Trump accoglie Carlo e Camilla “Radici comuni legano Usa e Regno Unito”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Una cerimonia solenne, scandita da rigide misure di sicurezza e da un forte impianto simbolico, ha fatto da cornice oggi sul prato sud della Casa Bianca all‘accoglienza ufficiale di Re Carlo III e della Regina Camilla da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, alla presenza della first lady Melania Trump e dei principali esponenti dell’amministrazione americana. L’evento, inserito nel programma della visita di Stato della coppia reale britannica, si è svolto davanti a un dispositivo imponente: unità delle Forze Armate statunitensi schierate sull’attenti a circa venti metri dal podio, bandiere americane e britanniche esposte lungo il Portico Sud, e agenti federali presenti anche sui tetti della residenza presidenziale, alcuni dei quali dotati di binocolo per il monitoraggio dell’area. Una musica istituzionale, diffusa a intermittenza, ha accompagnato le diverse fasi della cerimonia.

Tra le prime file, seduti su sedie pieghevoli bianche e riparati da ombrelli neri, erano presenti il vicepresidente JD Vance con la Second Lady Usha Vance, il Segretario di Stato Marco Rubio, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, il Segretario al Tesoro Scott Bessent, il Segretario al Commercio Howard Lutnick, il Capo di Gabinetto della Casa Bianca Susie Wiles e l’ambasciatore britannico Christian Turner, a testimonianza del rilievo diplomatico dell’incontro. Ad aprire la cerimonia è stato lo stesso Trump, accolto dagli applausi del pubblico, che ha esordito con toni informali ma solenni, parlando di una “bellissima giornata britannica”. Rivolgendosi direttamente agli ospiti, il presidente ha aggiunto: “Vostra Maestà, membri della delegazione britannica, amici, militari e ospiti illustri, benvenuti alla splendida Casa Bianca!” sottolineando fin da subito il carattere eccezionale della visita. Non è mancato un riferimento personale alla precedente visita a Londra: “È un grande onore avervi qui, Melania ed io non dimenticheremo mai lo straordinario onore che le vostre Maestà ci hanno riservato durante la nostra eccezionale visita a Windsor lo scorso settembre”. Nel suo intervento, Trump ha insistito più volte sul carattere storico delle relazioni anglo-americane, inserendo l’evento in una prospettiva che supera i 250 anni di storia statunitense. “Onorare il re britannico può sembrare un inizio ironico per la celebrazione dei 250 anni dell’indipendenza americana, ma in realtà nessun tributo potrebbe essere più appropriato”, ha dichiarato.

Ampio spazio è stato dedicato alle radici comuni tra i due Paesi: “Prima ancora di avere una nazione o una Costituzione, avevamo una cultura e un carattere. Gli americani portavano dentro di sé il raro dono del coraggio morale, che veniva da un piccolo ma potente regno oltre il mare”. Il presidente ha quindi ricostruito la continuità storica tra Europa e Nuovo Mondo: “Per quasi due secoli prima della rivoluzione, questa terra fu popolata e costruita da uomini e donne che portavano nell’anima il sangue e lo spirito nobile degli inglesi”. Richiamando il tema della libertà, ha aggiunto: “I patrioti americani del 1776 erano eredi di questa maestosa eredità. Nelle loro vene scorreva il coraggio anglosassone e nei loro cuori la fede nel difendere ciò che è giusto, buono e vero.” Trump ha poi sottolineato la profondità storica del legame transatlantico: “La nascita degli Stati Uniti non fu un’invenzione improvvisa del 1776, ma il risultato di secoli di pensiero, lotta, sudore, sangue e sacrificio su entrambe le sponde dell’oceano”.

Il discorso ha poi toccato il presente delle relazioni bilaterali: “Condividiamo la stessa lingua, gli stessi valori e insieme i nostri soldati hanno difeso la stessa straordinaria civiltà sotto le bandiere rosse, bianche e blu”. Non sono mancati passaggi più personali, nei quali il presidente ha ricordato la madre di origine scozzese: “Mia madre amava la famiglia reale e la regina. Mi diceva: guarda Donald, guarda quanto è bello”, aggiungendo con tono affettuoso: “Ricordo che diceva spesso che il giovane Carlo era molto affascinante”. Trump ha poi evocato il legame storico tra Stati Uniti e Regno Unito durante la Seconda guerra mondiale: “Winston Churchill e Franklin Roosevelt si incontrarono su una nave nell’Atlantico per delineare una visione del mondo libero”. E sul significato dell’incontro odierno ha affermato: “Se George Washington e John Adams potessero vedere questo momento, sarebbero sorpresi, ma certamente felici che le ferite della guerra si siano trasformate in una delle più grandi amicizie della storia”.

Particolare enfasi è stata riservata anche all’imminente intervento del sovrano britannico davanti al Congresso degli Stati Uniti: un evento definito dallo stesso Trump come senza precedenti, che rappresenta un ulteriore simbolo della solidità dei rapporti tra le due nazioni. Il presidente americano ha inoltre rilanciato il messaggio politico e identitario della giornata: “Andiamo avanti con ancora più determinazione nel difendere la libertà e le tradizioni di eccellenza che abbiamo ricevuto in eredità”. La conclusione è stata affidata alla formula solenne che ha suggellato la cerimonia: “Dio benedica il Regno Unito, la Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord, e Dio benedica gli Stati Uniti d’America”. Una visita che, tra protocollo, simbolismo e richiami storici, ha riaffermato la centralità dell’asse anglo-americano nel quadro delle relazioni internazionali contemporanee.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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