
ROMA (ITALPRESS) – Gli Stati Uniti puntano su una soluzione pacifica e negoziata per porre fine al conflitto in Sudan. Lo ha affermato Masad Boulos, senior advisor del presidente Donald Trump per gli Affari Arabi e Africani, in un’intervista a Sky News Arabia. Boulos ha sottolineato che il recente vertice di Berlino ha confermato un principio condiviso a livello internazionale: “non esiste una soluzione militare al conflitto sudanese”.
Il meeting ha portato alla firma di una dichiarazione di principi da parte di circa 22-23 Paesi e organizzazioni internazionali, tra cui ONU, Unione Africana, Stati arabi, Unione Europea, Qatar, Turchia, Regno Unito, Svizzera e Norvegia. Il consigliere ha tuttavia espresso amarezza per la situazione sul campo, rilevando che entrambe le parti in conflitto non sembrano ancora convinte dell’impossibilità di una via militare, definendola “una circostanza deplorevole”.
Boulos ha tracciato un quadro drammatico della crisi umanitaria: oltre due terzi della popolazione sudanese ha urgente bisogno di aiuti, circa 23 milioni di persone sono sull’orlo della carestia e il numero di rifugiati e sfollati ha superato i 12 milioni. Ha definito la situazione “la più grande catastrofe umanitaria al mondo”.
Gli Stati Uniti – ha aggiunto – stanno lavorando intensamente per ottenere tregue umanitarie temporanee che consentano la consegna degli aiuti. Washington, in coordinamento con l’ONU, ha contribuito a creare un meccanismo internazionale specifico su richiesta esplicita delle autorità sudanesi. Tuttavia, secondo Boulos, questo strumento è stato ignorato e ostacolato da “continue barriere, richieste mutevoli e tentativi di sabotaggio” da parte delle fazioni sudanesi.
– Foto IPA Agency –
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