ROMA (ITALPRESS) – “Sullo spazio da oltre 20 anni Leonardo ha messo in pratica l’esigenza di avere una joint-venture con la Thales di cui siamo estremamente contenti, vogliamo espanderla per renderla ancora più europea con l’ingresso di un terzo socio, Airbus, ovviamente creando un vero campione europeo che possa competere a livello continentale e globale”. Così Lorenzo Mariani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo, a margine dell’evento “Connext Filiere. Aerospazio, Difesa e Sicurezza” organizzato da Confindustria. “I tempi della formazione prenderanno da oggi a buona parte del 2027”, aggiunge.
“Noi ci tariamo sul bilancio della difesa dello Stato e sappiamo che abbiamo determinati progetti già in corso coperti da fondi ordinari. Se il Safe sarà qualcosa in più sono sicuro che ci saranno dei programmi che potranno essere addirittura anticipati, altrimenti continuiamo sulla linea dei programmi già lanciati. Non credo che programmi come Gcap siano a rischio per via dei fondi Safe”, ha detto. “Tutto il piano del Michelangelo Dome è confermato”, ha ribadito.
“Attenzione a quando si parla di aggregazione perché ultimamente abbiamo assistito all’ingresso di fondi stranieri, questo sicuramente è una risposta a una debolezza italiana, ma ogni tanto vendiamo il nostro futuro per qualcosa in cui domani non saremo in grado di recuperare”, ha affermato. Vogliamo “rilanciare un messaggio di collaborazione ma che sia basato su regole che sono volute perché negli ultimi anni il mondo è cambiato. Il sistema di qualità deve essere a prova di bomba, non esistono compromessi su questo, esiste ogni tanto qualche eccesso di requisito, ma non ci possono essere compromessi sulla qualità. La capacità di investire deve essere di tutti, ognuno per la propria missione e redditività, Leonardo non ha mai avuto problemi a contribuire a investimenti della filiera, specialmente se erano volti ad aumentare la capacità”, aggiunge.
Per quanto riguarda “le spese per la difesa, il governo ha intrapreso un percorso saggio e virtuoso ma che non va interrotto, questo non esiste perchè non ci devono essere illusioni sul fatto che se dovessimo interromperlo per 3-4 anni, noi usciremo da questa decade sudditi dell’industria francese e tedesca”, ha concluso.
– foto di repertorio ufficio stampa Leonardo –
(ITALPRESS).









