Sottomarini russi nell’Artico, Nato “Li vediamo e sorvegliamo”

ROMA (ITALPRESS) – Nel silenzio delle acque artiche si consolida una delle direttrici più sensibili del confronto strategico fra Nato e Russia. Il Joint Force Command Brunssum ha richiamato l’attenzione sull’espansione e sulla modernizzazione della forza subacquea di Mosca, indicando nella penisola di Kola il fulcro della Northern Fleet.

“Qualcosa si muove sotto la superficie”, avverte il comando alleato attraverso i propri profili ufficiali social, citando in particolare Ssgn nucleari di nuova generazione capaci di assicurare “significative capacità di attacco a lungo raggio e di interdizione marittima nell’Alto Nord”. Il messaggio assume un tono insolitamente diretto: “Possono essere invisibili sotto le onde. Ma non per noi. Li vediamo, seguiamo attentamente gli sviluppi e li prendiamo seriamente”. La valutazione Nato trova riscontro nell’intelligence norvegese, che per il 2026 prevede nella Northern Fleet tre sottomarini multiruolo della classe Severodvinsk e tre fregate armati con missili ipersonici Tsirkon.

Kola resta così il perno della proiezione navale russa verso Mare di Norvegia e Nord Atlantico, in un’area nella quale l’Alleanza sta rafforzando sorveglianza e postura multidominio. Con Arctic Sentry, varata nel febbraio scorso, la Nato ha infatti riunito sotto un unico approccio operativo le attività alleate nell’Artico e nell’High North. Il monito di Brunssum non segnala una minaccia imminente, ma fotografa una competizione subacquea nella quale capacità di scoperta, tracciamento e guerra antisommergibile tornano centrali per la deterrenza euro-atlantica.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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