Stellantis, Filosa “In un anno invertita la rotta, continueremo a investire in modo significativo in Italia”

ROMA (ITALPRESS) – “I risultati in Italia dimostrano la nostra serietà, continueremo a investire in modo significativo in Italia. In Italia nei primi 5 mesi dell’anno le immatricolazioni sono cresciute di quasi il 15%, con un aumento della quota di mercato di quasi 1,5%. La Fiat Pandina si conferma l’auto più venduta e i veicoli commerciali di Pro One continuano ad essere leader nel segmento dei veicoli commerciali leggeri. Questa positiva risposta del mercato si è tradotta in un aumento della produzione. Nei primi 5 mesi dell’anno i nostri stabilimenti hanno registrato una crescita produttiva di oltre il 16%. Una crescita che ci ha già consentito di ridurre significativamente del 30% il ricorso agli ammortizzatori sociali nella maggior parte dei nostri stabilimenti”. Così l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, nella sua audizione di oggi davanti alle Commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria del Senato. “Da italiano so perfettamente quanto la grandezza di questa azienda affondi le sue radici anche in questo Paese – ha aggiunto Filosa -. Grazie a questo legame e al supporto che l’Italia ci ha dato, oggi Stellantis è una grande azienda globale che rappresenta il meglio dell’italianità nel mondo”.

“In questo primo anno di lavoro abbiamo invertito la rotta. L’abbiamo invertita riorganizzandoci in strutture regionali più forti. Europa, Nord America, Sud America, Medio Oriente & Africa, Asia Pacifico: 5 regioni distinte tra loro da esigenze differenti, sia in termini produttivi che di mercato. Su questa mappa, l’Italia si posiziona al centro dell’Europa, la regione guidata da Emanuele Cappellano, che ha il suo ufficio a Mirafiori, il nostro quartier generale europeo. Abbiamo invertito la rotta anteponendo la qualità alle efficienze ‘a tutti i costi’ e tornando a puntare sulla forza dei nostri prodotti. Per farlo, stiamo assumendo migliaia di ingegneri in tutto il mondo e consolidando i migliori standard industriali. Imprimere un cambiamento così profondo alla nostra strategia è stato difficile, ma necessario per metterci nelle condizioni di ripartire con rinnovata fiducia. Una scelta netta, fatta per riportare le persone al centro di tutto ciò che facciamo”, ha aggiunto.

“A livello globale nel primo trimestre del 2026 siamo tornati a una crescita redditizia. Le immatricolazioni sono cresciute del 12%, grazie soprattutto al contributo di Europa e Nord America – ha proseguito -. Possiamo contare su basi finanziarie solide, capaci di proteggerci dalla volatilità del contesto internazionale. Mi riferisco anche alla liquidità di quasi 45 miliardi di euro di cui oggi disponiamo. Ci sono segnali incoraggianti, ma le criticità registrate negli ultimi anni non sono ancora alle nostre spalle. Per garantire sostenibilità a lungo termine, è indispensabile che anche il quadro normativo sostenga la competitività del settore in Italia e in Europa”.

“Nel primo trimestre 2026, Stellantis ha registrato anche in Europa una crescita sia nei volumi di vendita sia nella quota di mercato. Siamo leader nei segmenti delle vetture ibride e dei veicoli commerciali leggeri. Anche sulla base di questi risultati incoraggianti, abbiamo destinato all’Europa quasi il 40% dei 60 miliardi previsti dal Piano nei prossimi cinque anni. Questi investimenti seguiranno tre direttrici principali: differenziare i nostri brand ed espandere la copertura di mercato, aumentare la nostra competitività, migliorare l’impiego della nostra capacità produttiva. Partiamo dai nostri marchi, che saranno sostenuti da oltre 50 lanci entro il 2030, di cui 25 nuovi modelli e 25 aggiornamenti di prodotto – ha aggiunto Filosa – FIAT e Peugeot guideranno l’integrazione della nuova piattaforma STLA One, aprendo la strada a un’evoluzione che verrà poi condivisa dagli altri brand. Miglioreremo l’impiego della nostra capacità produttiva. L’obiettivo che ci siamo dati è quello di superare l’80% di utilizzo della capacità in Europa entro il 2030. Un traguardo che raggiungeremo, in particolare, grazie a: l’aumento dei volumi generato dai nuovi lanci e dal miglioramento della qualità, la riconversione di alcuni stabilimenti, le partnership industriali che ci consentiranno di condividere capacità produttiva e know-how. Questo è un piano di cui tutti siamo orgogliosi, che unisce ambizione e pragmatismo”.

“Il Piano prevede 60 miliardi di euro di investimenti e oltre 60 lanci tra il 2026 e il 2030 a livello globale. Al centro della nostra nuova strategia ci sono il prodotto e l’innovazione. Per prima cosa, abbiamo ridefinito l’approccio strategico verso i nostri marchi, ognuno dei quali continuerà ad avere un ruolo fondamentale. FIAT, Jeep, Peugeot e RAM – i marchi con maggiori volumi – saranno al centro della nostra innovazione tecnologica su scala globale. Gli altri brand, tra cui Alfa Romeo e Lancia, verranno valorizzati in base alle caratteristiche specifiche dei diversi contesti regionali e nazionali. Maserati andrà a completare la nostra strategia globale e, vedrete, si confermerà icona italiana di stile ed eleganza. Tutti i brand italiani contribuiranno ad ampliare la nostra offerta, introducendo nuovi veicoli ibridi, elettrici e con motori termici ad alta efficienza. Un’offerta arricchita dalle nostre nuove piattaforme industriali, basate su architetture flessibili che renderanno la produzione adattabile alle preferenze dei clienti. Inoltre, grazie all’intelligenza artificiale, rafforzeremo le tecnologie a bordo delle nostre vetture e miglioreremo il lavoro in azienda. Siamo stati tra i primi costruttori europei a adottarla su larga scala, dall’ingegneria alla produzione, dal design all’interazione con i clienti”.

“Il nostro approccio all’innovazione è una parte di una strategia globale ed integrata. All’interno di questa strategia, vogliamo che l’Italia continui a essere tra i principali protagonisti dello sviluppo tecnologico di Stellantis nel mondo. Per questo, anche nel 2025 abbiamo investito in Italia circa 1 miliardo di euro in ricerca e innovazione. Nei prossimi 5 anni prevediamo di investire altri 5 miliardi di euro. Risorse che si traducono in soluzioni concrete. Grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, a Melfi e ad Atessa, analizziamo i dati relativi alla produzione e al meteo per prevedere di quanta energia abbiamo bisogno. Questo consente di ottimizzare i consumi, rendendo i due stabilimenti più efficienti e, quindi, competitivi. Il ruolo attivo dell’Italia, nel frattempo, si è tradotto in quasi 400 nuove domande di brevetto nel 2025. Brevetti sviluppati spesso con le principali università italiane e focalizzati su settori chiave come guida autonoma, propulsione, sicurezza e materiali”.

IL FOCUS SULL’ITALIA

Per l’Italia abbiamo una visione chiara, che passa anche attraverso il coinvolgimento di tutti i marchi italiani. A partire da FIAT, il nostro marchio globale più importante in termini di volumi, il cui DNA affonda le proprie radici nella cultura italiana. Proseguendo con Lancia, che abbiamo deciso di proiettare nel futuro in sinergia strategica con FIAT. Alfa Romeo continuerà a rafforzare il suo posizionamento distintivo anche grazie all’eccellenza produttiva italiana. Lo farà in segmenti chiave, tra cui quello delle auto grandi. E concludendo con Maserati, stiamo definendo un ambizioso piano che presenteremo a Modena entro fine anno. Piano che comprenderà anche l’arrivo di due nuovi modelli del segmento delle ammiraglie. Un’attenzione ancora maggiore è quella posta a tutti gli stabilimenti italiani, attraverso una visione chiara. L’Italia, infatti, sarà l’hub produttivo delle auto piccole, negli stabilimenti di Mirafiori e di Pomigliano, delle vetture di fascia medio-alta e lusso negli stabilimenti di Melfi, Cassino e Modena e dei veicoli commerciali nello stabilimento di Atessa. 

“Ogni stabilimento italiano ha una missione produttiva nel piano strategico. Pomigliano, ad esempio, è stato il plant con la prima importante novità introdotta dal nuovo piano. Nello stabilimento campano, infatti, entro il 2028 porteremo la prima piattaforma E-Car. Qui avvieremo la produzione di almeno 2 nuovi modelli ad alti volumi che rafforzeranno la produzione in un segmento da sempre importante per l’industria italiana. Le E-Car sono auto piccole, elettriche, europee ed ecologiche. Tutte rigorosamente Made in Europe, per dare slancio e valore all’intera filiera. Non solo: con un prezzo intorno ai 15.000 euro, saranno più accessibili. Questi modelli si aggiungeranno alla Fiat Pandina ibrida, la cui produzione continuerà almeno fino al 2030.

“Passo ora al complesso di Mirafiori, la nostra casa italiana ed europea. Dallo scorso novembre, a Torino è iniziata la produzione della nuova Fiat 500 ibrida, che ha determinato un significativo aumento della produzione, oltre il 100% rispetto all’anno scorso. Una crescita che ci ha permesso di inserire centinaia di nuovi colleghi. Anche la produzione dei cambi elettrificati eDCT per le vetture ibride continua a registrare numeri crescenti. E lo stesso vale per il nostro hub di economia circolare, dove rigeneriamo motori, cambi e batterie. Ricordo inoltre che Mirafiori ospita più di 3.000 ingegneri, un centro di ricerca avanzata sulle batterie, e le nostre sedi italiana ed europea”.

“Veniamo a Melfi, dove negli ultimi mesi del 2025 abbiamo iniziato a produrre la nuova Jeep Compass e la nuova DS N° 8. Due modelli che stanno già consentendo allo stabilimento lucano di tornare ad una crescita produttiva. Una crescita che aumenterà ulteriormente con l’arrivo nel corso di quest’anno di altri due nuovi veicoli: la Lancia Gamma e la DS N° 7. A questi, andrà poi ad aggiungersi entro il 2028 una nuova Alfa Romeo, con cui coinvolgeremo sempre di più la filiera locale. Questa è un’altra importante novità introdotta con il nuovo Piano Strategico. Siamo al lavoro, anche con potenziali partner, per il futuro di Cassino, legato al piano Maserati. Nel frattempo, ci stiamo concentrando sulla gamma attuale, con il lancio di una serie speciale per le Alfa Romeo Giulia e Stelvio e l’arrivo di una nuova Maserati Grecale dal 2027″.

“Anche tutti gli impianti di componentistica hanno una strategia ben definita nel piano strategico, ma oggi vorrei soffermarmi in particolare su quello di Termoli. Con il senso di responsabilità che sentiamo nei confronti dei colleghi, abbiamo deciso di investire su due cose: i cambi eDCT e i motori GSE. È una scelta strategica, perché già dal 2027, la produzione di cambi eDCT nei nostri stabilimenti europei supererà la quota di un milione e mezzo di unità annue. Una crescita alimentata dalla forte domanda di motorizzazioni ibride, al centro del nostro nuovo Piano. I propulsori GSE, inoltre, continueranno ad essere impiegati sulle nostre auto più vendute, a partire da Fiat Pandina e 500″.

“Concludo con Atessa, dove c’è un’ulteriore novità rispetto al Piano Italia. Nello stabilimento abruzzese porteremo la prossima generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni. Credo sia importante sottolineare questo aspetto, la cui rilevanza non deve passare in secondo piano. Solo ad Atessa, infatti, investiremo oltre un miliardo di euro nei prossimi cinque anni. Una scelta straordinaria che garantirà il futuro dello stabilimento, confermando la centralità dell’Italia in un segmento cruciale come quello dei veicoli commerciali. Grazie a ulteriori investimenti in ricerca e innovazione, lo stabilimento beneficerà anche dell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale: analizzeremo ad Atessa, ad esempio, i dati relativi alla produzione e al meteo per prevedere di quanta energia abbiamo bisogno. Questo consentirà di ottimizzare i consumi, rendendo lo stabilimento più efficiente e, quindi, competitivo”.

“Da italiano ci tengo subito a ricordare insieme a voi Sergio Marchionne. Oggi sarebbe stato il suo 74° compleanno. I suoi valori accompagnano ancora oggi le persone di Stellantis che hanno avuto la fortuna di lavorare con lui”, ha concluso.

RISPOSTE URGENTI PER COSTO ENERGIA E LAVORO

“Dietro il nostro piano c’è uno sforzo davvero significativo in termini di investimenti. Questo sforzo è reso ancor più difficile dal contesto, sia nazionale che europeo. So bene che conoscete già i limiti competitivi del nostro Paese e le complessità delle regole europee, ma è importante per me condividere con voi alcune riflessioni. Parto da un tema che sentite ripetere ogni giorno: il costo dell’energia. Nel primo trimestre dell’anno, il costo dell’energia elettrica per Stellantis in Italia è stato in media di 205 euro al megawatt/ora. Per la stessa quantità di energia, in Spagna abbiamo pagato in media 90 euro e in Francia 100. Ovvero, in entrambi i paesi, meno della metà. È evidente come questo divario non sia sostenibile, tanto da noi quanto dai nostri fornitori. Riconosciamo l’impegno delle istituzioni italiane per mitigare il problema, nei limiti dei vincoli europei e dell’attuale instabilità geopolitica. In particolare, apprezziamo le misure del Governo adottate per contenere il peso delle bollette. Vanno nella direzione corretta e ne auspichiamo una rapida attuazione. Tuttavia, la situazione è tale da richiedere risposte davvero straordinarie ed urgenti”.

“Parlando di competitività, ed in particolare di costo del lavoro, serve introdurre meccanismi di flessibilità in linea con le esigenze operative contemporanee, come è stato fatto in Spagna – ha aggiunto Filosa – Una flessibilità che gratifichi e tuteli le persone e che, al contempo, sintonizzi la produzione, il mercato e le altre dinamiche esogene. In questo senso, mi sembra vadano le misure recentemente introdotte dal Parlamento nel corso della conversione del DL “1° maggio”. Su questo, un ringraziamento particolare va al presidente Gusmeroli per un emendamento che crediamo possa essere di grande utilità per migliorare la competitività industriale e, al contempo, valorizzare i nostri lavoratori. Solo agendo su aspetti fondamentali come energia e lavoro potremo trasformare il nostro impegno di oggi nel successo industriale dell’Italia di domani”.

– Foto ufficio stampa Stellantis –
(ITALPRESS).

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