ROMA (ITALPRESS) – La settimana scorsa, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato al telefono con l’inviato del presidente Trump, Jared Kushner, e avrebbe promesso di dare una possibilità al piano in 15 punti per Gaza, nonostante il suo scetticismo, e di frenare gli attacchi su Gaza in modo che il processo di smilitarizzazione di Gaza possa iniziare. Lo ha detto un funzionario statunitense al giornalista di Axios Barak Ravid. Da allora Israele non ha condotto attacchi su Gaza e le Forze di difesa israeliane (Idf) si stanno gradualmente ritirando verso la Linea Gialla. Allo stesso tempo, Stati Uniti e mediatori stanno chiedendo che Hamas inizi a disarmarsi, aggiunge Ravid. L’indiscrezione arriva dopo che ieri, all’inizio della riunione di governo, Netanyahu ha detto: “Israele non accetta il documento a 15 punti. Le Idf non effettueranno alcun ritiro finché Hamas non sarà realmente disarmato, e continuerà a sventare le minacce contro le nostre forze e i nostri cittadini”.
Secondo il funzionario statunitense citato da Ravid, la Casa Bianca “non è turbata” dalla dichiarazione di Netanyahu sul piano per Gaza e la considera parte della stagione elettorale in Israele. “Noi comprendiamo le esigenze politiche di Bibi. Non abbiamo problemi con questo, purché continui a fare ciò che gli chiediamo – specialmente per quanto riguarda il contenimento degli attacchi a Gaza”, ha detto il funzionario statunitense. Alle dichiarazioni di Netanyahu ieri hanno fatto eco quelle dell’Alto rappresentante del Board of Peace per Gaza, Nickolay Mladenov. “L’opzione che proponiamo oggi è l’unica strada percorribile per garantire che questa tragedia non si ripeta (il 7 ottobre)”, ha affermato Mladenov in un’intervista all’emittente israeliana Channel 12.
– foto IPA Agency –
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