PLAN DE CORONES (ITALPRESS) – Solo un altro step per capire se l’Olimpiade di Milano-Cortina è un po’ più vicina. A distanza di 292 giorni dal brutto infortunio in Val di Fassa, Federica Brignone torna in gara. Lo farà domani, nel gigante di Coppa del Mondo a Kronplatz, un traguardo quasi insperato fino a qualche settimana fa. “Per me è veramente fantastico essere in gara qui domani, su una pista che mi è sempre piaciuta, in Italia – confessa alla vigilia la 35enne valdostana – Sono qui per testare la mia testa, la mia mente, il mio corpo e la mia gamba. Non sono venuta per fare un grande risultato ma per me stessa, essere in gara domani è già un grande successo”.
Dopo aver vinto la sua seconda Coppa del Mondo, la Tigre di La Salle aveva deciso lo scorso aprile, come sempre, di prendere parte ai campionati italiani sull’Alpe Lusia ma la caduta nella seconda manche del gigante le era costata carissimo: frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra e rottura del legamento crociato anteriore. Operata poche ore dopo alla clinica “La Madonnina” di Milano, Fede ha iniziato subito la sua corsa contro il tempo con vista Giochi ma oggi dire se ci sarà o meno “è ancora difficile, penso che nessun atleta possa dire che parteciperà alle Olimpiadi finchè non mette i bastoni fuori”.
“Può succedere di tutto, è qualcosa che non si può sapere – prosegue – Tutt’oggi non lo so. A dicembre ho rimesso gli sci da turismo ma fare l’atleta è un’altra cosa e quando ho messo gli sci da gigante è stato un disastro all’inizio. Poi ci ho riprovato a metà dicembre e ho iniziato a vedere un po’ di luce”.
Per la due volte vincitrice della Coppa del Mondo di sci alpino è stata dura. “La cosa più difficile di questi mesi è stato non avere dei tempi, una deadline, la sicurezza di tornare a fare una vita normale. Tutti i giorni c’è stato un momento in cui mi sono detta “non ce la faccio”. Ci sono stati momenti più cupi e di momenti facili non ne ho ancora vissuti. La cosa che mi fa più paura è che qualcosa non funzioni dentro la mia gamba o che qualcosa non tenga nel modo giusto visto che ho ancora tutta la “ferraglia” lì. Se domani vedo che qualcosa non funziona posso sempre fermarmi – fa sapere ancora la valdostana – La tecnica, il controllo che ho sugli sci mi fanno sentire abbastanza sicura, sono una che sa esattamente dov’è e cosa sta facendo in ogni centesimo e questo è oro per me, nella mia sciata ho sempre tutto sotto controllo e questo mi dà grande fiducia. Vediamo domani come va la gara, poi penserò ad allenarmi a Cortina sulla velocità: fra le cose che mi hanno aiutato c’è il fatto di andare per step, lavorare su quelle cose che potevo controllare, il raggiungimento di obiettivi quotidiani e settimanali”.
Niente programmi a lungo termine insomma, anche perchè “non ho ancora fatto una giornata senza dolore da quando mi sono infortunata, anche nella mia vita normale. Sto bene, se non ho troppo male mi fido abbastanza: il gigante è quello che mi viene meglio ma dove ho più male mentre sulla velocità ho fatto poco anche se lì ho meno male. Ogni giorno è un test per me e la gara di domani è un altro test per vedere come va in due manche a tre ore di distanza l’una dall’altra”.
La voglia di gareggiare non le manca “ma in questi nove mesi e mezzo il programma è stato fatto giornalmente, al massimo settimanalmente e continueremo così, non possiamo fare altrimenti”. Tornare in gara prima delle Olimpiadi “non è una scelta conservativa ma molto difficile. Ma ho uno stile di vita e dei principi per cui preferisco vivere e fallire che non vivere per paura di fallire, preferisco vivere e sbagliare ma provarci che non agire per paura di non farcela – insiste la fuoriclasse di La Salle – Se sono qui è per fare la gara, per mettermi in gioco, non ho un obiettivo di risultato o performance ma per vedere come reagisce il mio fisico, la mia gamba. Vediamo momento per momento, da qui in poi il programma è tornare a Cortina per allenarmi, se avrò voglia di fare altre gare prima delle Olimpiadi le farò, idem per le Olimpiadi e il post-Olimpiadi. Se sto bene, voglio fare le gare. Non devo dimostrare niente, sono tranquilla”. Quel che sarà, sarà: Milano-Cortina è alle porte e Fede non vuole rimpianti.
-Foto IPA Agency-
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