Iran, Crosetto “Mandare navi nello stretto di Hormuz verrebbe interpretato come un atto di guerra”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia non partecipa a questa guerra, così come ogni altra Nazione europea: abbiamo tutti l’interesse che Hormuz non sia coinvolta nel conflitto, perché da lì passa il 20% del gas e del petrolio che rifornisce quotidianamente il resto del mondo”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ospite a Mattino Cinque su Canale5. “Serve un accordo internazionale perché questo avvenga, come Italia ne saremmo lieti. Non è fattibile mandare lì navi, perché verrebbe interpretato come una partecipazione alla guerra e non come un corridoio di pace: la decisione di partecipare a eventuali missioni Onu spetta al Parlamento, non a me o al governo. Se tale missione si svolgesse – ha aggiunto – agiremmo in una cornice di totale sicurezza, perché saremmo insieme al resto del mondo”. 

Il passaggio successivo sarebbe abbassare i prezzi, che negli ultimi giorni sono aumentati in modo vertiginoso. L’Italia si sta attivando con le sue grandi aziende nel campo dell’energia, al fine di coprire la mancanza che arriverebbe dalla chiusura di Hormuz: siamo comunque tra i paesi meno colpiti, perché il petrolio che arriva da Hormuz corrisponde al 5% del nostro fabbisogno. Il problema più grosso è il gas liquido che arriva dal Qatar e corrisponde al 25% del fabbisogno: la questione non riguarda le fonti di approvvigionamento, ma l’aumento dei prezzi. Dopo la crisi in Ucraina ci siamo riorganizzati sulle fonti, ma continuiamo a fare i conti con prezzi in crescita: in questo momento non abbiamo bisogno della Russia”, ha concluso Crosetto.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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