
BEIRUT (LIBANO) (ITALPRESS) – Questa mattina, in diverse città e villaggi del Libano meridionale, dopo l’annuncio dell’accordo di pace tra Iran e Stati Uniti, regna una fragile calma. Dalla mezzanotte fino alle prime ore del mattino, nessun caccia o drone israeliano ha sorvolato la zona, scrive il quotidiano libanese L’Orient le jour, aggiungendo che alcuni residenti hanno iniziato a tornare nei loro villaggi per ispezionare le proprie case e i propri effetti personali.
Questa fragile calma è stata interrotta da colpi di artiglieria alla periferia di Nabatiyeh el-Faouqa-Kfar Tebnit, nel distretto di Nabatiyeh. L’esercito israeliano ha sparato per avvertire i residenti di ritorno di non addentrarsi troppo nella zona, secondo quanto riferito dal quotidiano. Nel frattempo, i rientri nel Libano meridionale rimangono limitati e cauti, data la situazione di sicurezza.
Diversi residenti hanno riferito di aver iniziato a riaprire alcune strade secondarie tra le città, danneggiate o chiuse a seguito degli attacchi israeliani, al fine di facilitare gli spostamenti e consentire agli sfollati di tornare a casa. Allo stesso tempo, sono state diramate istruzioni e avvertenze a coloro che rientrano nel Libano meridionale, esortandoli a prestare la massima attenzione, in particolare riguardo a oggetti sospetti, ordigni inesplosi ed edifici danneggiati o fatiscenti.
MINISTRO DIFESA ISRAELE “NO AL RITIRO DA LIBANO”
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che Israele non si ritirerà dalle “zone di sicurezza” in Libano, Siria e nella Striscia di Gaza. “Il primo ministro Netanyahu ed io stiamo portando avanti una politica chiara che stabilisce che le Forze di difesa israeliane (Idf) rimarranno nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza – a tempo indeterminato – per proteggere il confine e le comunità israeliane dagli elementi jihadisti. Il territorio sarà libero da residenti locali. Questa è la lezione principale degli eventi del 7 ottobre. Ci opponiamo al ritiro delle Idf dal Libano, nonostante tutte le pressioni esistenti e quelle future”, ha detto. Secondo Katz, “Netanyahu lo ha chiarito al presidente degli Stati Uniti Trump e ad altri alti funzionari americani, e io l’ho chiarito ieri anche al Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth”.
MEDIA, NETANYAHU A TRUMP “NON CI RITIREREMO DAL LIBANO”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe dichiarato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump che Israele non si ritirerà dal Libano e non si considera vincolato dalla clausola sul Libano contenuta nell’accordo con l’Iran. Lo riferisce il portale Ynet. Secondo fonti israeliane, Netanyahu ha chiarito che le Forze di difesa israeliane (Idd) manterranno le loro attuali posizioni in Libano e continueranno a operare per contrastare la minaccia di Hezbollah, distruggendo le infrastrutture del gruppo armato e rispondendo a qualsiasi attacco contro Israele. Tra i ministri del governo vi sarebbe la convinzione che Israele difenda i propri interessi in Libano e Netanyahu avrebbe ricevuto il pieno sostegno durante la riunione di gabinetto, conclude Ynet.
BEN-GVIR “L’ACCORDO DI TRUMP NON CI VINCOLA. ISRAELE NON È SOGGETTO STATUNITENSE”
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, ha scritto su X che “l”accordo di Trump non ci vincola. Israele non è un soggetto statunitense”, in risposta al memorandum d’intesa raggiunto tra Washington e Teheran. “La mia posizione è chiara: non siamo partner di questo accordo che non garantisce la nostra sicurezza e non ci vincola in alcun modo. Non dobbiamo scendere a compromessi su nulla che non sia lo smantellamento di Hezbollah, non dobbiamo ritirarci da alcun territorio che i nostri combattenti hanno conquistato e bonificato dalle infrastrutture terroristiche, non dobbiamo tornare a una situazione in cui migliaia di terroristi siedono sulle recinzioni delle comunità del nord di Israele e certamente non dobbiamo rimanere in silenzio un solo istante di fronte al fuoco diretto contro lo Stato di Israele”, ha scritto Ben-Gvir. Il leader dell’estrema destra ha aggiunto che ogni drone o missile lanciato “verso Israele dal Libano porterà a un attacco israeliano a Dahiyeh”, la periferia meridionale di Beirut roccaforte del gruppo armato libanese Hezbollah.
– Foto IPA Agency –
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