Referendum, per sondaggio Ghisleri in Sicilia è testa a testa, affluenza al 35% / Video

PALERMO (ITALPRESS) – Affluenza molto bassa e leggera prevalenza del sì: questo l’esito del sondaggio presentato da Alessandra Ghisleri nel corso del convegno sulla riforma della giustizia organizzato, a Villa Igiea a Palermo, dalla Fondazione Lauro Chiazzese. Il sì si attesterebbe al 50,7% contro il 49,3% del no, mentre le previsioni per l’affluenza vanno dal 31% al 35%: questo, secondo Ghisleri, si lega al fatto che “i cittadini avvertono questi temi come lontani dalla loro quotidianità”. All’evento hanno preso parte quattro esponenti del sì alla riforma della giustizia e quattro esponenti del no: tra questi il ministro della Giustizia Carlo Nordio per quanto riguarda il primo fronte e il leader del M5S Giuseppe Conte per il secondo.

“Quando avremo vinto il referendum saremo pronti ad aprire un tavolo di confronto, se questo verrà accettato, con opposizione, magistratura e avvocatura per le leggi di attuazione – spiega Nordio -. Questo finora non è avvenuto perché quando abbiamo detto che volevamo la riforma l’Anm ha subito risposto con uno sciopero e la politica era pronta al dialogo solo in caso di ritiro della riforma. Se passerà il sì il nuovo Csm verrà composto secondo i criteri della nuova riforma, in caso contrario ci adegueremo alla volontà popolare senza che questo abbia alcun effetto sul governo”.

Alla proposta di un tavolo da parte del ministro ribatte Conte: “Le chiedo perché non ci avete fatto discutere della riforma in parlamento finendo per mortificarlo. La separazione delle carriere non è un problema della magistratura, anche perché parliamo dello 0,4% di passaggio di carriere: con la norma Cartabia, l’ultima vigente, si è consentito solo un passaggio unico. Noi stiamo parlando di una separazione che non si è mai verificata nei fatti: stiamo modificando la Costituzione con un passaggio blindato e ci vogliono far credere che ci si sta dedicando a una riforma che non serviva più”.

Nordio ribadisce poi il ruolo della magistratura come “ordine autonomo e indipendente da qualsiasi altro potere: sono stanco di sentir dire che un giorno questa cosa potrebbe cambiare, è un processo alle intenzioni su cui non posso dare prove contrarie. Meno che mai voglio umiliare la magistratura, anzi mi sento onorato di esserne parte: il problema è che oggi per raggiungere incarichi apicali serve un aggancio correntizio”. Dal canto suo, il leader del M5S ricorda come “ai tempi del Covid sono stato denunciato in tutte le procure d’Italia e indagato per due anni: non ho mai controllato di che associazione o corrente fossero i pm, perché ero a posto con la mia coscienza. Questo governo vuole una giustizia non domestica, ma addomesticata. Nordio ha fatto una crociata contro le intercettazioni, definendo il trojan come una vergogna: senza intercettazioni però non avremmo scoperto ad esempio i concorsi truccati in sanità nel caso Cuffaro”.

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– Foto xd8/Italpress –

(ITALPRESS).

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