
TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – Il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano ha annunciato di aver predisposto piani dettagliati per l‘annuncio ufficiale del prossimo guida suprema, nel contesto della transizione accelerata seguita alla morte del leader Ali Khamenei in seguito agli attacchi aerei Usa-israeliani. L’annuncio, ripreso da fonti vicine al regime e da media arabi come Al Hadath, indica che il Consiglio – guidato dal segretario Ali Larijani – sta coordinando misure di sicurezza, logistica e comunicative per gestire l’annuncio in un momento di guerra in corso e alta instabilità interna. Il processo formale di elezione spetta al Consiglio degli esperti della leadership che riunisce 88 alti religiosi e deve approvare il successore con maggioranza dei due terzi.
Nel frattempo, è già operativo il consiglio di leadership temporaneo previsto dalla Costituzione, composto dal presidente Masoud Pezeshkian, dal capo del potere giudiziario Gholam-Hossein Mohseni-Ejei e dal rappresentante del Consiglio dei Guardiani della Costituzione, l’ayatollah Alireza Arafi. Fonti interne e media internazionali indicano che i candidati più probabili includono figure vicine alla linea dura, come Mojtaba Khamenei (figlio del defunto leader), Ali Larijani stesso o altri clerici conservatori, sebbene il processo resti opaco e influenzato dalle dinamiche di guerra. Teheran ha ribadito che qualsiasi interferenza straniera nel processo di successione – inclusi commenti Usa su un coinvolgimento nell’elezione – sarà respinta con forza.
ATTACCO DI DRONI IRANIANI SU CAMPI OPPOSIZIONE CURDA
Un drone ha colpito un campo di un gruppo di opposizione curda iraniana nella regione del Kurdistan iracheno, mentre un altro attacco con droni ha costretto alla sospensione della produzione in un importante campo petrolifero nella provincia di Duhok, in un’escalation di tensioni legate al conflitto regionale in corso tra Iran, Stati Uniti e Israele. Secondo fonti di sicurezza citate da un drone – attribuito all’Iran o a suoi alleati – ha attaccato il quartier generale di un gruppo di opposizione curda iraniana nella zona di Dekala o Koya, vicino a Erbil. L’attacco ha colpito un deposito di armi, ferendo due combattenti, senza causare vittime gravi ma danni materiali significativi. Si tratta dell’ennesimo episodio in una serie di raid iraniani contro basi di oppositori curdi stanziati nel nord dell’Iraq, motivati dalla paura di un’offensiva coordinata con supporto USA contro il regime di Teheran, dopo consultazioni riportate tra milizie curde e Washington.
RAID ISRAELIANI IN LIBANO
Le forze di difesa israeliane confermano di aver colpito nella notte la periferia sud di Beirut. In particolare, l’Idf ha attaccato ieri sera il quartier generale e dieci grattacieli a Beirut che, secondo quanto riferito dall’esercito, ospitavano infrastrutture militari di Hezbollah. Nell’ambito degli attacchi, è stato attaccato il quartier generale del Consiglio Esecutivo. L’aeronautica militare ha distrutto sei lanciatori di missili balistici iraniani, pochi minuti prima del loro lancio verso Israele. Inoltre, sono stati distrutti tre sistemi di difesa iraniani avanzati.

MISSILI SU ISRAELE DOPO 11 ORE DI STOP, SUONANO LE SIRENE
Dopo una pausa di circa 11 ore, dall’Iran sono stati lanciati missili verso Israele, facendo scattare le sirene d’allarme nel centro del Paese e in Cisgiordania. Lo riferiscono i media locali.
TRUMP “VOGLIAMO ENTRARE E RIPULIRE TUTTO”
“Vogliamo entrare e ripulire tutto. Non vogliamo qualcuno che ricostruisca in un periodo di 10 anni. Vogliamo che abbiano un buon leader. Abbiamo alcune persone che penso farebbero un buon lavoro”. Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un’intervista alla Nbc News. Alla domanda su chi guiderà l’Iran in futuro, Trump ha risposto: “Non lo so, ma a un certo punto mi chiameranno per chiedermi chi vorrei”, aggiungendo di essere “solo un pò sarcastico quando lo dico”. Quanto alla possibilità di un’invasione di terra da parte delle forze americane e israeliane, Trump l’ha definita un “commento sprecato”, lasciando intendere che l’invasione non è qualcosa a cui sta pensando in questo momento. “È una perdita di tempo. Hanno perso tutto. Hanno perso la loro marina. Hanno perso tutto ciò che potevano perdere”, ha aggiunto.
PASDARAN, COLPITA NAVE CISTERNA NEL GOLFO
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha annunciato oggi di aver colpito con un missile una nave cisterna nel settore settentrionale del Golfo Persico, affermando che il mezzo sarebbe in fiamme. L’annuncio, diffuso tramite televisione di Stato iraniana e agenzie ufficiali come Tasnim e IRNA, è arrivato nel pieno dell’escalation del conflitto regionale tra Iran, Stati Uniti e Israele. Secondo il comunicato dell’IRGC, le forze navali delle Guardie hanno “centrato con successo” la petroliera, con le fiamme ancora visibili a bordo. Le autorità iraniane hanno inoltre ribadito che, in tempo di guerra, il transito attraverso lo Stretto di Hormuz – via cruciale per circa il 20% del petrolio mondiale – è sotto il controllo della Repubblica Islamica, minacciando di colpire qualsiasi nave americana, israeliana, europea o alleata che tenti di attraversarlo.
OLTRE 3.600 STRUTTURE CIVILI COLPITE DAI RAID
La Mezzaluna Rossa iraniana ha reso noto che più di 3.600 strutture e installazioni civili hanno subito danni a causa delle incursioni aeree attribuite agli Stati Uniti e a Israele, nel quadro del conflitto in corso. Secondo i dati diffusi dall’organizzazione umanitaria, tra le strutture colpite figurano oltre 3.090 abitazioni private, 528 centri commerciali, 13 strutture mediche e 9 centri della Mezzaluna rossa stessa. Le autorità iraniane sottolineano che questi attacchi hanno colpito aree residenziali, ospedali, scuole, il grande bazar di Teheran e siti culturali, tra cui il complesso del Palazzo Golestan (patrimonio Unesco), causando gravi interruzioni alla vita quotidiana e alla fornitura di servizi essenziali. Il portavoce ha precisato che i danni sono distribuiti su diverse province e che le squadre di soccorso stanno operando sotto forte pressione per assistere la popolazione civile colpita. In precedenti aggiornamenti, l’organizzazione aveva riportato 105 strutture e centri civili specificamente presi di mira, con 174 città esposte a raid e un totale di 1.332 attacchi registrati in 636 siti dall’inizio delle ostilità.
Le cifre si inseriscono in un bilancio più ampio del conflitto, con Teheran che accusa Washington e Gerusalemme di violazioni sistematiche del diritto internazionale umanitario attraverso il targeting di infrastrutture non militari. Non sono state fornite al momento conferme indipendenti sul numero esatto delle strutture danneggiate, ma fonti governative iraniane e media internazionali riportano un’escalation delle operazioni aeree che ha provocato centinaia di vittime civili e militari dall’avvio della campagna di bombardamenti.
IRAQ, DRONE COLPISCE LA CITTÀ DELL’ENERGIA A BASSORA
Una fonte di sicurezza irachena ha riferito ad Al Jazeera che un drone ha attaccato la “Città dell’Energia” (Energy City) nella zona di Burjesiya, nella provincia di Bassora, nel sud dell’Iraq. L’incidente si verifica nel contesto dell’escalation del conflitto regionale tra Iran, Stati Uniti e Israele, con frequenti attacchi che prendono di mira infrastrutture energetiche e militari in Iraq. La Città dell’Energia di Burjesiya è un’area strategica nel settore petrolifero e energetico del sud iracheno, situata nel governatorato di Bassora – il principale centro di produzione di petrolio del paese – e comprende installazioni legate all’estrazione, al processamento e al supporto logistico per compagnie petrolifere internazionali (tra cui Royal Dutch Shell, Eni e altre operanti nei giacimenti vicini come Rumaila, West Qurna o Majnoon). La zona di Burjesiya, situata a ovest di Bassora, include siti di stoccaggio, campi e infrastrutture critiche per l’industria energetica irachena, rendendola un obiettivo di alto valore in periodi di tensione.
INTERCETTATI DRONI DALLE DIFESE SAUDITE E GIORDANE
Le forze di difesa aerea saudite hanno intercettato e distrutto tre droni nella zona est della regione di Riyadh, precisamente nella provincia di Al-Kharj. Lo ha annunciato il portavoce ufficiale del Ministero della Difesa saudita, il generale di brigata Turki al-Maliki, precisando che le operazioni di intercettazione sono avvenute nelle scorse ore e che non sono stati riportati danni a persone o infrastrutture. L’azione difensiva si inserisce nel contesto di una serie di tentativi di minacce aeree registrati di recente nella zona, con le forze armate saudite che mantengono alto il livello di allerta e coordinamento per la protezione del territorio nazionale. Le autorità hanno sottolineato l’efficacia dei sistemi di difesa aerea nel neutralizzare le minacce prima che raggiungessero i loro obiettivi.
Le difese aeree giordane hanno intercettato e abbattuto dei droni sulla città di Irbid, nel nord del Paese. Lo ha riferito un corrispondente di Al Jazeera, precisando che l’incidente è avvenuto nelle scorse ore nel contesto di ripetuti tentativi di violazioni dello spazio aereo giordano, legati alle tensioni regionali in corso. Secondo fonti militari e di sicurezza, le forze armate giordane – in particolare le unità di difesa aerea e la Royal Jordanian Air Force – hanno neutralizzato con successo le minacce in entrata, evitando impatti diretti su aree popolate. Non sono stati al momento confermati danni a persone o infrastrutture significative, sebbene in episodi simili recenti siano cadute alcune schegge o detriti in zone urbane e rurali del nord, come Irbid, senza causare vittime. L’azione si inserisce in una serie di intercettazioni di missili o droni iraniani operate dalle autorità giordane negli ultimi giorni, con l’obiettivo di proteggere la sovranità dello spazio aereo nazionale e prevenire qualsiasi rischio per la popolazione civile. Le forze armate hanno ribadito la massima allerta e la determinazione a non tollerare violazioni del proprio territorio.
PENTAGONO “POTENZIATA L’EFFICACIA OFFENSIVA”
Le autorità statunitensi hanno fornito aggiornamenti sullo sviluppo operativo di Operation Epic Fury, la campagna militare in corso contro strutture militari e capacità offensive appartenenti alla Repubblica Islamica dell’Iran, delineando un impegno prolungato, capacitivo e programmato per raggiungere obiettivi strategici rigorosamente determinati. Il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha riaffermato, durante una vista all’U.S. Central Command (Centcom) di Tampa,che non esiste carenza né di volontà politica né di capacità materiale nell’ambito dell’ingaggio cinetico contro il regime iraniano, ribadendo che le scorte di munizioni e capacità offensive americane restano ampiamente adeguate per sostenere l’azione militare per il tempo necessario a conseguire gli obiettivi prefissati. Il Capo del Centcom, Ammiraglio Brad Cooper, ha descritto come le operazioni nelle ultime ore abbiano ampliato il raggio d’azione delle forze statunitensi e alleate, con bombardieri strategici B-2 Spirit impiegati per colpire obiettivi profondi e infrastrutture interrate iraniane considerati critici per le capacità missilistiche di Teheran. Secondo il comando, il numero di navi iraniane affondate ha superato le trenta unità, incluso un velivolo navale riproposto come nave portadroni, attualmente in fiamme a seguito degli attacchi.
In serata una postazione dell’Unifil è stata colpita nel Sud del Libano. Tre caschi blu sono rimasti feriti all’interno della loro base ad Al Qawzah, nel sud-ovest del Paese, come riferisce l’Unifil.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).








