TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – Il ciclo di colloqui di questa settimana tra Israele e Libano sarebbe stato il meno produttivo finora, a causa della reciproca frustrazione per la decisione dell’amministrazione Trump di includere un cessate il fuoco in Libano nel memorandum d’intesa firmato la scorsa settimana con l’Iran. Lo scrive il quotidiano israeliano Times of Israel citando un funzionario governativo e una seconda fonte a conoscenza della questione, a pochi giorni dall’inizio del quinto ciclo di colloqui a Washington. Sia Israele che il Libano si sarebbero opposti all’idea, sostenendo che mina lo scopo del canale di comunicazione tra i due Paesi, istituito da Washington ad aprile proprio per impedire all’Iran di mantenere la propria influenza su Hezbollah e sul Libano, affermano le due fonti.
La rabbia israeliana nei confronti di Washington avrebbe reso Israele meno propenso ad accettare le richieste statunitensi di iniziare a ritirare parte delle sue truppe dal Libano meridionale, afferma il funzionario governativo.
l Libano, dal canto suo, ritiene di dover adottare una linea più dura nei negoziati con Israele per contrastare l’idea che l’Iran eserciti un’influenza maggiore sugli affari in territorio libanese rispetto a quella israeliana, spiega la fonte a conoscenza della questione. Pertanto, il governo libanese ha presentato mappe per un ritiro proposto che sono molto più ampie di quanto Israele sia disposto ad accettare in questa fase, che era già molto limitata a causa delle pressioni politiche che il governo del Primo Ministro Benjamin Netanyahu sta subendo, aggiunge la fonte.
Gli Stati Uniti auspicavano che i colloqui di tre giorni, iniziati il 22 giugno, si sarebbero conclusi con l’annuncio di un programma pilota in base al quale le Forze di difesa israeliane (Idf) si sarebbero ritirate da piccole aree del Libano meridionale e sarebbero state sostituite dall’esercito libanese, a cui sarebbe stato affidato il compito di smantellare le restanti infrastrutture di Hezbollah presenti nella zona. Tuttavia, un simile sviluppo appare attualmente meno probabile, affermano le due fonti al Times of Israel.
-Foto di repertorio IPA Agency-
(ITALPRESS).









