ROMA (ITALPRESS) – La spesa militare mondiale consolida nel 2025 una traiettoria di crescita ormai strutturale, attestandosi a 2.887 miliardi di dollari e segnando l’undicesimo incremento consecutivo, secondo i dati ufficiali diffusi dallo Stockholm International Peace Research Institute nel rapporto “Trends in World Military Expenditure 2025”. L’aumento, pari al 2,9% in termini reali rispetto al 2024, si inserisce in un contesto globale caratterizzato da conflitti persistenti, instabilità geopolitica e una diffusa percezione di insicurezza, che spinge gli Stati verso programmi di riarmo su larga scala. Il peso della spesa militare sull’economia globale raggiunge così il 2,5% del Piò mondiale, il livello più elevato dal 2009, a testimonianza di una militarizzazione crescente delle politiche pubbliche. La distribuzione della spesa evidenzia una concentrazione marcata: Stati Uniti, Cina e Russia assorbono complessivamente 1.480 miliardi di dollari, pari al 51% del totale globale.
Washington mantiene la leadership con 954 miliardi, nonostante una contrazione del 7,5% dovuta alla mancata approvazione di nuovi pacchetti di assistenza militare all’Ucraina nel corso dell’anno. Pechino, con 336 miliardi (+7,4%), prosegue senza interruzioni da oltre tre decenni il proprio percorso di modernizzazione militare, mentre Mosca incrementa la spesa del 5,9% fino a 190 miliardi, destinando alla difesa il 7,5% del Pil in un’economia sempre più orientata allo sforzo bellico. L’Europa si conferma epicentro della crescita globale, con un incremento del 14% che porta la spesa complessiva a 864 miliardi di dollari, trainata sia dal protrarsi della guerra in Ucraina sia dall’accelerazione dei programmi di rafforzamento militare dei Paesi membri della Nato. Nel Medio Oriente, la spesa si mantiene sostanzialmente stabile a 218 miliardi (+0,1%), pur in presenza di tensioni e conflitti attivi.
Israele riduce del 4,9% il proprio bilancio, attestandosi a 48,3 miliardi dopo l’attenuazione delle operazioni a Gaza seguita al cessate il fuoco del gennaio 2025, ma resta su livelli quasi raddoppiati rispetto al 2022. L’area Asia-Pacifico rappresenta il secondo motore della crescita globale: la spesa in Asia e Oceania raggiunge i 681 miliardi di dollari (+8,1%), il più alto incremento dal 2009. Oltre alla Cina, si distinguono Giappone, con 62,2 miliardi (+9,7%) e una quota sul Pil dell’1,4% – la più elevata dal 1958 – e Taiwan, che aumenta del 14% fino a 18,2 miliardi (2,1% del Pil), in risposta alle crescenti pressioni militari cinesi. Tra gli altri sviluppi significativi, India consolida il proprio ruolo di quinto spender mondiale con 92,1 miliardi (+8,9%), mentre Arabia Saudita si colloca all’ottavo posto con 83,2 miliardi (+1,4%). In Africa, la spesa complessiva cresce dell’8,5% fino a 58,2 miliardi, con picchi rilevanti in Nigeria (+55%), riflesso del deterioramento della sicurezza interna. I ricercatori del Sipri sottolineano come “l’aumento della spesa militare rifletta un anno segnato da guerre, incertezza e sconvolgimenti geopolitici”.
– foto IPA Agency –
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