Piano Mattei, Saggio “Salgono a 18 le nazioni focus, oltre 550 milioni di euro di progetti avviati”

IPA54510524 - Roma, Palazzo Chigi la Presidente del consiglio riceve il Presidente degli Emirati Arabi Uniti nella foto Giorgia Meloni e Fabrizio Saggio

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo giunti al terzo anno di attività del Piano, l’anno che definirei della maturità, con risultati misurabili sul terreno, un’architettura finanziaria definita e una collaborazione internazionale consolidata, soprattutto con l’Unione Europea e con le principali istituzioni finanziarie internazionali di sviluppo”. Lo ha detto il coordinatore della Struttura di missione per l’attuazione del Piano Mattei, ambasciatore Fabrizio Saggio, nel corso di un’audizione presso le Commissioni riunite Esteri della Camera ed Esteri e Difesa del Senato. “Siamo passati da 9 nazioni focus della fase iniziale alle 18 attuali, in linea con un approccio incrementale promosso sin dall’origine di questa strategia – ha aggiunto -. In particolare in questi ultimi 12 mesi credo che il piano Mattei abbia raggiunto risultati particolarmente significativi”.

Il secondo Vertice Italia-Africa di Addis Abeba del 13 febbraio 2026, “per la prima volta nel continente africano, una prima assoluta per l’Italia”, ha rappresentato “una tappa chiave per la maturità del Piano e una conferma della validità dell’approccio verso il Continente africano”, ha sottolineato l’ambasciatore Saggio. Il Vertice ha fatto seguito al primo Vertice Italia Africa nel gennaio 2024 per la prima volta a livello di Capi di Stato e di Governo, al Vertice “Piano Mattei — Global Gateway” del giugno 2025 a Roma, con la firma di undici intese operative per finanziamenti e garanzie pari a circa 1,2 miliardi di euro e alla partecipazione del Presidente del Consiglio in qualità di ospite d’onore alla 39esima all’Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Africana. Un ulteriore riconoscimento della serietà del lavoro svolto che si aggiunge al richiamo esplicito del Piano Mattei nella dichiarazione ad hoc sulle partnership internazionali adottata al Vertice G7 di Evian. Crescono inoltre le collaborazioni triangolari: con gli Emirati Arabi Uniti, con la missione istituzionale e imprenditoriale congiunta in Angola dello scorso gennaio; con la Danimarca, entrata nella Mattei Plan and Rome Process Financing Facility; con Francia e Germania in logica Team Europe; e, da ultimo, con i Memoranda conclusi anche con alcune Nazioni asiatiche.

“Credo che il piano Mattei abbia raggiunto risultati particolarmente significativi: un miliardo di euro di progetti deliberati dal comitato tecnico del Fondo Clima nei dodici mesi di riferimento, oltre 4 miliardi di garanzie Sace dal lancio del Piano rivolte ai 18 Paesi focus del Piano, oltre 550 milioni di euro di progetti avviati in sinergia con la Banca Mondiale. Questi risultati sono stati resi possibili grazie a una serie di fattori – ha aggiunto -: la politica dell’ascolto, vero asse portante di questa strategia, ogni progetto è frutto di una richiesta dei Paesi africani; il quotidiano coordinamento con la Farnesina, un’organica rete di collaborazione con il sistema Italia, ma soprattutto una sempre maggiore apertura di credito con le controparti africane. Un patrimonio, questo, non misurabile in cifre, ma credo il più strategico”.

Saggio ha evidenziato la mobilitazione di circa 4 miliardi di euro in garanzie da parte di SACE e a “un’organica rete di collaborazioni tra tutti gli attori del Sistema Italia”. Sul fronte multilaterale, il Coordinatore ha quantificato in oltre 550 milioni di euro i progetti avviati in sinergia con la Banca Mondiale — tra cui il programma ASCENT in Mozambico, il sostegno al bilancio in Kenya e in Etiopia — e in quasi 200 milioni di euro i progetti realizzati con la Banca Africana di Sviluppo, tra cui il Lobito Economic Corridor Development in Angola. Si tratta di collaborazioni strategiche che garantiscono un significativo effetto leva con meccanismi che prevedono cofinanziamenti e mobilitazioni di importanti risorse aggiuntive.

“La nostra azione di conversione del debito risponde alla necessità di trasformare passività finanziarie in investimenti reali sul capitale umano e sulle infrastrutture”, ha affermato illustrando alle Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato l’avvio della conversione di circa 269 milioni di euro di crediti bilaterali vantati dall’Italia verso Nazioni africane a basso o medio reddito in progetti di sviluppo concordati con i Paesi partner. Una scelta ha sottolineato, “strutturale e non affidata a iniziative singole”, in pieno coordinamento con la Farnesina e il Ministero dell’Economia e Finanze. Il coordinatore ha anche ricordato che l’azione della Struttura di Missione del Piano Mattei ha portato alla piena operatività degli strumenti dell’architettura finanziaria del Piano: la Mattei Plan and Rome Process Financing Facility con la Banca Africana di Sviluppo (15 progetti in corso per oltre 100 milioni di finanziamento); la Growth and Resilience Platform for Africa (GRAF) gestita da CDP; il Plafond Africa, che consente a Cassa Depositi e Prestiti di impegnare fino a 500 milioni di euro di risorse proprie; e la Misura Africa di SIMEST con oltre 100 milioni di euro a favore delle PMI italiane.

Nei prossimi dodici mesi l’azione del Piano Mattei per l’Africa proseguirà “con un’attenzione particolare ai settori dell’acqua, della formazione e dei minerali critici”. L’obiettivo per il secondo semestre del 2026 è incrementare le iniziative “con almeno altri 500 milioni di euro di finanziamenti per progetti nei settori di energia, acqua e infrastrutture, sulla base delle richieste che ci provengono dal continente africano”.

Sull’acqua — designata dall’Unione Africana priorità continentale per il 2026 e assunta come priorità tematica dal Piano — sono già operativi il finanziamento a sostegno della Strategia Nazionale dell’Acqua del Marocco, del progetto TANIT in Tunisia per il riutilizzo delle acque reflue trattate a fini irrigui, e del programma PASEL nella Repubblica del Congo. Sulla formazione, il Coordinatore ha richiamato il Centro “Enrico Mattei” di Sidi Bel Abbes in Algeria, il Centro Tecnologico Integrato Multifunzionale di Mograne in Tunisia e il Centro di formazione sulle rinnovabili in Marocco con Fondazione Enel, RES4Africa e Università Politecnica Mohammed VI, “modello progressivamente esteso a Kenya e Sudafrica, che ha già formato oltre 500 professionisti provenienti da oltre 20 Paesi”, oltre alle numerose iniziative per la formazione tecnica e professionale.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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