IMPRESE, PRESENTATO A REGGIO “RESTO AL SUD”

 “Resto al sud è il primo incentivo dal dopoguerra in cui non bisogna essere ricchi per avviare una piccola impresa perché la combinazione degli strumenti, ossia contributo in conto capitale, finanziamento agevolato e garanzia, dà ai giovani il 100% di quello che serve ad avviare un’impresa. È un’innovazione importante che ci aspettiamo che i giovani colgano”.

Così l’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri, alla presentazione dell’incentivo “Resto al sud”, svoltasi presso il palazzo della Città Metropolitana di Reggio Calabria, alla presenza del sindaco Giuseppe Falcomatà e del presidente del Comitato di Indirizzo RTI, gestore del Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese, Guglielmo Belardi.
“In quattro mesi – ha continuato Arcuri – ci sono undicimila domande in corso di compilazione, quattromila proposte presentate e, come promesso, noi ci mettiamo 60 giorni a dare una risposta ai giovani. Infatti ci sono già ottocento imprese che sono state avviate o sono sul punto di essere avviate. Siamo molto soddisfatti dei risultati sia per la qualità che per la numerosità delle proposte. Ovviamente l’iniziativa va raccontata – ha detto – e per farlo cerchiamo di avvicinarci il più possibile alle case dei giovani per evitare che debbano muoversi”.

Il finanziamento copre la totalità delle spese ammissibili, di cui una parte è a fondo perduto, mentre il restante 65% dell’investimento è un finanziamento bancario.  “Per quanto riguarda questa percentuale – ha detto Arcuri rispondendo alle domande – dobbiamo stare dentro ai parametri europei. Abbiamo preferito dare ai giovani tutto il finanziamento, piuttosto che costringerli ancora una volta a chiedere ai genitori le risorse per la parte che non veniva finanziata. Il mutuo è rimborsato a partire dal terzo anno e, quanto agli interessi, non costa niente perché li rimborsiamo noi alle banche. Crediamo che la combinazione sia assolutamente virtuosa”. Il programma “Resto al Sud” è rivolto ai giovani fino ai 36 anni di età. “Fino ai trentasei anni perché è un anno in più di trentacinque, che è l’età massima che normalmente si ritiene debbano avere i beneficiari di contributi europei”, ha spiegato Domenico Arcuri. “Siamo riusciti ad aumentare l’età di un ulteriore anno”.

Sulle prospettive future, l’amministratore delegato di Invitalia ha ricordato che “Resto al Sud ha un finanziamento molto importante, ovvero 1.250 milioni di euro”. “Pensiamo – ha detto Arcuri – che, se i numeri sono questi, possa restare in vigore per almeno cinque o sei anni. Il secondo dato interessante – ha evidenziato – è che il bando è rivolto a tutte le regioni del sud. La regione che tradizionalmente ne beneficia di più è la Campania; la Calabria e la Sicilia sono praticamente appaiate quanto a capacità di utilizzarlo. La Calabria di solito è più indietro, ma rispetto al bando ‘Resto al sud’ dà una risposta soddisfacente”.
Sull’assistenza ai giovani, Arcuri ha ricordato: “Abbiamo azzerato l’intermediazione spontanea perché le spese di progettazione e consulenza non sono rimborsabili. I giovani, quindi, non devono pagare i professionisti per i progetti. Abbiamo organizzato una rete di soggetti pubblici o para-pubblici sul territorio e il Comune e la Città Metropolitana di Reggio Calabria sono tra questi. Quando possibile mandiamo i nostri esperti e abbiamo un portale esplicativo per permettere ai giovani di fare da soli”.

Per il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, “l’incontro è importante per comunicare alla città e ai giovani imprenditori le prospettive di ‘Resto al sud’, una misura che dà l’opportunità a tantissimi giovani tra i 18 e i 35 anni di esprimere la propria inventiva imprenditoriale sul territorio calabrese, grazie al contributo erogato da Invitalia per progetti proposti alle amministrazioni comunali, coprotagoniste in questo percorso. Credo che – ha detto Falcomatà – la città di Reggio sia stata la prima in Italia ad approvare una delibera che mette a disposizione dei giovani imprenditori reggini i terreni del Comune, dell’Arcidiocesi e dell’Università Mediterranea, a seguito di un protocollo d’intesa tra i tre enti. ‘Resto al Sud’ è un’opportunità concreta che i giovani devono cogliere e rispetto alla quale non devono comportarsi in maniera passiva. Servono idee e progetti dei ragazzi. Si tratta – ha aggiunto – di una misura straordinaria per il mezzogiorno che va ad incidere sul tema del lavoro. Attraverso questo finanziamento si creano opportunità occupazionali dando la possibilità a tanti ragazzi calabresi di poter rimanere nella loro terra. Questo ferma il capitale invisibile, ovvero i ragazzi con capacità inespresse costretti ad emigrare, frena la migrazione dei cervelli e consente, grazie a ‘Torno al sud’, il ritorno di tante intelligenze reggine che – ha concluso il primo cittadino di Reggio – sono state costrette a spostarsi altrove”.

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