La Lega avvia una indagine conoscitiva: “Vietare i social ai minori di 15 anni”

ROMA (ITALPRESS) – La Lega ha presentato l’avvio di una indagine conoscitiva in commissione Cultura, Scienza e Istruzione per valutare le sfide educative e culturali da affrontare nella scuola in rapporto all’uso delle nuove tecnologie e all’impatto che queste hanno sull’apprendimento. L’iniziativa raccoglie diverse figure professionali ed è coordinata da Maria Grazia Longoni.

“L’avvio di questa indagine – spiega la vicepresidente in commissione Giorgia Latiniviaggia in parallelo alla nostra proposta di legge sul divieto dei social per i minori di 15 anni. È un tema che va analizzato e affrontato con urgenza. Siamo consapevoli che i social creano dipendenze, bloccano lo sviluppo cognitivo dei giovani e generano carenze in ambito scolastico. Noi porteremo avanti questa proposta che già in altri Stati è una realtà e l’indagine conoscitiva che avviamo, presto inizieremo le audizioni, servirà proprio a mettere in rete professionisti di alto spessore e con diverse competenze, oltre alle famiglie e alle associazioni, con l’obiettivo di prendere in esame anche nuovi modelli educativi che messi in pratica hanno portato risultati concreti per lo sviluppo e la crescita dei giovani. Le nuove tecnologie sono una grande opportunità di crescita umana ma devono essere governate in maniera adeguata e soprattutto essere messe al servizio dei giovani e non il contrario”.

Per Armando Siri, Coordinatore federale Scuola e Dipartimenti della Lega, è “necessario fissare una soglia minima di età per l’accesso ai social, perché oggi chi non li utilizza rischia di sentirsi escluso dal proprio gruppo di riferimento, subendo una pressione sociale sempre più forte”, spiega.

“L’IA oggi è il nuovo Dio, soprattutto per i giovani. Per questo è indispensabile affrontarne la regolamentazione, a partire dagli effetti sul mondo del lavoro. Secondo le stime del World Economic Forum, nei prossimi tre anni saranno persi quasi 100 milioni di posti di lavoro, tra i 7 e i 9 milioni solo in Italia. Mi auguro che questo tema diventi un’urgenza per l’intero Parlamento, al di là del colore politico”, ribadisce.

“Vietare non è la soluzione, occorre promuovere un dibattito culturale ampio e coinvolgere famiglie, scuola, istituzioni e società civile per accompagnare i giovani verso un uso più consapevole delle tecnologie”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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