Vance avverte Teheran “Nessun accordo permetterà all’Iran di avere l’arma nucleare”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha ribadito, nel corso del briefing alla Casa Bianca, che Washington considera “non negoziabile” l’obiettivo di impedire all’Iran di dotarsi dell’arma nucleare, avvertendo che un eventuale successo del programma atomico di Teheran innescherebbe una corsa globale agli armamenti con conseguenze “estremamente pericolose” per la sicurezza internazionale. “Ci sono due opzioni, due percorsi possibili sulla questione iraniana”, ha dichiarato Vance, riferendo di aver parlato poco prima con il presidente Donald Trump. “La posizione del presidente degli Stati Uniti è molto semplice: l’Iran non può mai avere un’arma nucleare”. Secondo Vance, se l’Iran ottenesse capacità nucleari militari, numerosi Paesi del Golfo Persico cercherebbero immediatamente di sviluppare propri arsenali atomici, seguiti da altri Stati in diverse aree del mondo. “Quello che è stato uno dei punti di forza della politica estera americana negli ultimi vent’anni svanirebbe dall’oggi al domani”, ha affermato. “Ci ritroveremo con Paesi di tutto il mondo impegnati a procurarsi armi nucleari. Questo renderebbe tutti noi molto meno sicuri”.

Vance ha definito l’Iran “il primo domino” di una possibile proliferazione nucleare globale, sostenendo che una simile evoluzione rappresenterebbe una minaccia diretta alla sicurezza degli Stati Uniti e dei loro alleati. “Vogliamo mantenere limitato il numero dei Paesi che possiedono armi nucleari”, ha aggiunto, sottolineando che Washington teme anche l’eventuale utilizzo dell’arma atomica come strumento di pressione geopolitica ed economica da parte di Teheran. Nel suo intervento, ha inoltre rivendicato i risultati ottenuti sul piano militare, sostenendo che gli Stati Uniti abbiano “degradato in modo efficace” le capacità convenzionali iraniane. Tuttavia, ha precisato che la priorità dell’amministrazione resta quella diplomatica. “Il presidente ci ha chiesto di negoziare in modo aggressivo con gli iraniani, ma anche in buona fede”, ha spiegato Vance, ricordando gli intensi contatti diplomatici delle ultime settimane e i lunghi spostamenti affrontati per incontrare interlocutori regionali e rappresentanti iraniani. “Abbiamo voluto dimostrare chiaramente che gli Stati Uniti sono pronti a raggiungere un accordo, purché l’Iran accetti il principio fondamentale di non sviluppare mai un’arma nucleare”. Secondo il vicepresidente, i colloqui avrebbero registrato “progressi significativi” e Teheran mostrerebbe apertura verso un’intesa.

“Siamo in una posizione piuttosto favorevole”, ha detto, lasciando intendere che esista ancora spazio per una soluzione diplomatica. Parallelamente, Vance ha però ribadito che gli Stati Uniti mantengono pronta un’alternativa militare. “Esiste un’opzione B”, ha dichiarato. “Potremmo riprendere la campagna militare e continuare a perseguire gli obiettivi americani. Ma non è ciò che vuole il presidente e credo non sia ciò che vogliono neppure gli iraniani”. Il vicepresidente ha quindi evocato la possibilità di una svolta storica nei rapporti tra Washington e Teheran, parlando dell’opportunità di “resettare” una relazione segnata da quasi mezzo secolo di ostilità e tensioni. “Il presidente ci ha chiesto di lavorare in questa direzione e continueremo a farlo”, ha affermato. “Ma servono due parti per arrivare a un accordo”. Vance ha ammesso di aver riscontrato forti divisioni interne nella delegazione di Teheran. “Dall’altra parte si vedono anche posizioni molto dure all’interno del team negoziale e credo che emerga chiaramente un conflitto interno: forse gli stessi iraniani non hanno ancora deciso con chiarezza quale direzione vogliano prendere”. Secondo il vicepresidente, la frammentazione del potere nella Repubblica islamica rende difficile interpretare con precisione la linea negoziale ufficiale.

“L’Iran è anche un Paese molto frammentato. C’è la leadership del Paese, c’è la Guida Suprema, e ci sono molti funzionari sotto la Guida Suprema che esercitano una certa influenza. Non è sempre del tutto chiaro quale sia realmente la posizione negoziale del team iraniano”. Vance ha aggiunto di non voler trarre conclusioni definitive sulle intenzioni di Teheran: “Non so se questo dipenda da problemi di comunicazione o da cattiva fede. Non pretenderei di formulare un giudizio definitivo su questo. Però posso dire con certezza che a volte è difficile capire esattamente cosa gli iraniani vogliano ottenere da questi negoziati. Quello che abbiamo fatto è stato cercare di essere il più chiari possibile”. Quindi, ha ribadito la posizione dell’amministrazione Trump: “L’Iran non può avere un’arma nucleare. Vogliamo vedere non soltanto un impegno formale a non svilupparla, ma anche la disponibilità a collaborare con noi in un processo che garantisca che, non solo oggi e non solo finché Donald Trump sarà presidente, ma anche negli anni futuri, gli iraniani non possano ricostruire quella capacità nucleare. È questo l’obiettivo che stiamo cercando di raggiungere attraverso il negoziato”. Il messaggio conclusivo rivolto alla leadership iraniana è stato netto: “Non ci sarà alcun accordo che consenta all’Iran di avere un’arma nucleare”.

– foto xp6/Italpress –

(ITALPRESS).

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