Torna la rassegna musicale “Romagna in fiore”, de Pascale “Esempio virtuoso di cultura e coesione”

BOLOGNA (ITALPRESS) – Torri, giardini e parchi urbani, un anfiteatro di paglia, il lungofiume del Bidente e una riserva forestale. Sono alcuni dei “palcoscenici” particolarmente suggestivi che ospiteranno “Romagna in fiore”, la rassegna musicale creata da Ravenna Festival nel 2024 per i territori più duramente colpiti dall’alluvione dell’anno precedente. Realizzata con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Ater Fondazione, Provincia di Ravenna, Provincia di Forlì-Cesena e i Comuni delle località coinvolte, la terza edizione di “Romagna in fiore” propone nove appuntamenti pomeridiani nei quattro fine settimana dall’1 al 24 maggio in otto località romagnole, con una tappa anche bolognese. La presentazione si è svolta questa mattina in conferenza stampa in Regione a Bologna, con il presidente Michele de Pascale, l’assessora alla Cultura e Paesaggio, Gessica Allegni, il sovrintendente di Ravenna Festival, Antonio De Rosa, e il curatore di “Romagna in fiore”, Franco Masotti. L’attenzione alla sostenibilità ambientale, il contrasto al cambiamento climatico, la stretta relazione con il territorio e le sue comunità, la bellezza dei paesaggi e la buona musica sono gli elementi caratterizzanti della rassegna che, fin dalla prima edizione, si distingue per la sua anima green, diffusa e inclusiva. Ravenna Festival l’ha ideata nel 2024, rivolgendo lo sguardo ai luoghi e alle persone che avevano subito i danni delle alluvioni di maggio 2023, come a voler omaggiare un territorio capace di unirsi nelle difficoltà e ripartire, oltre il fango e la devastazione dell’acqua. Allora, la musica, l’energia condivisa, l’allegria degli spettacoli dal vivo hanno saputo pienamente rappresentare lo spirito della rinascita, dopo le fatiche.

Oggi, quella memoria è parte integrante del manifesto di “Romagna in fiore”, che guarda avanti affermandosi come appuntamento di punta del cartellone musicale della primavera romagnola e continuando a diffondere un messaggio di sostenibilità e coesione. Tutti gli spettacoli sono organizzati, infatti, in spazi all’aperto, raggiungibili dai cittadini e dalle cittadine delle località interessate a piedi o in bicicletta, senza palchi impattanti e luci artificiali. “La musica di ‘Romagna in fiore’ ha voluto esprimere fin dall’inizio la rinascita dei territori colpiti dalle alluvioni- sottolineano il presidente de Pascale e l’assessora Allegni-. Ricordiamo bene come la prima edizione sia come germogliata dal fango. Oggi, a tre anni di distanza, questa rassegna continua a portare in quei luoghi buona musica, energia e un vivace fermento culturale. Siamo sostenitori convinti di questo evento perché esprime una fioritura collettiva nel segno dell’arte, della bellezza dei paesaggi, dell’inclusività, forte del profondo legame con le comunità delle diverse località interessate e della visione pienamente ecosostenibile che promuove. La cura dei territori e l’attenzione al cambiamento climatico devono essere bussole della nostra idea di sviluppo, anche nel modo in cui si progettano e si realizzano gli spettacoli dal vivo. ‘Romagna in fiore’ oggi è un esempio virtuoso di come cultura, coesione sociale e sostenibilità possano crescere insieme”.

“‘Romagna in fiore’ è ormai a pieno diritto l’anima green di Ravenna Festival– dichiarano il sovrintendente De Rosa e il curatore della rassegna Masotti. Un progetto che rinnoviamo anche quest’anno di fronte all’entusiasmo con cui sono state accolte le prime due edizioni. La calorosa risposta del pubblico e il sostegno della Regione Emilia-Romagna, delle Amministrazioni locali e delle aziende ci conferma che questa è un’importante direzione di ricerca per lo spettacolo dal vivo: unire qualità artistica, rispetto per l’ambiente e valorizzazione dei territori. Romagna in fiore rappresenta oggi un modo concreto di fare cultura all’aria aperta, in dialogo con il paesaggio e con le comunità che lo abitano e con un biglietto a propria volta ‘sostenibile’ e inclusivo, dal simbolico costo di 5 euro. Non solo una rassegna, dunque, ma uno spazio di incontro in cui la musica diventa occasione di scoperta, partecipazione e rinnovata fiducia nel futuro dei nostri territori. È qui, tra natura e musica, che il Festival trova una delle sue espressioni più autentiche e vitali”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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