Malta, si accende il dibattito sulla decisione dell’UE sui fondi per l’aborto

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Malta si è mostrata profondamente divisa dopo che la Commissione europea ha stabilito che gli Stati membri dell’Ue potranno utilizzare volontariamente fondi già esistenti per sostenere l’accesso ai servizi di aborto in tutta l’Unione. In risposta all’iniziativa dei cittadini “My Voice, My Choice”, la Commissione ha affermato che i Paesi potranno fare ricorso al Fondo sociale europeo Plus (FSE+) per finanziare l’accesso all’aborto, purché ciò avvenga “su base volontaria e in conformità con le rispettive legislazioni nazionali”. Bruxelles non ha però proposto nuovi finanziamenti dedicati.

L’annuncio è stato accolto con favore dagli attivisti a Malta, dove l’aborto resta in gran parte illegale. L’organizzatrice della campagna, Belle de Jong, ha definito la decisione “più che storica”, sostenendo che garantirà alle donne maltesi di “non essere più criminalizzate per aver avuto accesso all’assistenza sanitaria”. Malta è tra i Paesi più restrittivi dell’Ue in materia di aborto. La procedura resta vietata, salvo nei casi in cui la vita della donna sia in pericolo, a seguito di una modifica legislativa del 2023 adottata dopo il caso della turista statunitense Andrea Prudente, costretta a recarsi in Spagna per interrompere la gravidanza dopo che le era stata negata la procedura a Malta.

Sui social, l’eurodeputato maltese Peter Agius ha criticato la posizione della Commissione, sottolineando che “l’aborto è una materia di competenza degli Stati membri” e osservando che non è stato creato alcuno strumento specifico dell’Ue per l’aborto transfrontaliero. Un altro eurodeputato maltese ha definito la decisione “un ‘no’ mascherato da ‘sì'”. Il Parlamento europeo aveva in precedenza sostenuto l’iniziativa dei cittadini, che ha raccolto oltre un milione di firme e chiedeva un meccanismo volontario di solidarietà europea per finanziare l’accesso sicuro e legale all’aborto per le donne costrette a recarsi all’estero. La commissaria europea per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Hadja Lahbib, ha difeso la decisione, affermando che gli Stati membri potranno ora utilizzare fondi europei per sostenere le donne nelle aree remote o prive di mezzi economici, migliorando così l’accesso a cure abortive sicure in Europa.

Gli attivisti hanno accolto con favore il riconoscimento della possibilità di utilizzare fondi Ue, ma hanno espresso delusione per la mancata assegnazione di risorse aggiuntive, invitando la Commissione a fornire linee guida più chiare agli Stati disposti ad aderire. Il dibattito ha riacceso la discussione a Malta, che secondo l’European Abortion Policies Atlas 2025 si colloca all’ultimo posto nell’Ue per accesso all’aborto.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]