
TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – “Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto”. Lo ha confermato il presidente Usa Donald Trump su Truth. “Questa non è solo giustizia per il popolo iraniano, ma per tutti i grandi americani e per quelle persone di molti Paesi in tutto il mondo che sono state uccise o mutilate da Khamenei e dalla sua banda di sanguinari criminali”, ha scritto nel post. “Non è stato in grado di evitare i nostri sistemi di intelligence e di tracciamento altamente sofisticati e, lavorando a stretto contatto con Israele, non c’era nulla che lui, o gli altri leader che sono stati uccisi insieme a lui, potessero fare. Questa è la più grande opportunità per il popolo iraniano di riprendersi il proprio Paese”, ha proseguito.
TRUMP “OPERAZIONE È UN SUCCESSO, MI CHIEDERANNO CHI VOGLIO AL POSTO DI KHAMENEI”
L’operazione militare contro l’Iran “è un successo” a giudicare dai danni già subiti dal Paese. Lo ha dichiarato il presidente Usa Donald Trump parlando alla Nbc. Trump ha poi aggiunto che “sembra corretta” la notizia trapelata sulla morte della Guida suprema Ali Khamenei. “La maggior parte di quelli che decidevano in Iran sono morti”, ha precisato. Alla domanda su chi sostituirà Khamenei alla guida del Paese, Trump ha risposto con una battuta: “Non lo so, ma a un bel momento mi chiameranno per chiedermi chi vorrei”.
MEDIA OPPOSIZIONE IRAN “KHAMENEI UCCISO, GIUBILO NEL PAESE”
Il sito dell’opposizione Iran International afferma che Ali Khamenei è morto, confermando la notizia già annunciata dai media israeliani sulla sorte della Guida suprema iraniana. Iran International riferisce di aver ricevuto file audio inviati da varie città dell’Iran che testimoniano la gioia della gente dopo la diffusione della notizia della presunta morte di Ali Khamenei. Al momento non vi sono né conferme né smentite da parte di Teheran.
ATTACCHI CONGIUNTI DALLE PRIME ORE DI SABATO
Da questa mattina, circa 200 caccia israeliani, sotto la direzione dell’intelligence e dell’Aeronautica militare, “hanno condotto un vasto attacco contro i sistemi missilistici e di difesa del regime terroristico iraniano nell’Iran occidentale e centrale”. Lo fanno sapere le Forze di difesa israeliane (Idf), aggiungendo che “si tratta della più grande missione d’attacco nella storia dell’Aeronautica militare israeliana, condotta dopo un’attenta pianificazione e con un’intelligence di alta qualità, sincronizzando contemporaneamente centinaia di velivoli”. Nell’ambito della missione lanciata questa mattina contro l’Iran – Il ruggito del leone – “i velivoli dell’Aeronautica militare hanno sganciato centinaia di munizioni su circa 500 obiettivi, tra cui sistemi di difesa e lanciamissili, in diverse aree dell’Iran contemporaneamente”.
“L’attacco ai sistemi di difesa ha permesso di espandere la superiorità aerea nei cieli iraniani e di danneggiare gravemente la principale capacità offensiva del regime: i siti di lancio nell’Iran occidentale. Uno dei siti attaccati si trovava nella zona di Tabriz, nell’Iran occidentale. Il sito era utilizzato dall’unità missilistica terra-terra, da cui si pianificava di lanciare decine di missili verso le retrovie israeliane”, concludono le Idf. Secondo i media israeliani, l’Iran ha lanciato in risposta su Israele circa 40 missili balistici .Il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), Effi Defrin, ha dichiarato che “Ali Shamkhani, consigliere di Ali Khamenei per le questioni di sicurezza e segretario del Consiglio di Difesa, è stato eliminato”. Durante la guerra dei 12 giorni a giugno scorso Shamkhani era stato ferito. Negli attacchi di Israele e Stati Uniti è stato ucciso anche Mohammad Pakpour, comandante dei pasdaran, ha detto Defrin. Uccisi anche Salah Asadi, capo dell’intelligence, Mohammad Shirazi, capo dell’ufficio militare di Khamenei dal 1989, e Aziz Nasirzadeh, il ministro della Difesa.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante gli attacchi congiunti delle due nazioni contro l’Iran, afferma l’ufficio di Netanyahu, pubblicando una sua foto. Nell’immagine diffusa, sulla scrivania di Netanyahu compaiono il libro “Allies at War: How the Struggles Between the Allied Powers Shaped the War and the World”, una storia politica della Seconda guerra mondiale di Tim Bouverie, e una grande mappa regionale. Non sono stati diffusi i dettagli del colloquio che è avvenuto dopo gli attacchi israeliani su obiettivi in Iran.

201 MORTI E 747 FERITI IN 24 PROVINCE SECONDO LA MEZZALUNA ROSSA
La agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito che 85 studentesse sono rimaste uccise e 92 sono rimaste ferite in un attacco aereo che ha colpito direttamente una scuola nella zona di Mitab nel sud dell’Iran. L’attacco – attribuito dalle fonti iraniane a forze israeliane (e in alcuni resoconti congiuntamente americane) nel quadro dell’escalation militare in corso – ha preso di mira una scuola elementare per ragazze nella provincia di Hormozgan, causando un elevato numero di vittime tra le allieve presenti nell’edificio al momento dell’impatto. Secondo le prime ricostruzioni diffuse dai media statali e semi-statali iraniani, l’edificio scolastico è stato gravemente danneggiato, con scene di distruzione e macerie riportate da testimoni oculari. Le operazioni di soccorso e recupero sono ancora in corso, e le autorità temono che il bilancio delle vittime.
Un corrispondente di Al Jazeera ha riferito che il bilancio delle vittime a seguito di un bombardamento sulla zona di Mitab (o Meytab) in Iran è salito a 80 morti. Secondo le informazioni diffuse dal network qatariota, l’attacco – attribuito presumibilmente a forze israeliane nel contesto delle recenti escalation tra i due Paesi – ha causato numerose perdite tra la popolazione civile nella regione colpita. Non sono ancora disponibili dettagli ufficiali da parte delle autorità iraniane sul numero esatto di feriti o sulla natura precisa del target (residenziale, militare o misto).
La Mezzaluna Rossa Iraniana (Società della Mezzaluna Rossa della Repubblica Islamica) ha diffuso un aggiornamento ufficiale sul bilancio delle vittime causate dagli attacchi aerei in corso sul territorio nazionale. Secondo il comunicato emesso dall’organizzazione umanitaria statale, finora risultano 201 morti e 747 feriti in 24 province diverse del Paese. Le operazioni di soccorso e recupero sono ancora in corso in numerose località colpite, con squadre della Mezzaluna Rossa attive sul campo per estrarre superstiti dalle macerie, fornire assistenza medica di emergenza e distribuire aiuti di prima necessità. Il portavoce della Mezzaluna Rossa ha precisato che il conteggio include sia vittime civili che militari, con un elevato numero di feriti gravi trasportati negli ospedali più vicini. Le province più duramente colpite includerebbero quelle centrali e meridionali (tra cui Teheran, Isfahan, Bushehr, Hormozgan e Fars), dove sono stati segnalati impatti diretti su infrastrutture residenziali, scolastiche, energetiche e militari.
ESPLOSIONI ANCHE IN BAHREIN, IN KUWAIT E NEGLI EMIRATI
I Guardiani della rivoluzione islamica, i pasdaran, hanno annunciato il lancio dell’operazione “True Promise 4″ “in risposta all’aggressione americano-sionista contro il territorio iraniano”. Secondo la dichiarazione, il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrain è stato attaccato con missili e droni, insieme alle basi americane in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti, “oltre a centri militari e di sicurezza nel cuore di Israele”. “Gli attacchi missilistici delle forze iraniane sono in corso e informazioni dettagliate saranno pubblicate in seguito”, aggiungono i pasdaran.
Le autorità di Dubai hanno confermato che quattro persone sono rimaste ferite a causa della caduta di frammenti da un missile intercettato nella zona di Palm Jumeirah (Nakhlat Jumeirah), l’iconica isola artificiale simbolo del lusso e del turismo emiratino. Secondo le prime informazioni diffuse dalle forze di emergenza e dalla polizia di Dubai: le ferite sono state definite lievi o moderate e riguardano residenti o presenti in un edificio (probabilmente residenziale o alberghiero) colpito dai frammenti. Le squadre di emergenza e i soccorritori medici si sono recati immediatamente sul posto per prestare assistenza, evacuare l’area interessata e mettere in sicurezza la struttura. Un incendio di entità limitata si è sviluppato in seguito all’impatto dei frammenti (probabilmente vicino all’ingresso di un hotel di lusso come il Fairmont The Palm, secondo video e testimonianze circolanti sui social), ma è stato rapidamente domato.
Le autorità emiratine hanno ribadito in un comunicato: “Stiamo adottando tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e l’incolumità di tutti”, sottolineando che le difese aeree hanno intercettato con successo la nuova ondata di missili balistici e droni iraniani, limitando i danni a frammenti sparsi.
La Lega Araba ha espresso la più ferma condanna per gli attacchi missilistici iraniani diretti contro territori di diversi Paesi arabi, tra cui Qatar, Bahrain, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Giordania. In un comunicato ufficiale diffuso dal Segretariato generale dell’organizzazione panaraba si afferma: “La Lega Araba condanna con la massima fermezza gli attacchi iraniani contro Qatar, Bahrain, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Giordania. Questi atti rappresentano una flagrante violazione della sovranità degli Stati arabi, una grave minaccia alla sicurezza regionale e una violazione del diritto internazionale”. Il comunicato prosegue affermando il pieno sostegno alle nazioni colpite: “La Lega Araba appoggia e sostiene qualsiasi misura che i Paesi arabi aggrediti riterranno necessaria per difendere la propria sovranità, la propria integrità territoriale e la sicurezza dei propri cittadini”. Allo stesso tempo, la Lega ha lanciato un appello urgente alla de-escalation: “Esortiamo tutte le parti coinvolte a ridurre immediatamente le tensioni nel più breve tempo possibile, a cessare ogni forma di ostilità e a privilegiare la via del dialogo e della diplomazia per preservare la stabilità della regione e proteggere le vite dei civili innocenti”.
Gli “attacchi alle basi nemiche nella regione non sono un’operazione militare contro i paesi della regione”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ad Al Jazeera, sottolineando che un attacco contro l’Iran da quelle basi “è uno sfruttamento dei territori di quei paesi”. “I nostri attacchi contro le basi americane nella regione non contraddicono la nostra amicizia con questi paesi”, ha puntualizzato, dopo che gli attacchi dell’Iran hanno raggiunto diversi paesi del Golfo. Per Baghaei “l’aggressione sionista-americana contro di noi è una dichiarazione di guerra, non un’operazione limitata. Gli Stati Uniti hanno tradito la via della diplomazia”.
CHIUSTO LO STRETTO DI HORMUZ
Le navi hanno cessato di attraversare lo Stretto di Hormuz, il cruciale passaggio marittimo attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. Lo ha annunciato l’agenzia di stampa iraniana Mehr News Agency. Secondo la fonte semi-ufficiale, il blocco – descritto come una misura di sicurezza e controllo in risposta alle recenti aggressioni militari statunitensi e israeliane sul territorio iraniano – ha portato a un arresto completo del traffico commerciale, con numerose petroliere ferme in attesa fuori dal Golfo Persico o accumulate all’ingresso orientale dello stretto. Dati di monitoraggio marittimo indipendenti confermano una drastica riduzione dei transiti, con molte compagnie di navigazione e major petrolifere che hanno sospeso le spedizioni di greggio, carburanti e GNL per precauzione, temendo rischi per la sicurezza.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha notificato alle navi che il passaggio non è autorizzato in questa fase, definendo lo stretto “zona di operazioni militari”. Teheran ha ribadito che la misura è temporanea ma proporzionata alle minacce in corso, riservandosi il diritto di mantenere il controllo totale per tutelare la sovranità nazionale. Parallelamente, la Fars News Agency ha riportato che due punti nella provincia di Bushehr (sud dell’Iran) sono stati colpiti da un attacco missilistico, con esplosioni udite anche nella città santa di Qom(centro del Paese). Le difese aeree iraniane sono entrate in azione in diverse regioni, intercettando missili e droni in arrivo. Le esplosioni a Bushehr – area sensibile per infrastrutture energetiche e nucleari – hanno provocato colonne di fumo visibili da lontano, mentre a Qom si parla di detonazioni in prossimità di siti strategici. Non sono ancora disponibili bilanci ufficiali di vittime o danni precisi, ma le autorità locali hanno attivato protocolli di emergenza e evacuazione parziale in zone limitrofe.

ISRAELE, CIRCA 90 FERITI ALL’INIZIO DELL’OPERAZIONE
Le sirene d’allarme suonano in tutto il centro e il nord di Israele per un nuovo di missili balistici dall’Iran. Lo riferiscono i media israeliani. L’esercito sta lavorando per intercettare i proiettili. Da questa mattina, l’Iran ha lanciato circa 170 missili balistici, decine dei quali verso Israele e decine verso siti militari americani in Medio Oriente, secondo le valutazioni militari.
I servizi d’emergenza israeliani hanno trattato una novantina di persone feriti in seguito agli attacchi con missili balistici dall’Iran. In particolare, 86 persone hanno riportato ferite lievi nel tragitto verso i rifugi, un ragazzo di 16 anni è stato ferito dalle schegge, un uomo di 50 anni è stato colpito da un’esplosione e un altro è caduto dall’alto. Le sirene d’allarme hanno continuato a risuonare per quasi tutto il giorno in Israele a causa dell’arrivo di missili balistici dall’Iran, parte dei quali sono stati intercettati e altri sono caduti in aree aperte, secondo l’esercito. Il Comando per il fronte interno dell’esercito israeliano ha chiesto ai cittadini di rimanere in prossimità dei rifugi. I militari temono che l’Iran possa utilizzare munizioni a grappolo nelle testate dei missili.
LE REAZIONI ITALIANE: MELONI CONVOCA UNA RIUNIONE DI GOVERNO
FRANCIA, MACRON “CHIEDIAMO UNA RIUNIONE URGENTE DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU”
“Lo scoppio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran comporta gravi conseguenze per la pace e la sicurezza internazionale. Fedele ai suoi principi e consapevole delle sue responsabilità internazionali, la Francia chiede una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Sono in stretto contatto con i nostri partner e amici europei in Medio Oriente”. Lo scrive su X il presidente francese Emmanuel Macron. “L’escalation in corso è pericolosa per tutti. Deve cessare. Il regime iraniano deve comprendere che ora non ha altra scelta che impegnarsi in buona fede nei negoziati per porre fine ai suoi programmi nucleari e balistici, nonché alle sue attività di destabilizzazione regionale. Ciò è assolutamente necessario per la sicurezza di tutti in Medio Oriente – ha aggiunto – Il popolo iraniano deve anche poter costruire liberamente il proprio futuro. I massacri commessi dal regime islamico lo squalificano e richiedono che la voce gli venga restituita. Prima sarà, meglio sarà”.
STARMER “NON COINVOLTI IN ATTACCO, MA REGIME ABERRANTE”
“Il Regno Unito non ha avuto alcun ruolo in questi attacchi, ma siamo stati chiari da tempo. Il regime in Iran è assolutamente aberrante. Hanno ucciso migliaia del loro stesso popolo, schiacciato brutalmente il dissenso e cercato di destabilizzare la regione. Anche nel Regno Unito, il regime iraniano rappresenta una minaccia diretta ai dissidenti e alla comunità ebraica. Solo nell’ultimo anno, hanno sostenuto più di 20 attacchi potenzialmente letali sul suolo britannico. Quindi, è chiaro che non si deve mai permettere loro di sviluppare un’arma nucleare. Questo rimane l’obiettivo primario del Regno Unito e dei nostri alleati, inclusi gli Stati Uniti”. Lo ha dichiarato in un breve discorso il primo ministro britannico Keir Starmer.
SPAGNA, SANCHEZ “RESPINGIAMO L’AZIONE MILITARE UNILATERALE DI USA E ISRAELE”
“Respingiamo l’azione militare unilaterale di Stati Uniti e Israele, che rappresenta un’escalation e contribuisce a un ordine internazionale più incerto e ostile. Respingiamo inoltre le azioni del regime iraniano e della Guardia Rivoluzionaria. Non possiamo permetterci un’altra guerra prolungata e devastante in Medio Oriente. Chiediamo un’immediata de-escalation e il pieno rispetto del diritto internazionale. È tempo di riprendere il dialogo e raggiungere una soluzione politica duratura per la regione”. Lo scrive su X il premier spagnolo Pedro Sanchez.
ZELENSKY “REGIME COMPLICE DI PUTIN, AIUTARE POPOLO A LIBERARSENE”
“Gli eventi in Medio Oriente e nella regione del Golfo si stanno evolvendo con estrema rapidità. Purtroppo, l’Ucraina sa fin troppo bene di cosa si tratta. Sebbene gli ucraini non abbiano mai minacciato l’Iran, il regime iraniano ha scelto di diventare complice di Putin e gli ha fornito droni “shahed”, e non solo i droni stessi, ma anche le tecnologie per produrli. L’Iran ha anche fornito altre armi alla Russia. Anche altre nazioni hanno subito il terrorismo sostenuto dall’Iran. Pertanto, è giusto dare al popolo iraniano la possibilità di liberarsi di un regime terroristico e di garantire la sicurezza di tutte le nazioni che hanno subito il terrorismo proveniente dall’Iran”. Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
“È importante preservare quante più vite possibile. È importante impedire l’espansione della guerra. È importante che gli Stati Uniti agiscano con decisione. Ogni volta che c’è determinazione americana, i criminali globali si indeboliscono. Questa comprensione deve giungere anche ai russi. Le persone non possono conoscere il giorno o l’ora, eppure ogni atto malvagio, terroristico e di aggressione contro i vicini incontra alla fine una giusta risposta. Ci aspettiamo che, alla fine, la regione del Medio Oriente diventi più sicura e stabile. Molto è già cambiato verso questo obiettivo”, aggiunge.
LAVROV “PRONTI A CONTRIBUIRE A SOLUZIONE PACIFICA”
“Sergej Lavrov ha condannato l’attacco armato assolutamente immotivato degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, in violazione dei principi e degli standard del diritto internazionale, ignorando totalmente le gravi ripercussioni sulla stabilità e la sicurezza regionale e globale. Ha sottolineato la necessità di porre rapidamente fine agli attacchi contro la Repubblica Islamica e di avviare un processo di risoluzione politica e diplomatica. Sergej Lavrov ha sottolineato la disponibilità della Russia a contribuire alla ricerca di una soluzione pacifica basata sul diritto internazionale, sul rispetto reciproco e sull’equilibrio degli interessi”. Così una nota del ministero degli Esteri russo in riferimento alla telefonata tra il capo della diplomazia di Mosca Sergej Lavrov e l’omologo iraniano Abbas Aragchi.
TAKAICHI “GOVERNO TOKYO PREPARATO A QUALSIASI RISCHIO”
“Oggi Israele ha annunciato di aver lanciato un attacco preventivo contro l’Iran. Successivamente è stato annunciato che anche gli Stati Uniti avrebbero partecipato. Date queste preoccupazioni, abbiamo preso precauzioni contro ogni eventualità, come l’evacuazione anticipata dei cittadini giapponesi. Tuttavia, dopo aver ricevuto il rapporto iniziale, ho immediatamente incaricato i ministeri e le agenzie competenti di raccogliere informazioni approfondite e di adottare tutte le misure possibili per garantire la sicurezza dei cittadini giapponesi rimasti. Il governo giapponese rimarrà preparato a qualsiasi rischio e adotterà tutte le misure possibili”. Lo scrive su X il primo ministro giapponese Sanae Takaichi.
GUTERRES “CONDANNO ESCALATION CHE MINA PACE INTERNAZIONALE”
“Condanno l’attuale escalation militare in Medio Oriente. L’uso della forza da parte degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, e la successiva rappresaglia dell’Iran in tutta la regione, minano la pace e la sicurezza internazionale. Chiedo l’immediata cessazione delle ostilità e la de-escalation. In caso contrario, si rischia un conflitto regionale più ampio con gravi conseguenze per i civili e la stabilità regionale. Incoraggio vivamente tutte le parti a tornare immediatamente al tavolo dei negoziati”. Lo dichiara il Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres. “Ribadisco che non esiste un’alternativa praticabile alla risoluzione pacifica delle controversie internazionali, nel pieno rispetto del diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite. La Carta fornisce il fondamento per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale”, aggiunge.
VON DER LEYEN “SVILUPPI PREOCCUPANTI”
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).








