Trump “Ho sospeso i raid per dare una chance all’Iran, ma se i colloqui non funzioneranno siamo pronti ad azioni militari decise”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Siamo impegnati in colloqui molto approfonditi con l’Iran. Se non dovessero funzionare, torneremo ad un’azione militare molto decisa”. Lo ha detto in un’intervista rilasciata ad Axios il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Interrogato su quanto tempo fosse disposto a dedicare alla diplomazia, ha risposto: “Non molto. O passa in fretta o non passa affatto”. Trump ha anche dichiarato di aver deciso di sospendere gli attacchi venerdì perché i Paesi che stanno mediando gli hanno chiesto di dare un’altra possibilità ai negoziati. “Tutte le persone che si occupano dell’Iran mi hanno chiesto: ‘Non sparare’“, ha detto, sottolineando di ritenere che l’Iran voglia raggiungere un accordo.

IRAN “NON ABBIAMO CHIESTO LA RIPRESA DEI COLLOQUI CON GLI USA”

L’Iran non ha chiesto la ripresa dei colloqui con gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, definendo tale richiesta “non nelle nostre abitudini”. Nel corso di una conferenza stampa tenuta oggi a Teheran, ripresa dalla Tv al Arabiya, Baqaei ha aggiunto che “dei mediatori ci trasmettono messaggi dagli Stati Uniti, ma al momento non stiamo conducendo negoziati con loro”. Il portavoce ha inoltre definito “positivi” i colloqui tra Iran e Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz, precisando però che la situazione nello stretto “non è cambiata ed è ancora chiuso”.

MINISTERO ESTERI “SITUAZIONE ATTUALE NON È UN CESSATE IL FUOCO”

Il Ministero degli Affari Esteri iraniano ha dichiarato che “non si può descrivere la situazione attuale come un cessate il fuoco”. La sospensione delle operazioni militari “non equivale a un cessate il fuoco e qualsiasi aggressione da parte americana incontrerà una risposta ferma da parte di Teheran”.

Per Teheran quindi le notizie relative a un cessate il fuoco di dieci giorni tra Iran e Stati Uniti sono privi di fondamento. Anche le voci sulla chiusura delle ambasciate europee in Iran “rientrano nella guerra psicologica condotta da Washington”. Fa sapere il regime iraniano che “gli eventi che hanno coinvolto diverse navi nello Stretto di Hormuz hanno rappresentato il pretesto americano per avviare una nuova fase di escalation. Le parti che negli ultimi mesi hanno cercato di ridurre le tensioni hanno avanzato una serie di proposte incentrate su questo dossier”.

Solo negli ultimi giorni “Teheran ha tenuto colloqui con il Sultanato dell’Oman e sta lavorando alla creazione di un meccanismo per regolamentare la navigazione nello Stretto di Hormuz”.

IRAN, NETANYAHU “NE PARLERÒ CON TRUMP”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, prima di partire per la visita a Washington, ha dichiarato che discuterà con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “di tutte le questioni attuali, prima fra tutte l’Iran. Il nostro obiettivo è salvaguardare la nostra sicurezza e al contempo ampliare la sfera di pace che ci circonda”. Lo rende noto l’ufficio stampa del premier. “Sono in viaggio verso Washington per un incontro con il nostro amico, il presidente Donald Trump. Questo è il mio ottavo incontro con lui da quando è stato eletto presidente per il suo secondo mandato, più di qualsiasi altro leader internazionale. È un grande privilegio, ma è anche una grande responsabilità. Dalla mia esperienza come primo ministro, in questi tempi complessi dobbiamo agire con grande determinazione e grande saggezza”, ha affermato.

Netanyahu ha chiarito che la missione a Washington ha “un obiettivo chiaro: garantire la sicurezza, la forza e il futuro del nostro amato Stato di Israele”. Nel corso della visita, Netanyahu renderà l’ultimo omaggio al senatore Lindsey Graham, “uno dei più grandi amici che lo Stato di Israele abbia mai avuto”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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