Europa federale e autonomia strategica per difendere la democrazia

di Raffaele Bonanni

ROMA (ITALPRESS) – Il conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran ha improvvisamente riportato al centro del dibattito europeo una parola che per anni è stata evocata più che difesa: diritto internazionale. Molti governi e forze politiche esprimono allarme per il suo evidente degrado. Ma se questa preoccupazione è sincera, allora occorre trarne conseguenze politiche coerenti e drastiche. Non basta deplorare le violazioni quando i conflitti esplodono; bisogna rimuovere le cause che le hanno rese possibili. Per troppo tempo le democrazie occidentali hanno sottovalutato la natura dei regimi autoritari. Hanno collaborato con essi senza adeguate cautele, trasformando rapporti economici e commerciali in dipendenze strategiche. Quelle relazioni sono state usate come strumenti di pressione politica e di condizionamento geopolitico. Nel frattempo si è tollerata una penetrazione sempre più aggressiva nelle nostre società. Apparati di propaganda digitale, reti di disinformazione, spionaggio economico, finanziamenti opachi e corruzione politica hanno permesso a potenze autoritarie di costruire dentro le democrazie occidentali veri e propri cavalli di Troia. L’obiettivo è evidente: indebolire le istituzioni democratiche, alimentare divisioni interne e sabotare la costruzione politica dell’Europa.

Se si vuole difendere davvero il diritto internazionale, occorre reagire con scelte nette. La prima riguarda l’indipendenza energetica. Nessuna politica estera è credibile se dipende dall’energia controllata da regimi ostili. Serve quindi sviluppare con decisione tutte le fonti disponibili: nuove tecnologie nucleari, rinnovabili, infrastrutture comuni europee e sistemi energetici integrati. La seconda riguarda la sovranità tecnologica e industriale. Il dominio monopolistico su materiali rari, semiconduttori e tecnologie strategiche è diventato uno strumento di sottomissione geopolitica. Senza autonomia nelle catene di approvvigionamento, la libertà politica resta fragile. Da qui deriva una conclusione inevitabile: nessuno Stato europeo, preso singolarmente, possiede la forza necessaria per affrontare queste sfide. Solo la costruzione definitiva di una Europa federale può trasformare il continente in un vero soggetto politico. L’Europa non è soltanto uno spazio economico: è la civiltà che ha generato il costituzionalismo moderno, la sovranità dei popoli e il riconoscimento dei diritti individuali e collettivi. Difendere queste fondamenta significa dare all’Europa strumenti politici adeguati.

Occorre quindi riordinare l’alleanza occidentale attorno a questi valori e rafforzarla con una Europa politicamente unita. Ma serve anche una scelta politica interna ai nostri Paesi. In Italia e nel resto d’Europa è tempo di costruire un rassemblement chiaro e determinato tra tutte le forze che condividono questo progetto: realizzare subito l’Europa federale, difendere l’autonomia strategica dell’Occidente e isolare i populismi alimentati dalle potenze che lavorano per sabotare l’integrazione europea. Solo una convergenza politica fondata su questi principi potrà restituire forza al diritto internazionale e credibilità alla democrazia europea.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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