sostegno a Kiev. Il documento amplia poi lo sguardo all’evoluzione dello scenario strategico globale, riconoscendo che l’Alleanza continua ad adattarsi “alla competizione strategica, all’instabilità diffusa, alle minacce ibride e agli shock ricorrenti” che caratterizzano l’attuale contesto di sicurezza.

In questo quadro, i leader riaffermano una posizione netta anche nei confronti dell’Iran: “L’Iran non dovrà mai dotarsi di un’arma nucleare” e viene rivolto un esplicito appello a Teheran affinché “rispetti pienamente la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”. Un passaggio che riflette direttamente la crisi sviluppatasi nelle settimane precedenti nel Golfo e il forte dibattito emerso durante il vertice sull’atteggiamento degli Alleati nei confronti della risposta militare statunitense.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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