Hormuz, nave mercantile colpita al largo dell’Oman

ROMA (ITALPRESS) – Oggi una nave mercantile è stata colpita mentre transitava nelle acque prospicienti la costa dell’Oman, nello Stretto di Hormuz. L’allerta ufficiale UK Maritime Trade Operations (UKMTO) riferisce che il comandante di una nave cargo ha segnalato, alle 14.10 UTC, un impatto provocato da un “proiettile non identificato” quando l’unità si trovava 7,5 miglia nautiche a sud-est di Dahit. Il colpo ha provocato danni al ponte di comando, ma il comandante ha precisato che “non si registrano vittime né impatti ambientali”. L’autorità marittima britannica non attribuisce responsabilità e conferma che sono in corso accertamenti. Un ulteriore quadro dell’accaduto emerge dal Wall Street Journal, che, citando due alti funzionari statunitensi, attribuisce l’attacco al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) e identifica la nave come la Ever Lovely, cargo battente bandiera di Singapore. Secondo il quotidiano statunitense, l’unità stava seguendo il corridoio meridionale predisposto lungo la costa omanita quando sarebbe stata colpita, poche ore dopo l’avvertimento diffuso dalla Marina dei Pasdaran alle navi commerciali affinché evitassero rotte non autorizzate da Teheran.

Lo stesso quotidiano riferisce che l’episodio ha indotto l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) a sospendere temporaneamente il piano di evacuazione predisposto per consentire l’uscita in sicurezza delle centinaia di navi rimaste bloccate nel Golfo Persico, in attesa di verificare il permanere delle necessarie condizioni di sicurezza. Pur in assenza di vittime, l’incidente conferma come la libertà di navigazione nel principale choke point energetico mondiale continui a dipendere da un equilibrio estremamente precario, nel quale ogni attacco rischia di compromettere il fragile processo di normalizzazione del traffico marittimo regionale.

IMO SOSPENDE IL PIANO DI EVACUAZIONE

L’attacco che oggi ha colpito una nave mercantile nel Golfo dell’Oman ha indotto l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) a sospendere temporaneamente il piano straordinario predisposto per consentire l’uscita in sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz delle navi rimaste bloccate nel Golfo Persico. Ad annunciarlo è stato il Segretario generale dell’IMO, Arsenio Dominguez, che ha precisato come il provvedimento risponda all’esigenza di rivalutare il quadro operativo dopo l’incidente segnalato dalla UK Maritime Trade Operations (UKMTO). “Sono stato informato di un attacco avvenuto oggi nel Golfo dell’Oman contro una nave che aveva attraversato lo Stretto di Hormuz. Questa nave non transitava nell’ambito del quadro di evacuazione predisposto dall’IMO”, ha dichiarato Dominguez, sottolineando come l’unità coinvolta non facesse parte del dispositivo coordinato dall’agenzia delle Nazioni Unite. Il Segretario generale ha quindi annunciato di aver “deciso di sospendere temporaneamente l’attuazione del piano per riconfermare che continuino a sussistere le necessarie garanzie di sicurezza per le navi inserite nella lista di evacuazione e per tutte quelle presenti nella regione”. Prima dello stop cautelativo, il corridoio marittimo organizzato dall’IMO in coordinamento con Oman, Iran, Stati Uniti e gli altri Stati rivieraschi aveva già consentito il transito in sicurezza di decine di mercantili.

BAGHAEI “NATO COMPLICE”

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, ha accusato la Nato di “complicità” nella “guerra di aggressione illegale” lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Baghaei ha commentato le dichiarazioni rilasciate dal segretario generale dell’Alleanza atlantica, Mark Rutte, alla rete americana Fox News. Rutte aveva affermato che “500 aerei americani sono decollati da basi statunitensi in Italia” per sostenere l’offensiva del 28 febbraio, rivelando inoltre che l’aeroporto di Bucarest aveva ridotto i voli civili per lasciare spazio ai velivoli di rifornimento e che tra 4.000 e 5.000 aerei Usa erano partiti da basi europee durante il conflitto.

“Si tratta di un’ammissione chiara e schiacciante della complicità attiva della Nato in una guerra di aggressione illegale contro uno Stato sovrano membro delle Nazioni Unite”, ha scritto Baghaei su X.

Il portavoce ha indicato esplicitamente Italia e Romania come coinvolte nell’operazione, invitando entrambi i Paesi, così come gli altri Stati europei che hanno fornito sostegno, a “spiegare ai propri popoli e al mondo intero” le ragioni della loro scelta. La Difesa italiana ha duramente contestato ieri le parole di Rutte, definendole “un messaggio completamente fuorviante”. Roma ha precisato di aver autorizzato gli Stati Uniti all’uso delle proprie basi solo per voli tecnici e logistici, escludendo missioni di combattimento.

TAJANI AD ARAGHCHI “ITALIA NON HA PARTECIPATO A INIZIATIVE MILITARI”

“Ho parlato con il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi. L’Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare e non ha mai autorizzato l’utilizzo delle basi per azioni di guerra contro l’Iran, nel rispetto più rigoroso dei trattati con gli Stati Uniti”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, su X. “Ho chiesto che si torni ad una piena apertura dello Stretto di Hormuz, favorendo il passaggio di tutte le navi cargo italiane ancora bloccate”, spiega. “La riapertura dell’ambasciata italiana a Teheran è un forte segnale di dialogo anche in vista della ripresa dei rapporti economici e culturali”, conclude Tajani.

NESSUN NUOVO CORRIDOIO AD HORMUZ SENZA COORDINAMENTO CON TEHERAN

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) ha messo in guardia oggi contro l’annuncio di qualsiasi nuova rotta di navigazione nel Golfo di Hormuz senza il preventivo coordinamento con l’Iran, definendolo “inaccettabile e pericoloso”. Lo riporta la Tv al Arabiya. In una nota, i Pasdaran hanno sottolineato che il transito sicuro delle navi attraverso lo stretto è possibile solo lungo le rotte autorizzate dalle autorità iraniane e che il coordinamento con la Marina militare iraniana tramite il canale radio 16 è obbligatorio per tutte le imbarcazioni. Qualsiasi violazione delle procedure di transito comporterà misure da parte di Teheran.

Le dichiarazioni iraniane arrivano dopo che il sultanato dell’Oman ha annunciato martedì l’attivazione di un corridoio marittimo temporaneo per tutte le navi che intendono attraversare lo stretto. Muscat ha precisato che l’iniziativa, assunta senza imporre alcun pedaggio, è conforme ai principi del diritto internazionale e del diritto del mare e nasce dalla responsabilità condivisa verso la libertà di navigazione.

Il corridoio temporaneo è stato predisposto in coordinamento con l’Organizzazione marittima internazionale (IMO) e richiede alle navi interessate un previo contatto con l’ente. L’annuncio omanita giunge nel quadro della recente intesa tra Iran e Stati Uniti, che hanno firmato la scorsa settimana un memorandum d’intesa e avviato negoziati mediati da Qatar e Pakistan per arrivare a un accordo definitivo entro 60 giorni (prorogabili). Le divergenze restano tuttavia significative, in particolare sul programma nucleare iraniano e sul futuro dello stretto di Hormuz.

La memorandum prevede la riapertura del passaggio dopo mesi di chiusura che hanno fatto impennare i prezzi del petrolio, ma Teheran insiste sul diritto di imporre pedaggi e sul fatto che la navigazione non tornerà alle condizioni precedenti al conflitto

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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