RAGALNA (CATANIA) (ITALPRESS) – “”Etna 2030, il vulcano che crea valore” è il risultato che dobbiamo ottenere. Si tratta della sintesi, per il 2030 essere pronti a presentare il grande festival dell’Etna che non deve essere come Etna Forum che è un embrione di una quattro giorni. Deve durare un mese perché deve diventare il festival internazionale come c’è a Salisburgo, a Spoleto perché questi eventi creano valore. Un mese di dibattiti, musica, cinema, dim eccellenze eno-gastronomiche. Ricordo che qui c’è il vino vulcanico, che è famoso in tutto il mondo. I pistacchi che sono venduti in tutto il mondo. Le ceramiche. Abbiamo poi tutta la parte scientifica perché l’Etna è il vulcano più attivo in tutta Europa. Possiamo creare dei percorsi di attività scientifica. C’è molto da fare“. Lo ha detto la senatrice Daniela Santanché, parlando con i giornalisti a margine della prima giornata di Etna Forum a Ragalna (Catania).
“Il progetto di Etna 2030 è ambizioso – ha proseguito Santanché -. Lo strumento individuato è una fondazione a diritto privatistico proprio perché non abbia i lacci e lacciuoli del pubblico che ha dimostrato di non essere così veloce nel produrre valore per un vulcano che, basta guardarci intorno, rimaniamo stupiti di così tanta bellezza che nessuna ha saputo creare valore: occupazione, valore, soldi che i turisti devono lasciare alle comunità. Qui mi sembra che ci sia un turismo troppo predatorio che prende dalle nostre bellezze ma non rilascia alle nostre comunità”.
“Etna 2030 avrà, intanto, una EtnaCard – ha aggiuto -. I Comuni interessati sono venti e non ci devono essere venti proposte di Etna. Ci dovrà essere una sola proposta, una sola destinazione che è quella dell’Etna. Fare un’EtnaCard con tutti i Comuni per fare in modo che il turista rimanga, ci sia un giro da fare con ogni Comune, con le sue specificità. Ogni Comune ha una sua identità”, ha concluso.
– foto xn5/Italpress –
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