VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Il primo ministro Robert Abela ha respinto le accuse che collegano il ministro dell’Agricoltura Anton Refalo al boss mafioso siciliano Totò Riina, affermando che la documentazione dimostra l’assenza di qualsiasi legame tra il ministro e la nota figura criminale.
Parlando ai giornalisti, Abela ha dichiarato che Refalo ha fornito prove che confermano come l’immobile a Gozo da lui affittato appartenga a una donna italiana e non a Riina. La villa, ha aggiunto, era amministrata dal suo rappresentante legale, dal quale Refalo ha firmato un contratto di locazione nel 2002.
Le dichiarazioni del premier arrivano dopo l’attenzione dei media italiani, che hanno evidenziato le affermazioni secondo cui Riina — arrestato nel 1993 e condannato per numerosi omicidi — frequentava Gozo negli anni ’80 e potrebbe aver utilizzato la stessa proprietà sul mare ora affittata da Refalo. Abela ha affermato di aver esaminato personalmente i documenti relativi alla villa e di essere “soddisfatto” della spiegazione fornita.
“Ciò che conta è che la cronologia dei fatti dimostra chiaramente che non esiste alcun collegamento tra Totò Riina e la proprietà dell’immobile o il suo successivo affitto”, ha dichiarato. Tuttavia, Abela ha evitato di sostenere l’affermazione di Refalo secondo cui non conosceva Riina, rispondendo invece: “Quello che posso dire è che io so chi era Totò Riina”. Il primo ministro ha inoltre definito le accuse “speculazioni vecchie di decenni” e ne ha messo in dubbio la tempistica.
I registri indicano che l’immobile è stato venduto l’ultima volta nel maggio 1979 a una donna italiana di Brescia. Refalo ha stipulato un contratto di locazione a lungo termine nel 2002, che lo obbligava a pagare un affitto annuale e a effettuare lavori di ristrutturazione sulla casa, allora in stato di degrado.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).









