NAPOLI (ITALPRESS) – La stagione balneare a Napoli è finalmente pronta a prendere il via. L’arrivo del mese di maggio fa scattare l’ordinanza sindacale firmata da Gaetano Manfredi che apre ufficialmente le danze spianando la strada al montaggio di lidi e spiagge attrezzate. A partire da domani e fino al 30 settembre entra in vigore l’attività disciplinata dal provvedimento che recepisce le classificazioni della Regione Campania basate sui monitoraggi di Arpac: in questo modo sono state delineate chiaramente le aree destinate alla balneazione e quelle, viceversa, soggette a divieto permanente.
I rilevamenti tecnici confermano l’ottimo stato di salute di gran parte del litorale cittadino con la zona di Posillipo a far registrare i risultati migliori. Classificate come “eccellenti” le acque che dall’isolotto di Nisida abbracciano la costa accompagnando la discesa dalla collina in direzione Mergellina. La baia di Trentaremi e Marechiaro, poi Punta Nera e Capo Posillipo: paesaggi meravigliosi e mare cristallino, ma le spiagge attrezzate e accessibili in zona sono davvero poche. La sabbia qui praticamente non esiste, per fare il bagno bisogna camminare un po’ e arrangiarsi, tuffandosi spesso da spiragli naturali ritagliati tra le rocce. Avvicinandosi al centro città lo scenario cambia. Spiaggia delle Monache, Bagno Sirena e Bagno Elena. E’ la parte più bassa di Posillipo, quella dei lidi capaci di accogliere centinaia di persone, all’ombra dell’iconica figura di Palazzo Donn’Anna che sembra quasi schiantarsi sul mare. I dati Arpac dicono che qui siamo un gradino sotto dal punto di vista della qualità delle acque, per le quali arriva la classificazione “buona” così come per l’area di piazza Nazario Sauro. Il passo seguente è quello del lungomare, la zona dell’ormai storica spiaggia Mappatella, dove il Comune valuta anche l’installazione di piattaforme mobili che possano agevolare la balneazione.
Torna a essere “eccellente” il mare su via Caracciolo, mentre a via Partenope, con vista Castel dell’Ovo, l’inquinamento è più complicato da contenere e il livello dell’acqua è giudicato appena “sufficiente”. Sul fronte dei divieti, la balneazione sarà come sempre negata nelle aree portuali, la principale di via Marina e in quella di Mergellina. Nessun tuffo anche nella zona militare di Nisida, mentre nella riserva marina protetta della Gaiola l’accesso è interdetto per favorire il ripopolamento biologico e la tutela della natura. Infine, le due periferie, da un lato e dall’altro. A Est, divieto di balneazione a San Giovanni a Teduccio salvo per il tratto di mare davanti alla spiaggia che guarda Pietrarsa per il quale l’Arpac ha dato via libera. A Ovest è off limits il litorale di Bagnoli dove sono in pieno svolgimento i lavori sulla colmata e le bonifiche delle acque legate anche all’America’s Cup. Per questa estate non se ne parla, ma restituire l’arenile libero e accessibile ai cittadini del quartiere è il grande obiettivo. Sul piatto c’è anche il progetto ambizioso di una terrazza da 200 mila metri quadri: si pensa a un parco a mare con spazi dedicati allo sport e alla socialità.
– foto xc9/Italpress –
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