ROMA (ITALPRESS) – “L’Artico è diventato un quadrante strategico per la sicurezza: nel Grande Nord si gioca una partita decisiva per gli equilibri internazionali. In questo quadro, l’Italia non è uno spettatore, ma è parte attiva di una visione dell’Artico fondata su elementi di cooperazione responsabile, finalizzati a favorire e a garantire la stabilità di un ecosistema fragile, ma soprattutto importanti per gli aspetti di sicurezza e di tutela degli interessi nazionali ed euroatlantici”. Così la sottosegretaria alla Difesa, Isabella Rauti, in audizione nel Comitato permanente della Commissione Esteri sulla politica estera per l’Artico, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche nella regione. “Nella regione, i cambiamenti climatici si intrecciano con molte dinamiche economiche e securitarie che incidono sugli equilibri geopolitici e geostrategici globali”, spiega. “L’Artico non è più soltanto un oggetto di studio o di osservazione, ma è diventato un banco di prova in cui si misurano le capacità della cooperazione multilaterale, del dialogo multilaterale e della diplomazia scientifica che riveste un ruolo fondamentale”, sottolinea Rauti.
“L’Artico è anche concentrato ricchissimo di terre rare e di minerali critici che, nel loro insieme, rappresentano tutto ciò che è indispensabile per la transizione energetica, la digitalizzazione, le tecnologie avanzate: sicuramente un altro rischio potenziale che la Difesa deve considerare è quello di una corsa a uno sfruttamento selvaggio delle risorse da parte dei maggiori attori globali, taluni dei quali hanno una postura assertiva e se non addirittura minacciosa”. Inoltre “quest’area così delicata non è esposta soltanto a competizioni economiche, ma anche a dinamiche strategiche e, soprattutto, a minacce ibride ed è anche teatro di traffici illeciti come la pesca illegale e la pressione su infrastrutture critiche e strategiche”. La Russia “considera quest’area come uno spazio di protezione naturale che per decenni e decenni le ha assicurato, con i ghiacci, una sorta di difesa naturale”. Inoltre “mantiene una presenza militare consolidata con infrastrutture, capacità navali e molte rompighiaccio”. La Cina “vede nell’Artico uno spazio funzionale anche per diversificare i traffici globali, per rafforzare la propria sicurezza economica e per controllare filiere essenziali di tecnologie avanzate”.
In sintesi, “Cina e Russia agiscono nell’Artico con modalità diverse, ma con effetti convergenti e interessi divergenti. L’altro grande attore sono gli Stati Uniti” per i quali “la Groenlandia è considerata un avamposto per la sorveglianza e la sicurezza delle rotte”, ricorda. “Anche l’Unione Europea ha un interesse diretto nella regione artica, sul piano energetico, minerario, commerciale e della sicurezza economica”: al momento “non fa parte del Consiglio Artico – l’organismo nato nel 1996 e principale foro intergovernativo di confronto e di cooperazione – ma è impegnata nel sostenere gli sforzi per diventare un membro osservatore e anche per partecipare ai gruppi di lavoro del Consiglio”. Per Rauti, “è evidente che la stabilità dell’Artico è un fattore diretto di sicurezza nazionale, di sicurezza mediterranea e di sicurezza euro-atlantica”. In questo contesto, “il Mediterraneo si colloca all’interno di una geografia politica e strategica molto più ampia, che collega il Grande Nord alle rotte tradizionali, al fianco sud dell’Europa: il rischio è che Mediterraneo venga marginalizzato, dobbiamo ripensare al suo posizionamento in termini strategici. Il Mediterraneo può rafforzare il suo ruolo di snodo e questa, per l’Italia più che per qualsiasi altro paese, è una sfida fondamentale”, conclude.
– foto ufficio stampa Sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti –
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