TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – L’Iran non sta negoziando con gli Stati Uniti. Lo ha affermato con chiarezza il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista ad Al Jazeera. “Le cose tra Stati Uniti e Iran non sono ancora arrivate al livello di negoziati. Si tratta ancora di uno scambio di messaggi diretti e indiretti“, ha detto Araghchi. Il ministro ha confermato di aver ricevuto messaggi dall’inviato speciale americano Steve Witkoff, ma ha precisato che questi vengono gestiti a livello governativo e sotto la supervisione del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano. Rispondendo alla domanda su eventuali negoziati in corso, Araghchi ha spiegato che “nelle relazioni internazionali i negoziati hanno una definizione precisa: si svolgono quando due Paesi siedono faccia a faccia per raggiungere un accordo. Questo non esiste attualmente tra noi e gli Stati Uniti. Ciò che avviene è uno scambio di messaggi, diretti o tramite i nostri amici nella regione. Rispondiamo quando necessario, ma non si sono ancora formate vere trattative. Tutte le affermazioni in questo senso sono false”.
Sul tipo di contatto con Washington, Araghchi ha aggiunto: “Lo scambio di messaggi avviene tramite mediatori. Witkoff mi invia messaggi come faceva in passato, ma questo non significa in alcun modo che stiamo negoziando. È uno scambio che avviene sia in tempo di pace che di guerra”. Il ministro ha escluso categoricamente l’esistenza di canali paralleli o di divisioni all’interno del sistema politico iraniano: “Tutte le comunicazioni passano attraverso il Ministero degli Esteri o con il suo coinvolgimento. Le agenzie di sicurezza possono avere contatti, ma sempre nell’ambito definito dal governo e sotto la supervisione del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. C’è un’unica gestione centralizzata di tutta la questione”. Araghchi ha inoltre ribadito che l’Iran è in grado di “difendersi fino al limite estremo” e che Teheran continuerà a rispondere a qualsiasi aggressione.
SOSTEGNO DA KHAMENEI A HEZBOLLAH
L’Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, ha promesso sostegno ininterrotto ai movimenti di resistenza, in particolare a Hezbollah, in un messaggio inviato al Segretario Generale del gruppo libanese, Sheikh Naim Qassem. Secondo quanto riportato dai media di Stato iraniani (Press TV) e da fonti di Hezbollah, Khamenei ha ribadito che la politica della Repubblica Islamica rimane salda nel “sostegno costante alla resistenza contro il nemico sionista e americano”. Nel messaggio, il leader iraniano ha sottolineato che questa linea di condotta prosegue il percorso tracciato dal padre, il defunto Ayatollah Ali Khamenei, e dall’ex segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah. Ha definito la fermezza di fronte agli “avversari più ostinati della Ummah islamica – Stati Uniti e regime sionista” come una delle caratteristiche più rilevanti del “martire Imam”.
Khamenei ha ricordato le figure di Qassem Soleimani e altri comandanti dei Guardiani della Rivoluzione, descrivendo Nasrallah e l’ex capo del Consiglio Esecutivo di Hezbollah, Seyyed Hashem Safieddine, come “esempi autentici di questo cammino di resistenza”. Il leader iraniano ha ringraziato Qassem per le condoglianze inviate dopo la morte del padre e ha riconosciuto il sostegno espresso dai combattenti di Hezbollah verso l’Iran. Ha definito il momento attuale come “delicato” per l’Asse della Resistenza, affidando a Qassem la guida del movimento. “Confidiamo nella sua saggezza, intelligenza e coraggio per sventare i complotti del nemico sionista, causarne la distruzione e restituire onore e prosperità al popolo libanese”, ha aggiunto Khamenei.
VIOLENTE ESPLOSIONI A TEHERAN
Violente esplosioni hanno scosso oggi l’intera capitale iraniana, Teheran, mentre la guerra tra Iran da una parte e Israele e Stati Uniti dall’altra entra nel secondo mese di conflitto. Secondo testimoni oculari e media locali, le deflagrazioni udite in diverse zone della città – est, ovest e centro – sono state di intensità senza precedenti dall’inizio delle ostilità lo scorso 28 febbraio. Altre quattro pesanti incursioni hanno colpito Ahvaz, mentre esplosioni sono state segnalate anche a Kermanshah (ovest), Shiraz(sud) e Karaj.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno eliminato il capo del genio militare della Forza Quds, l’unità dei pasdaran iraniani in Libano, Mahdi Vafaei, nella zona di Machlat. Lo hanno annunciato le Idf, aggiungendo che Vafaei, durante i suoi 20 anni di servizio come capo del genio militare, ha promosso progetti sotterranei in territorio libanese e siriano. Inoltre, ha gestito decine di progetti sotterranei in Libano utilizzati per lo stoccaggio di equipaggiamento bellico avanzato.
L’esercito israeliano (IDF) ha reso noto di aver effettuato circa 800 sortite aeree dall’inizio dell’operazione, sganciando oltre 16.000 munizioni di vario tipo. “L’operazione militare contro l’Iran prosegue con forza”, ha dichiarato il portavoce, annunciando la morte di oltre 2.000 soldati e comandanti iraniani. Secondo il bilancio israeliano, sono state condotte più di 10.000 strike su circa 4.000 obiettivi, tra cui sistemi di difesa aerea, lanciatori di missili balistici, siti di produzione di armi, impianti nucleari e comandi militari. Israele ha ribadito la determinazione a continuare l’offensiva “con decisione” fino al raggiungimento degli obiettivi strategici. Le autorità iraniane non hanno ancora diffuso un bilancio ufficiale delle vittime e dei danni provocati dagli attacchi odierni su Teheran.
ISRAELE, MISSILI CON TESTATE A GRAPPOLO SU BNEI BRAK: 14 FERITI
Quattordici persone sono rimaste ferite da un attacco missilistico con testate a grappolo a Bnei Brak, nel centro di Israele, tra cui una ragazza di 12 anni che è stata gravemente ferita dal vetro di una finestra in frantumi mentre era a letto. Lo riferiscono i servizi di emergenza. L’attacco missilistico ha provocato danni anche a Tel Aviv e ha fatto attivare le sirene d’allarme in tutto il centro di Israele e nel nord, costringendo la popolazione a trovare riparo nei rifugi. Alla vigilia delle festività di Pasqua, l’Iran ha lanciato quattro ondate di attacchi su Israele. Gli Houthi, i miliziani yemeniti sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato l’attacco con un missilistico contro il sud di Israele. In una dichiarazione, gli Houthi hanno affermato di aver colpito “obiettivi nemici israeliani sensibili” nel sud del Paese con un “lancio di missili balistici”
Gli Houthi hanno detto inoltre che l’attacco è stato “condotto congiuntamente” con l’Iran e con il gruppo armato libanese Hezbollah. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno detto di aver intercettato un missile lanciato dallo Yemen e non si segnalano feriti.
GRAVI DANNI A MOBARAKEH STEEL, LA PIÙ GRANDE ACCIAIERIA DEL MEDIO ORIENTE
La Mobarakeh Steel Company, la più grande produttrice di acciaio del Medio Oriente, ha annunciato di aver subito ingenti perdite alle sue unità produttive a seguito degli attacchi aerei americani e israeliani sul suo complesso industriale. In un comunicato la società ha denunciato che “il nemico” ha colpito in modo simultaneo diverse unità produttive del gruppo nella provincia di Chaharmahal e Bakhtiari. La Mobarakeh Steel ha parlato esplicitamente di “perdite significative” nelle linee di produzione colpite durante l’offensiva. L’attacco rappresenta un duro colpo al settore industriale iraniano, già fortemente provato dal conflitto in corso con Israele e Stati Uniti, iniziato il 28 febbraio scorso. Al momento non sono stati forniti dettagli precisi sull’entità dei danni economici né sul numero di eventuali vittime. Le autorità iraniane non hanno ancora diffuso un bilancio ufficiale completo delle conseguenze degli attacchi sui siti industriali. La Mobarakeh Steel è considerata uno degli impianti siderurgici strategici più importanti della Repubblica Islamica.
COLPITA NAVE CISTERNA DI QATARENERGY
La petroliera Aqua 1, nave cisterna noleggiata per il trasporto di olio combustibile e utilizzata da QatarEnergy, è stata colpita da un attacco missilistico mentre navigava nelle acque territoriali del Qatar. Lo ha annunciato la stessa QatarEnergy in un comunicato ufficiale. La compagnia energetica qatariota ha precisato che nessun membro dell’equipaggio è rimasto ferito e che l’attacco non ha provocato alcun effetto ambientale né sversamenti di carburante. Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’entità dei danni subiti dalla nave, sulla provenienza del missile né sulle modalità esatte dell’attacco. L’incidente avviene in un contesto di elevata tensione nel Golfo Persico, legato al conflitto in corso tra Iran da una parte e Israele e Stati Uniti dall’altra. Le autorità qatariote non hanno per ora rilasciato dichiarazioni aggiuntive sull’episodio.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).









