Malta sostiene la solidarietà Ue per affrontare la crisi migratoria a Ceuta

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Malta si è unita ad altri 21 leader dell’Unione europea nel chiedere una risposta immediata dell’Ue alla crisi migratoria in corso a Ceuta. Il primo ministro Robert Abela ha firmato una lettera congiunta che sollecita un’azione coordinata a livello europeo.

Illustrando la propria posizione, Malta ha definito la migrazione irregolare una sfida comune europea che richiede solidarietà e un’equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri.

Il governo maltese ha affermato che l’Unione europea dispone già degli strumenti e delle agenzie necessari per contrastare il traffico di migranti, ribadendo al contempo che gli Stati membri devono mantenere il controllo su chi può entrare e rimanere nel proprio territorio.

Malta ha inoltre espresso piena solidarietà alla Spagna, elogiando la cooperazione tra Madrid e Rabat, che ha consentito il rapido rimpatrio della maggior parte degli arrivi irregolari.

Pur invitando a un attento monitoraggio dell’evolversi della situazione, il governo maltese ha sostenuto che la priorità debba essere il sostegno coordinato dell’Ue, il rafforzamento della protezione delle frontiere esterne e l’adozione di misure per prevenire i movimenti secondari dei migranti tra gli Stati membri.

La lettera invita inoltre la Presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue a convocare con urgenza una riunione dei ministri dell’Interno per rafforzare il sostegno alla Spagna, anche attraverso un potenziamento delle operazioni di Frontex e una revisione della cooperazione tra l’Unione europea e il Marocco.

I leader firmatari avvertono che le reti di trafficanti di esseri umani stanno sfruttando la situazione per mettere alla prova le frontiere esterne dell’Unione e sottolineano la necessità di una risposta comune all’immigrazione irregolare.

Secondo le autorità spagnole, tra mercoledì e venerdì sono entrati a Ceuta tra i 50.000 e i 60.000 migranti, per la maggior parte via mare dal Marocco. Oltre 48.000 persone sono state rimpatriate, mentre almeno 67 hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il confine.

– Fonte foto Doi –

(ITALPRESS).

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