ROMA (ITALPRESS/ECONOMIADELLOSPAZIO) – La missione Soyuz MS-29 porterà sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) non soltanto un nuovo equipaggio, ma anche un programma di sperimentazione destinato a validare tecnologie considerate strategiche per il futuro dell’esplorazione umana e per diversi settori industriali.
Dalla produzione di cristalli semiconduttori in microgravità all’impiego dell’intelligenza artificiale nella medicina spaziale, il primo volo dell’astronauta della NASA Anil Menon conferma il ruolo della ISS come piattaforma per lo sviluppo di soluzioni destinate ad applicazioni sia nello spazio sia sulla Terra.
Il decollo è previsto oggi dal Cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, a bordo della navicella Roscosmos Soyuz MS-29. Con Menon voleranno i cosmonauti Pyotr Dubrov e Anna Kikina. Dopo un trasferimento di circa tre ore, la navicella effettuerà l’attracco automatico al modulo Prichal, consentendo ai tre membri dell’equipaggio di unirsi alla Spedizione 74. Per Menon si tratta del primo volo nello spazio, mentre Dubrov e Kikina affrontano la loro seconda missione orbitale. Il soggiorno sulla ISS durerà circa otto mesi, con rientro previsto al termine della missione.
Il programma di ricerca affidato ad Anil Menon comprende una serie di esperimenti che la NASA considera strategici per aumentare l’autonomia delle future missioni umane e sviluppare tecnologie con possibili applicazioni anche sulla Terra. Uno degli obiettivi riguarda il perfezionamento della produzione in microgravità di cristalli semiconduttori, per favorire la futura realizzazione su larga scala di componenti destinati a computer ad alte prestazioni, sistemi di intelligenza artificiale e dispositivi medici avanzati.
La missione prevede inoltre dimostrazioni dedicate all’impiego combinato di realtà aumentata e intelligenza artificiale nell’esecuzione di ecografie, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dal supporto medico da Terra durante le future missioni di lunga durata. Le attività comprenderanno anche studi sugli effetti della microgravità sul flusso sanguigno degli astronauti e test di biostampa di strutture vascolari, finalizzati a migliorare la comprensione dei processi di invecchiamento e a favorire lo sviluppo di nuove terapie.
Le attività della missione Soyuz MS-29 si inseriscono nella strategia con cui la NASA utilizza la Stazione Spaziale Internazionale come piattaforma di maturazione tecnologica. Da oltre 25 anni, il laboratorio orbitale consente di validare sistemi e procedure destinati alle future missioni di esplorazione umana. Le conoscenze acquisite attraverso esperimenti sulla produzione avanzata di materiali, sulla medicina spaziale e sull’automazione delle attività di bordo contribuiranno allo sviluppo delle capacità necessarie per il programma Artemis e, in prospettiva, per le future missioni dirette verso Marte.
La missione conferma inoltre la continuità della collaborazione operativa tra NASA e Roscosmos sulla ISS. Pur in un contesto geopolitico complesso, la stazione continua a rappresentare uno dei principali laboratori internazionali dedicati alla ricerca scientifica e allo sviluppo di tecnologie per la prossima fase dell’esplorazione spaziale.
-Foto IPA Agency-
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