TORINO (ITALPRESS) – Produzione in crescita del +2,3%, aumenta anche la domanda interna, ma l’incertezza sui mercati globali frena l’ottimismo per il breve periodo. Questa è l’analisi della congiuntura manifatturiera piemontese, realizzata grazie alla collaborazione fra Unioncamere Piemonte, Intesa Sanpaolo e UniCredit. La rilevazione è stata condotta nei mesi di aprile e maggio 2026 con riferimento ai dati del periodo gennaio-marzo 2026 e ha coinvolto 1.733 imprese manifatturiere piemontesi, per un numero complessivo di 87.859 addetti e un valore pari a circa 50 miliardi di euro di fatturato.
Dopo aver chiuso il 2025 in rinnovata dinamicità con una crescita media annua dell’1,4%, nei primi tre mesi del 2026 la produzione industriale regionale registra un incremento del 2,3% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Questo dato positivo, se da un lato sorprende – soprattutto se si considera il deterioramento del contesto geopolitico legato al conflitto in Medio Oriente e ai timori di interruzioni nelle forniture energetiche – dall’altro conferma la capacità di tenuta del tessuto manifatturiero piemontese. La performance regionale potrebbe tuttavia riflettere un’accelerazione precauzionale dell’attività produttiva. Il rischio che le restrizioni al traffico marittimo lungo le rotte mediorientali si protraggano nei prossimi mesi ha aumentato l’incertezza, spingendo diverse imprese ad anticipare la produzione e gli approvvigionamenti di componenti intermedi, mitigando così il rischio di futuri blocchi della catena logistica.
“I dati del primo trimestre premiano la tenuta del nostro manifatturiero. La crescita del +2,3% è un segnale importante, ma le imprese restano in guardia: il conflitto in Medio Oriente alimenta un’incertezza globale che costringe a scelte prudenziali su costi e approvvigionamenti – commenta Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte – Dietro la media regionale si nasconde però una regione a due velocità. Se le micro e piccole imprese volano e province come Alessandria e Biella corrono, alcuni distretti del nord soffrono. La nostra sfida immediata è intercettare queste asimmetrie, sostenendo in modo omogeneo la competitività e la tenuta di tutto il territorio”.
Nel complesso, il fatturato ha registrato una crescita dell’1,8%, ma è la componente interna a fungere da principale motore, con un incremento su base annua del 2,6%, a fronte di una variazione sostanzialmente nulla sul mercato estero. Gli ordinativi totali sono aumentati del 3,3% rispetto al primo trimestre del 2025. Il grado di utilizzo degli impianti, pari al 62,2%, risulta stabile rispetto allo stesso trimestre del 2025. A livello settoriale, quasi tutti i comparti di specializzazione mostrano incrementi tendenziali della produzione superiori al 2%. I risultati più incoraggianti arrivano dal comparto dell’elettricità ed elettronica, in crescita del 3,3%, e da quello dei metalli, in aumento del 2,6%.
Si conferma fondamentale l’apporto fornito dall’industria alimentare, che cresce del 2,5%. Il settore dei mezzi di trasporto, che grazie all’aerospazio aveva chiuso il 2025 a +2,2%, mette a segno un incremento produttivo del 2,4% nei primi tre mesi del 2026. Analizzando le dinamiche interne a questa filiera, l’aerospazio conferma il trend positivo dell’anno precedente e la componentistica autoveicolare mostra un andamento sostanzialmente stabile, mentre la produzione di autoveicoli registra una netta inversione di tendenza con un balzo del +12,4%.
– Foto di repertorio IPA Agency –
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