TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – Teheran ha risposto alle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che aveva paragonato la gestione del dossier iraniano a una partita a scacchi, affermando che gli iraniani sono “giocatori di scacchi professionisti”. Le parole sono del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, che ha parlato in una conferenza stampa ripresa dalla Tv di Stato Irib. “Gli iraniani hanno dimostrato di essere giocatori di scacchi professionisti”, sia nei negoziati pubblici sia in quelli riservati, secondo il portavoce.
PER GLI ANALISTI L’IRAN SCOMMETTE SULLA STANCHEZZA DI TRUMP
L’Iran ritiene che la vittoria sia ormai vicina e scommette sul fattore tempo e sull’eventuale stanchezza del presidente americano Donald Trump. Lo riporta la Tv al Arabiya. Secondo diversi analisti, Teheran punta sul fatto che la pressione militare costringerà alla fine gli Stati Uniti ad accettare il loro controllo sullo Stretto di Hormuz. Gli iraniani sanno che le scorte americane di armi chiave, come i missili intercettori avanzati, sono in calo e rappresentano un elemento di pressione sull’amministrazione Trump. Sanno anche che la guerra non gode di popolarità presso la maggioranza degli americani e che, finché lo stretto resterà in gran parte chiuso, i prezzi di carburanti e altre materie prime resteranno elevati in vista delle elezioni di midterm del Congresso di novembre. Un’eventuale apertura forzata di Hormuz risulterebbe costosa e potrebbe richiedere l’invio di truppe americane a terra.
Inoltre gli alleati houthi in Yemen sono in grado di allargare il conflitto e di interrompere un’altra rotta commerciale globale. Secondo questa logica, Trump non avrebbe altra scelta che indietreggiare. Teheran ha ribadito più volte che lo Stretto di Hormuz non tornerà a essere una via d’acqua aperta come in passato e che continuerà ad attaccare le navi che tenteranno di transitare senza il suo permesso. Secondo l’analista di sicurezza Mustafa Najafi, lo stretto è diventato per l’Iran uno strumento strategico di deterrenza, di mantenimento dell’equilibrio di potenza regionale e di ridefinizione delle regole di sicurezza nel Golfo. L’analista Rahman Ghahremanpour osserva invece che il dossier nucleare, a causa dello scontro su Hormuz, è sceso al secondo posto, e questo “gioca a favore dell’Iran”.
– foto IPA Agency –
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