Italia-Algeria, l’esperto Slimani: “C’è ancora un margine non usato del Transmed”

ALGERI (ALGERIA) (ITALPRESS) – L’Algeria si conferma primo fornitore di gas dell’Italia, con esportazioni stabili intorno ai 52-55 miliardi di metri cubi annui, pari circa al 35% del fabbisogno. Tuttavia, nonostante il gasdotto TransMed disponga di una capacità teorica di 32-36 miliardi di metri cubi/anno, i flussi effettivi si attestano sui 20-22 miliardi, evidenziando un significativo margine di sfruttamento ancora inutilizzato. È questo il quadro tracciato dal professor Abdelkader Slimani, esperto energetico e consulente algerino, in un’intervista esclusiva a Italpress sulle prospettive della partnership strategica tra Algeri e Roma in vista della visita ad Algeri della premier Giorgia Meloni di mercoledì prossimo. 2

“La sfida principale non è tanto la capacità di trasporto, quanto piuttosto il plafond produttivo algerino”, spiega Suleimani. “Il Paese produce tra 90 e 100 miliardi di metri cubi di gas commercializzabili l’anno, ma ne consuma circa metà a livello domestico. Per aumentare significativamente le esportazioni verso l’Italia – e verso l’Europa, che aspira a diventare un hub di ridistribuzione – sarebbe necessario elevare la produzione totale a 110-120 miliardi di metri cubi annui”.

L’analista sottolinea inoltre i limiti strutturali dell’attuale infrastruttura: “Il TransMed attraversa la Tunisia, introducendo variabili geopolitiche e tecniche di rischio. Mancano inoltre alternative dirette verso l’Italia, mentre la domanda supera ormai i 70 miliardi di metri cubi l’anno”. 

Guardando al futuro, Slimani evidenzia il potenziale trasformativo del corridoio dell’idrogeno verde tra Algeri e Roma: “Questo progetto non è semplicemente un’infrastruttura, ma un vero e proprio ponte energetico che collega la produzione solare algerina – con oltre 3.000 ore di irraggiamento annuo – alla domanda italiana ed europea di energia pulita. Con una capacità prevista di 4 milioni di tonnellate di idrogeno l’anno, pari a un valore di mercato tra 12 e 20 miliardi di dollari, l’Algeria potrebbe generare 6-10 miliardi di dollari annui in esportazioni, passando da semplice fornitore di gas a potenza energetica integrata”.

Secondo l’esperto, ciò permetterebbe all’Italia di ridurre la dipendenza da fonti instabili e di affermarsi come hub europeo per l’idrogeno, mentre l’Algeria acquisirebbe un ruolo strategico rinnovato nell’Unione europea e nei mercati globali dell’energia.

Slimani amplia poi lo sguardo oltre gli idrocarburi: “La sicurezza rappresenta un pilastro inseparabile della cooperazione. L’Algeria persegue una duplice strategia: intervento diretto contro minacce come terrorismo e flussi migratori irregolari dal Sahel, accompagnata da investimenti a lungo termine nello sviluppo costiero e nella stabilizzazione della Libbia. Parallelamente, le opportunità nei settori non energetici – meccanica avanzata, agrindustria, agroalimentare, tessile ed economia della conoscenza – offrono la strada per trasformare lo scambio commerciale in una partnership produttiva profonda, basata sulla co-produzione tecnologica e sul trasferimento di know-how, non sulla mera circolazione di merci”.

Concludendo, l’esperto rimarca che il successo di questa alleanza multidimensionale dipenderà dalla capacità di entrambi i Paesi di “superare la logica dell’importazione” verso modelli di produzione congiunta e integrazione industriale diretta con il mercato europeo.

-Foto xn8/Italpress-
(ITALPRESS).

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]