di Stefano Vaccara
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – All’ONU è stato presentato il secondo rapporto della Multilateral Sanctions Monitoring Team (MSMT), un’iniziativa di 11 Paesi, tra cui Stati Uniti e Italia, nata dopo lo scioglimento nel 2024 del precedente panel di esperti incaricato di vigilare sulle sanzioni contro la Corea del Nord, bloccato dal veto russo al rinnovo del mandato. Il dossier punta a colmare quel vuoto documentando come Pyongyang violi e aggiri le misure del Consiglio di Sicurezza attraverso operazioni informatiche e reti di lavoratori IT sotto copertura. Ad aprire la conferenza è stato Jonathan Fritz, vice assistente segretario del Dipartimento di Stato Usa per l’Asia orientale e il Pacifico, che ha definito il report un “salto di qualità” per la quantità di fonti pubbliche e private raccolte e per il livello di dettaglio sulle connessioni tra cyber attori, lavoratori IT e entità nordcoreane già sanzionate dalle Nazioni Unite. Secondo Fritz, queste attività colpiscono imprese e cittadini in molti Paesi, attraverso furti di fondi, dati personali e proprietà intellettuale, e generano entrate che finiscono per sostenere i programmi nucleari e missilistici.
Il dato più allarmante riguarda i furti di criptovalute. Nel briefing è stata richiamata la stima della MSMT secondo cui la Corea del Nord avrebbe sottratto almeno 2,8 miliardi di dollari tra gennaio 2024 e settembre 2025, precisando che si tratta di una valutazione prudente e al ribasso. Parallelamente, informazioni diffuse a margine dell’iniziativa indicano che nel solo 2025 Pyongyang avrebbe rubato oltre 2 miliardi di dollari in cripto, con più di 1,6 miliardi già tra gennaio e settembre. Una cifra in linea con la valutazione della piattaforma di analisi blockchain Chainalysis, che stima 2,02 miliardi di dollari sottratti da hacker nordcoreani nel 2025, con un aumento del 51% su base annua. Secondo i relatori, Pyongyang si appoggia a reti di cittadini all’estero e a facilitatori stranieri per riciclare gli asset digitali rubati e convertirli in valuta corrente, destinata all’acquisto di materiali e al finanziamento di attività proibite. Il rapporto dedica spazio anche ai lavoratori informatici inviati all’estero, spesso con identità false e contratti remoti, che rimandano i salari al regime. La MSMT ha chiesto agli Stati membri di applicare rigorosamente le risoluzioni ONU e di rafforzare la cooperazione con il settore privato per impedire nuove violazioni. La mattina della presentazione del rapporto, la missione nordcoreana all’ONU ha diffuso una nota durissima contro Washington, accusando gli Stati Uniti di “azioni vergognose” che minano l’autorità delle Nazioni Unite e di abusare del Palazzo di Vetro per interessi geopolitici. Pyongyang ha sostenuto che all’ONU andrebbero discussi invece gli “atti illegali e immorali” degli USA.
– foto di repertorio IPA Agency –
(ITALPRESS).









