LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – L’ex segretario generale del Partito Laburista Jimmy Magro è stato condannato in via definitiva a quattro anni e otto mesi di carcere dalla Corte d’Appello, chiudendo uno dei casi di corruzione più rilevanti nella storia recente di Malta.
La sentenza, pronunciata dalla giudice Consuelo Scerri Herrera, segna la prima volta nella storia politica moderna del Paese in cui un alto funzionario di partito sconterà una pena detentiva per reati di corruzione legati a progetti finanziati dall’Unione europea.
Magro, che ha ricoperto l’incarico di segretario generale del Partito Laburista per 12 anni fino al 2003, è stato riconosciuto colpevole di aver sollecitato tangenti e tentato di influenzare una gara pubblica relativa a fondi europei pari a 250.000 euro per attrezzature destinate alla raccolta dei rifiuti.
La Corte ha confermato che, mentre operava come consulente dell’Associazione dei Consigli Locali e responsabile del progetto, Magro cercò un vantaggio economico personale in cambio dell’assegnazione dell’appalto. Tra le prove presentate figurano scambi di email e la testimonianza dell’imprenditore Victor Bonello, che si rifiutò di pagare 25.000 euro – la somma richiesta da Magro, e denunciò l’accaduto alle autorità.
Pur in assenza di un pagamento effettivo, i giudici hanno stabilito che la sola richiesta di denaro costituisce un grave abuso della fiducia pubblica. Nel ricorso in appello, Magro aveva sostenuto di non essere un pubblico ufficiale e di contestare la solidità delle prove, ma la Corte ha respinto tali argomentazioni, sottolineando che il suo ruolo comportava precisi obblighi nella gestione di fondi pubblici ed europei.
La sentenza evidenzia inoltre come le sue azioni abbiano rischiato di compromettere la credibilità di Malta nei confronti dell’Unione europea e di minare l’integrità delle procedure di appalto. Oltre alla pena detentiva, Magro è stato interdetto in modo permanente dai pubblici uffici. La decisione conferma la condanna già pronunciata nell’aprile dello scorso anno e pone fine definitivamente al contenzioso giudiziario.
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(ITALPRESS).









