Stretto di Hormuz, Trump: “Forze Usa in Iran finché l’accordo non sarà rispettato”. Fonti iraniane: “Non passeranno più di 15 navi al giorno”

ROMA (ITALPRESS) – Le Guardie Rivoluzionarie Iraniane (Pasdaran) hanno annunciato oggi la presenza di mine nello Stretto di Hormuz, indicando due rotte alternative per il passaggio delle navi e scatenando nuove preoccupazioni internazionali per una possibile ripresa delle ostilità con gli Stati Uniti. Lo riporta la Tv al Arabiya. In un comunicato militare diffuso oggi, e accompagnato da una mappa nautica, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha dichiarato che alcune mine si trovano lungo il percorso abituale nel braccio di mare strategico. L’organizzazione ha quindi indicato due corsie alternative: una a sud dell’isola di Larak e l’altra a nord, motivando la misura “per proteggere le navi da possibili collisioni con le mine”.

La mossa arriva mentre entra nel secondo giorno un fragile accordo di cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. Funzionari americani hanno avvertito che il tentativo iraniano di mantenere il controllo sullo Stretto di Hormuz potrebbe portare al rapido riaccendersi del conflitto. Secondo fonti mediatori arabe, Teheran ha informato gli interlocutori che, nell’ambito dell’intesa provvisoria, limiterà il transito a circa dodici navi al giorno e imporrà pedaggi per l’attraversamento. Le imbarcazioni autorizzate dovranno inoltre coordinarsi direttamente con le Guardie Rivoluzionarie, formazione paramilitare considerata organizzazione terroristica da Stati Uniti e Unione Europea.

I dati di S&P Global Market Intelligence confermano la forte contrazione del traffico: ieri, mercoledì, sono passate soltanto quattro navi, il numero più basso registrato finora nel mese di aprile, rispetto alla media di oltre cento transiti quotidiani prima dello scoppio delle ostilità. La situazione nello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa il 20% del petrolio mondiale, resta altamente sensibile e potrebbe influenzare pesantemente i mercati energetici globali.

TRUMP “FORZE USA IN IRAN FINCHE’ ACCORDO NON SARA’ PIENAMENTE RISPETTATO”

“Tutte le navi, gli aerei e il personale militare statunitense, con munizioni, armamenti e qualsiasi altra cosa appropriata e necessaria per la persecuzione e la distruzione letale di un nemico già sostanzialmente indebolito, rimarranno in Iran e nelle aree circostanti fino a quando il vero accordo raggiunto non sarà pienamente rispettato. Se per qualsiasi motivo ciò non dovesse accadere, il che è altamente improbabile, allora ‘inizieranno gli scontri a fuoco’, più grandi, migliori e più forti di quanto si sia mai visto prima. L’accordo è stato raggiunto molto tempo fa e, nonostante tutta la falsa retorica contraria, nessuna arma nucleare e lo Stretto di Hormuz sarà aperto e sicuro. Nel frattempo, il nostro grande esercito si sta preparando e riposando, in attesa della sua prossima conquista. L’America è tornata!”. Lo scrive su Truth il presidente statunitense Donald Trump.

FONTI IRANIANE “NON PERMETTEREMO IL PASSAGGIO DI PIU’ DI 15 NAVI AL GIORNO”

Un alto responsabile iraniano ha dichiarato all’agenzia di stampa russa Tass che Teheran non permetterà il passaggio di più di 15 navi al giorno attraverso lo Stretto di Hormuz. “Non autorizzeremo il transito di oltre 15 imbarcazioni quotidiane nello stretto”, ha affermato la fonte, citata dalla Tass, in un contesto di forti tensioni regionali e restrizioni imposte da Teheran al traffico marittimo dopo il cessate il fuoco. Lo stretto di Hormuz rappresenta una delle rotte più strategiche al mondo per il trasporto di petrolio e gas, con un flusso normale che superava abitualmente le 100-130 navi al giorno prima degli ultimi eventi. Attualmente, a causa delle misure di controllo iraniane (inclusi permessi selettivi, rotte alternative e possibili pedaggi), il numero di transiti è drasticamente ridotto, con diverse fonti che confermano passaggi intorno alle 10-15 unità nelle ultime 24 ore.

IRAN “NESSUNA TREGUA SENZA STOP RAID IN LIBANO”

Un alto responsabile della sicurezza iraniana ha posto una condizione netta per l’avvio di qualsiasi negoziato con Washington: deve cessare immediatamente ogni attacco contro il Libano. Secondo quanto riportato oggi dalla Tehran Times, il funzionario ha dichiarato: “Se non si fermano gli attacchi che prendono di mira il Libano, non ci saranno negoziati di alcun tipo”. La posizione di Teheran arriva mentre è in vigore da poche ore una tregua fragile di due settimane tra Iran e Stati Uniti, mediata dal Pakistan, che dovrebbe aprire la strada a colloqui a Islamabad. L’Iran insiste affinché l’intesa includa anche il fronte libanese e il cessate il fuoco riguardi l’intero “asse della resistenza”, mentre Washington e Israele sostengono esplicitamente che l’accordo non copre il Libano. Le continue incursioni israeliane contro obiettivi di Hezbollah in Libano, anche dopo l’annuncio della tregua, sono considerate da Teheran una “violazione flagrante” che rischia di far saltare l’intero processo di negoziato.

ESERCITO IRANIANO, COSTRETTO NEMICO AD ACCETTARE CESSATE FUOCO ALLE NOSTRE CONDIZIONI

L’esercito iraniano ha rivendicato di aver costretto “il nemico” ad accettare il cessate il fuoco alle proprie condizioni, pur precisando che l’Iran rimane formalmente in stato di guerra. Lo riporta la Tv al Jazeera. Il portavoce delle forze armate iraniane ha dichiarato: “Siamo ancora in stato di guerra, ma l’accettazione del cessate il fuoco e l’avvio dei negoziati rappresentano una vittoria per il popolo iraniano. Abbiamo costretto il nemico ad accettare il cessate il fuoco secondo le nostre condizioni e la nostra proposta composta da 10 punti”. “Attendiamo ora gli ordini dal comando generale delle forze armate”, ha aggiunto il portavoce, sottolineando che “il nemico ha dimostrato, nell’accordo nucleare e in due round di negoziati, di non essere degno di fiducia”. Le dichiarazioni arrivano mentre è in vigore il cessate il fuoco annunciato dal presidente americano Donald Trump tra Stati Uniti e Iran per una durata di due settimane.

PAKISTAN, RAID ISRAELIANI IN LIBANO NON CAMBIERANNO IL CALENDARIO DEI NEGOZIATI

Un alto funzionario pachistano ha dichiarato che gli attacchi israeliani contro il Libano costituiscono una violazione del cessate il fuoco raggiunto tra Stati Uniti e Iran, ma non modificheranno il calendario delle trattative in corso. Lo ha riferito il corrispondente di Al Jazeera citando un responsabile di Islamabad, secondo il quale gli attacchi non avranno alcun impatto sul programma dei negoziati.

PEZESHKIAN “NON ABBANDONEREMO I LIBANESI”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha lanciato un chiaro avvertimento a Israele e agli Stati Uniti: “Le mani dell’Iran resteranno sul grilletto e Teheran non abbandonerà i libanesi”. In una dichiarazione diffusa oggi, Pezeshkian ha definito le continue incursioni israeliane sul Libano “un’intollerabile violazione” dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Iran e Stati Uniti. “Proseguire con questi attacchi renderà qualsiasi negoziato privo di senso”, ha sottolineato il presidente iraniano, aggiungendo che “l’Iran non rinuncerà mai ai suoi fratelli libanesi”. Il capo di Stato ha ricordato che il rispetto di un cessate il fuoco anche in Libano era tra le condizioni chiave del piano iraniano in 10 punti accettato da Washington, mediato dal Pakistan. Pezeshkian ha ribadito questa posizione sia in colloqui con il presidente francese Emmanuel Macron sia con il premier pakistano Shehbaz Sharif.

La presa di posizione di Teheran arriva mentre Israele, attraverso il premier Benjamin Netanyahu, ha ribadito che il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano, e le forze israeliane hanno proseguito le operazioni contro Hezbollah nel sud del Paese dei Cedri, provocando numerose vittime. “Le aggressioni israeliane rischiano di far saltare l’intero accordo”, ha fatto sapere una fonte iraniana, lasciando intendere che Teheran potrebbe ritirarsi dal cessate il fuoco se gli attacchi su Beirut e sul sud del Libano non dovessero cessare immediatamente.

CAPO CENTCOM “RAGGIUNTO OBIETTIVO DI DISTRUGGERE CAPACITÀ”

Le forze armate americane e israeliane hanno “chiaramente raggiunto” l’obiettivo di indebolire le capacità militari dell’Iran. Lo ha dichiarato in un videomessaggio il capo del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), l’ammiraglio Brad Cooper. “Ci siamo prefissati di smantellare la capacità del regime iraniano di proiettare la propria influenza oltre i propri confini e abbiamo chiaramente raggiunto questo obiettivo. L’Iran ha subito una sconfitta militare epocale. Gli Stati Uniti e Israele hanno sistematicamente distrutto la capacità dell’Iran di condurre operazioni militari su larga scala per gli anni a venire”, ha detto. Cooper ha aggiunto che “la capacità militare convenzionale dell’Iran, sviluppata in oltre 40 anni al costo di miliardi di dollari, è stata annientata”.

VANCE GUIDERA’ LA DELEGAZIONE STATUNITENSE A ISLAMABAD

Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, guiderà la delegazione statunitense nei colloqui di Islamabad, mentre il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf (Qalibaf) dirigerà la parte iraniana. Lo ha riferito un assistente del ministro degli Esteri iraniano alla Tv al Jazeera con sede a Doha, precisando che il Pakistan ha comunicato a Teheran la composizione della delegazione americana per i negoziati previsti per sabato prossimo nella capitale pakistana.

“In base a questa informazione, è probabile che il capo della delegazione iraniana sarà il presidente del Majlis (Consiglio Consultivo Islamico), Mohammad Bagher Ghalibaf”, ha aggiunto la fonte iraniana. I colloqui di Islamabad rappresentano un importante tentativo di mediazione tra Stati Uniti e Iran su dossier di cruciale rilevanza regionale, tra cui il nucleare, la sicurezza nel Golfo e le tensioni nello Stretto di Hormuz. La partecipazione di figure di alto profilo come Vance e Ghalibaf segnala l’elevato livello politico attribuito alle trattative. Le delegazioni sono attese a Islamabad nelle prossime ore per preparativi tecnici prima dell’avvio formale dei negoziati sabato. 

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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