2 giugno, ambasciatore Fanara “Italia ed Emirati Arabi Uniti più forti insieme”

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ROMA (ITALPRESS) – “In occasione della Festa della Repubblica italiana celebriamo i principi duraturi emersi dalle ceneri della Seconda guerra mondiale e sanciti nella nostra Costituzione: la dignità umana, la solidarietà tra nazioni e popoli e il ripudio inequivocabile della guerra. Questi valori guidano il ruolo dell’Italia nel mondo e si riflettono profondamente nell’amicizia che unisce l’Italia e gli Emirati Arabi Uniti. È un’amicizia che, in un momento in cui il sistema internazionale è sottoposto a pressioni crescenti, si è ulteriormente rafforzata”. Lo scrive Lorenzo Fanara, ambasciatore d’Italia negli Emirati Arabi Uniti, sul quotidiano in lingua inglese di Abu Dhabi The National. “Quest’anno ha segnato una tappa storica con la visita di Stato negli Emirati Arabi Uniti del Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, la prima in assoluto di un capo dello Stato italiano. Un anno dopo la prima visita di Stato in Italia di un presidente emiratino, il viaggio di Mattarella ad Abu Dhabi e Dubai ha trasmesso un messaggio di eccezionale fiducia e di grande maturità politica raggiunta dalle nostre relazioni bilaterali”, ricorda il diplomatico

“Quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario della fondazione della Repubblica italiana. Grazie agli sforzi e alla visione delle generazioni del dopoguerra, l’Italia e l’Europa sono oggi più sicure, più ricche e più pacifiche che mai nella nostra storia. Tuttavia, questo successo ha anche un rovescio della medaglia. Dopo 80 anni di pace, abbiamo iniziato a dare la pace per scontata – continua Fanara -. L’aggressione non provocata e ingiustificata compiuta dall’Iran contro gli Emirati Arabi Uniti è un duro promemoria di quanto rapidamente stabilità e prosperità possano essere minacciate. È corretto dire che questa aggressione illegale ha cambiato le dinamiche nel Golfo, tanto più perché gli Emirati Arabi Uniti avevano perseguito con costanza il dialogo con l’Iran, tendendo a Teheran una mano economica e diplomatica e compiendo ogni sforzo per evitare l’escalation fino all’ultimo momento. Anche nei momenti difficili, tuttavia, ci sono aspetti positivi. Emiratini e italiani condividono un detto senza tempo: il vero amico si vede nel momento del bisogno. Nel periodo più complesso, l’Italia è stata fermamente al fianco degli Emirati Arabi Uniti, trasmettendo un messaggio immediato di concreta solidarietà e vicinanza”.

“La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni è stata la prima leader dei Paesi G7/G20 a recarsi negli Emirati Arabi Uniti durante il conflitto. La sua visita è stata seguita da quelle del ministro della Difesa Guido Crosetto e di Salvatore Caiata, presidente del Comitato di amicizia Italia-Emirati Arabi Uniti nel Parlamento italiano – scrive ancora Fanara nell’editoriale – L’Italia ha agito anche insieme ai suoi partner europei, al G7 e alle organizzazioni multilaterali per condannare gli attacchi dell’Iran. Tali attacchi sono stati riconosciuti dalla risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, co-sponsorizzata dal nostro Paese, come una violazione del diritto internazionale e una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale. La nostra amicizia e il nostro sostegno agli Emirati Arabi Uniti sono confermati ogni giorno dalle 600 aziende italiane che hanno scelto questo Paese come loro seconda casa. Hanno deciso di restare qui, mantenendo i propri investimenti e creando nuove opportunità in una nazione che rappresenta un modello globale di convivenza e offre un contesto particolarmente favorevole alle imprese”.

E ancora: “La scelta di queste aziende italiane è un chiaro segnale di fiducia nel sistema economico degli Emirati Arabi Uniti, costruito su una mentalità imprenditoriale condivisa e plasmata da secoli di scambi commerciali. Dalle antiche rotte delle spezie ai mercati globali di oggi, italiani ed emiratini hanno scambiato non solo merci, ma anche idee e competenze. La diplomazia italiana è concentrata sull’ulteriore rafforzamento degli affari e degli scambi commerciali tra i nostri Paesi. Durante tutto il conflitto, l’ambasciata italiana non ha mai chiuso i propri uffici. Le nostre porte sono rimaste aperte, a sostegno dei cittadini e delle imprese italiane. Le future generazioni di emiratini potranno forse leggere nei loro libri di storia che, in questo momento della verità, Italia ed Emirati Arabi Uniti si sono dimostrati veri amici”.

Secondo l’ambasciatore Fanara “Questa amicizia si riflette sempre più anche nella nostra partnership economica e tecnologica. Dall’intelligenza artificiale all’aerospazio, dalla manifattura avanzata alla transizione energetica, Italia ed Emirati Arabi Uniti stanno costruendo insieme le fondamenta di una nuova era di cooperazione. Roma e Abu Dhabi sono partner privilegiati in ambiziose iniziative spaziali, dal programma emiratino di costellazione satellitare SAR alla missione degli Emirati nella fascia degli asteroidi, così come in progetti di intelligenza artificiale e data center. Il rapporto tra italiani ed emiratini, tuttavia, va ben oltre l’economia. È anche profondamente radicato nei valori tradizionali, prima di tutto nel ruolo centrale della famiglia. Questo principio è sancito nella nostra Costituzione, che riconosce la famiglia come istituzione sociale fondamentale e ambiente centrale per lo sviluppo della persona. Apprezzo sinceramente l’iniziativa del presidente Sheikh Mohamed di designare il 2026 come Anno della Famiglia, riaffermando il ruolo essenziale delle famiglie nella costruzione di una società coesa e resiliente”.

“Un’ultima considerazione. L’attuale crisi regionale ha ricordato al mondo una realtà fondamentale: i destini dell’Europa e del Golfo sono profondamente intrecciati. Ciò che accade in questa regione ha conseguenze immediate sul commercio globale, sui mercati energetici, sulle catene di approvvigionamento e sulla fiducia economica ben oltre il Medio Oriente – aggiunge Fanara -. Quando la comunità internazionale accetta che un singolo Paese possa tenere in ostaggio una delle vie d’acqua più strategiche del mondo, vengono messe a rischio le fondamenta stesse della sicurezza marittima internazionale. Per questo l’Italia attribuisce la massima importanza alla riapertura e alla libera navigazione dello Stretto di Hormuz. È una posizione pienamente coerente con il tradizionale impegno dell’Italia per la libertà dei mari. Questo principio è stato sottolineato dal ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani. Tajani ha dichiarato chiaramente che l’Italia è disposta a partecipare, una volta terminato il conflitto, a una coalizione difensiva internazionale volta a ripristinare la libertà di navigazione nello stretto. In questo contesto, la partnership tra Roma e Abu Dhabi assume un significato ancora più ampio. È un impegno condiviso per la stabilità, l’apertura, la moderazione e una responsabile azione internazionale, in un momento in cui questi valori sono sottoposti a pressioni crescenti”.

E conclude: “Italia ed Emirati Arabi Uniti stanno dimostrando precisamente che le vere partnership non si forgiano soltanto nei tempi di prosperità, ma soprattutto nei momenti di incertezza. È con questo spirito che i nostri due Paesi non si limitano ad affrontare le sfide di oggi. Come recita il motto della Festa della Repubblica di quest’anno, ne usciranno “più forti, insieme””. (ITALPRESS).

fonte foto IPA

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