di Gianfranco D’Anna
ROMA (ITALPRESS) – “Avviso a livello mondiale: a causa dell’aumento delle tensioni in Medio Oriente, il contesto di sicurezza rimane complesso, con la possibilità di un’escalation imprevista”. Questa l’allerta lanciata dal Dipartimento di Stato Usa sui social. “I cittadini statunitensi attualmente in Medio Oriente devono prestare la massima attenzione e vigilanza – scrive l’allerta – ed essere preparati a cancellazioni di voli, chiusure periodiche dello spazio aereo e potenziali disagi ai viaggi”.
L’allarme del Dipartimento di Stato segue la svolta della strategia militare degli Stati Uniti nella ripresa della guerra contro l’Iran: quella di non lasciare scampo agli ayatollah. Mentre si è appena conclusa la 12esima notte di bombardamenti di obiettivi militari in Iran, è in corso come rileva il Wall Street Journal, un imponente potenziamento delle forze aeronavali americane impegnate nel conflitto contro il regime islamico. Truppe speciali, personale sanitario, squadroni di caccia F16 e F 35, i super bombardieri B1, aerei cisterna: vista la mobilitazione in atto e lo stanziamento di altri 95 miliardi di dollari per il Pentagono, deciso dalla Camera, si profila quella che non si può definire altrimenti se non col termine di offensiva risolutiva.
Una mobilitazione che rappresenta – scrive il WSJ – un evidente segnale che il Presidente Trump sta valutando un’escalation del conflitto, anche nei confronti delle milizie yemenite filoiraniane degli Houthi che hanno attaccato tre petroliere dell’Arabia Saudita, colpendone una. Salpate dal porto di Yanbu, che Riyad utilizza per aggirare lo Stretto di Hormuz, le petroliere stavano facendo rotta verso sud, in direzione di Bab al-Mandeb, l’altro cruciale stretto tra Yemen e Gibuti. Trump ha inoltre intensificato la sua retorica contro l’Iran, minacciando di punire il Paese per la morte di cittadini americani e affermando che potrebbe ordinare un attacco a Pickaxe Mountain, il sito sotterraneo segreto dove si sospetta che i pasdaran abbiano occultato centrifughe per l’arricchimento dell’uranio.
Come dimostrano le capacità iraniane di colpire con missili e droni le basi americane in Medio Oriente, l’intelligence statunitense ha riscontrato a vari livelli il concreto apporto tecnologico militare, consistente nell’individuazione dei target e nelle essenziali coordinate satellitari, fornito ai pasdaran da russi e cinesi.
Constatazione che spiega la massiccia fornitura americana all’Ucraina di missili difensivi Patriot ed il recente accusa di Trump a Pechino di manipolare le elezioni presidenziali Usa. Una tridimensionalità bellica dietro le quinte dei rapporti fra le superpotenze che il Medio Oriente rischia di spingere fino al punto di rottura.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).










