di Stefano Vaccara
NEW YORK (ITALPRESS) – L’economia globale mostra una resilienza superiore alle attese, ma resta avvolta da crescenti incertezze legate a tensioni geopolitiche, commercio frammentato e spazi fiscali sempre più ridotti. È il quadro delineato dal nuovo rapporto economico di punta delle Nazioni Unite presentato oggi da UN Department of Economic and Social Affairs (DESA), nel corso di un briefing al Palazzo di Vetro di alti funzionari, tra cui Navid Hanif, vice segretario generale aggiunto per lo sviluppo economico (a nome del sottosegretario generale Li Junhua), Shantanu Mukherjee, direttore della Divisione Analisi economica e politiche, e Ingo Pitterle, economista senior e responsabile ad interim del monitoraggio economico globale.
Secondo il rapporto, la crescita economica globale è prevista al 2,7 per cento nel 2026, in lieve calo rispetto al 2,8 per cento stimato per il 2025 e ben al di sotto della media pre-pandemica del 3,2 per cento. Nel 2025, l’economia mondiale ha retto meglio del previsto nonostante il forte aumento dei dazi statunitensi, grazie a una domanda dei consumatori ancora solida e al rallentamento dell’inflazione. Tuttavia, avverte l’ONU, persistono debolezze strutturali che rischiano di trascinare l’economia globale verso una fase di crescita più lenta e prolungata.
Il rapporto evidenzia che una parziale attenuazione delle tensioni commerciali ha contribuito a limitare le interruzioni degli scambi internazionali nel 2025. Ma l’impatto dei dazi più elevati e dell’elevata incertezza macroeconomica è destinato a manifestarsi con maggiore intensità nel 2026. Dopo una crescita del 3,8 per cento nel 2025, il commercio globale dovrebbe rallentare al 2,2 per cento nel prossimo anno. L’inflazione continua a scendere, ma resta una sfida centrale. Dopo aver raggiunto il 4,0 per cento nel 2024, è stimata al 3,4 per cento nel 2025 e dovrebbe ridursi ulteriormente al 3,1 per cento nel 2026. Nonostante il rallentamento dei prezzi, l’aumento del costo della vita continua a comprimere i redditi reali, colpendo in modo sproporzionato le fasce più vulnerabili e ampliando le disuguaglianze sociali.
Sul piano regionale, la crescita negli Stati Uniti è prevista al 2,0 per cento nel 2026, leggermente superiore al 2025, ma con un mercato del lavoro in graduale indebolimento. Nell’Unione Europea, la crescita dovrebbe scendere all’1,3 per cento, penalizzata dall’impatto dei dazi USA e dal protrarsi dell’incertezza geopolitica. In Cina, l’economia è attesa crescere del 4,6 per cento, mentre l’India continuerà a trainare il Sud Asia con un’espansione del 6,6 per cento.
In Africa, la crescita dovrebbe attestarsi al 4,0 per cento, pur restando esposta a livelli di debito elevati e a shock climatici sempre più frequenti. Il Segretario generale dell’ONU António Guterres ha avvertito che una combinazione di tensioni economiche, geopolitiche e tecnologiche sta generando nuove vulnerabilità sociali e rallentando i progressi verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il rapporto si chiude con un appello a rafforzare la cooperazione internazionale: senza un rinnovato impegno multilaterale e politiche coordinate, avverte l’ONU, l’attuale rallentamento rischia di trasformarsi in una fase prolungata di instabilità dell’economia globale.
-Foto IPA Agency-
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