TORINO (ITALPRESS) – “L’autonomia differenziata è una questione tecnico-amministrativa e politica, ma è anche un’opportunità di buon governo regionale. Crediamo che la richiesta che abbiamo avanzato al Parlamento e al Governo possa rafforzare ulteriormente il nostro modo di partecipare come regione al Sistema Italia”. Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, durante l’audizione sull’autonomia differenziata nell’Aula della Commissione Esteri e Difesa del Senato. “L’istanza di oggi verte su quattro argomenti principali, su cui abbiamo iniziato a muoverci. Il primo è relativo alla Protezione civile, quando c’è una calamità naturale nel nostro Paese è ridicolo che la dichiarazione di calamità naturale molte volte avvenga a settimane e a volte a due o tre mesi dall’evento stesso – ha aggiunto Cirio – Andare a spiegare a un cittadino rimasto senza casa che dopo tre mesi lo Stato ha riconosciuto la calamità naturale, non è solo una dimostrazione di scarso rispetto per un dramma personale, ma anche un problema pratico per gli amministratori. Un sindaco che si trova con una strada ostruita da una frana, deve emettere un’ordinanza senza copertura finanziaria, essendo un’azione di somma urgenza, e lo fa completamente a suo rischio e pericolo personale. Vuol dire che se poi non ci sarà il riconoscimento della calamità naturale e non ci saranno gli stanziamenti necessari, si troverà a rispondere personalmente con il proprio patrimonio personale a garanzia del pagamento di quell’adempimento. Noi chiediamo di poter intervenire direttamente, con il confronto preventivo con il sistema di Protezione civile nazionale, e di poter arrivare a una dichiarazione di calamità naturale fatta dal presidente della Regione per mettere in sicurezza i sindaci del territorio. Non chiediamo di avere più poteri, ma chiediamo di avere più responsabilità”.
Per quanto riguarda la sanità “ogni anno integriamo la cifra statale con somme importanti, questo anno la mia Regione integra circa 200 milioni di euro che si sommano alla quota statale. Continueremo a mettere risorse regionali finchè riusciremo, però con i parametri nazionali ci sono ospedali in montagna che dovrei chiudere, anche se il diritto alla salute è uguale per tutti. Se nella quota che riceviamo dallo Stato potessimo avere una maggiore autonomia nella destinazione di queste risorse, potremmo coprire tante specificità per garantire un servizio essenziale. Le risorse che riceviamo dallo Stato invece sono tutte predefinite”. “La previdenza complementare integrativa è un altro tema su cui credo moltissimo – ha aggiunto Cirio – In tutta Italia abbiamo il problema dei medici di medicina generale che sono pochi e tendono legittimamente ad andare nei posti più comodi per loro e le loro famiglie. Vogliamo incentivare chi ci aiuta: un medico che decide di andare a svolgere la sua professione in una vallata, fa una scelta per lui meno agevole e di minori prospettive di carriera, allora io lo devo incentivare. Posso dargli dei premi in termini di pensioni integrative: potremmo integrare il suo livello previdenziale con qualcosa in più, che si troverà poi quando andrà in pensione”.
– foto IPA Agency –
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