Tre droni russi abbattuti in Romania negli ultimi tre giorni. Espulso un diplomatico, Bucarest valuta l’articolo 4 della Nato

BUCAREST (ROMANIA) (ITALPRESS) – La Romania ha abbattuto tre droni penetrati nel proprio spazio aereo tra il 24 e il 26 luglio. Secondo il Ministero della Difesa, l’ultimo episodio si è verificato ieri mattina, quando i radar hanno individuato un bersaglio in avvicinamento all’area di Sulina. Dopo avere oltrepassato il confine nazionale alle 10:08, il velivolo è stato intercettato da un caccia F-16 dell’Aeronautica romena e abbattuto cinque minuti più tardi sopra le acque territoriali del Mar Nero, circa 12 chilometri a nord-est della città.

L’episodio segue gli abbattimenti del 24 luglio, quando è stato neutralizzato un drone successivamente identificato come uno Shahed di progettazione iraniana, e del 25 luglio, quando un secondo velivolo senza pilota è stato distrutto dopo avere violato lo spazio aereo nazionale. Il Ministero ha confermato che gli accertamenti proseguono per identificare con certezza gli ultimi due droni e che il dispositivo di sorveglianza aerea resta rafforzato, in stretto coordinamento con le strutture della Nato, per garantire la sicurezza del fianco orientale dell’Alleanza.

ESPULSO UN DIPLOMATICO, BUCAREST VALUTA L’ARTICOLO 4 NATO

L’incursione di tre droni russi nello spazio aereo romeno ha portato la Romania a convocare l’ambasciatore della Federazione Russa, a dichiarare persona non grata un membro della missione diplomatica russa a Bucarest e a richiamare per consultazioni il proprio ambasciatore a Mosca. I droni erano penetrati nello spazio aereo tra il 24 e il 26 luglio, in occasione degli attacchi sferrati da Mosca contro le infrastrutture portuali ucraine sul Danubio. Un quarto drone è stato avvistato oggi nello spazio aereo della Romania. Il velivolo è transitato per alcuni minuti prima di deviare verso l’Ucraina. In un messaggio diffuso dal ministero degli Esteri, la ministra Oana Toiu ha ribadito che “i frammenti recuperati dal ministero della Difesa e l’indagine in corso della Procura confermano, oltre ogni ragionevole dubbio, la loro origine russa”.

Sul piano politico, il governo romeno valuta inoltre il possibile ricorso all’articolo 4 del Trattato Nato, lo strumento che consente a uno Stato membro di chiedere consultazioni quando ritenga minacciate la propria integrità territoriale, indipendenza politica o sicurezza. Pur non equivalendo all’attivazione della difesa collettiva prevista dall’articolo 5, l’iniziativa porterebbe formalmente la vicenda all’esame del Consiglio Nord Atlantico, in una fase in cui appare sempre più cruciale la difesa del Fianco Est dell’Alleanza e mentre Bucarest continua a rafforzare la sorveglianza dello spazio aereo in coordinamento con gli Alleati.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]