Emirati, una vita che torna a scorrere “in modo quasi normale”

ABU DHABI (EMIRATI ARABI UNITI) (ITALPRESS) – Le persone che si trovano negli Emirati Arabi Uniti inviano segnali rassicuranti, malgrado la tensione geopolitica di questi ultimi giorni in Medio Oriente. “Qui a Dubai è tutto tranquillo e tutto procede come prima”, ha dichiarato all’agenzia Italpress il professor Abdallah Raweh, cardiochirurgo all’ospedale Gemelli di Dubai e docente alla cattolica di Roma. “Non ci sono restrizioni e speriamo che presto venga riaperto l’aeroporto”, aggiunge. La situazione sotto controllo che si respira a Dubai, centro economico degli Emirati, è condivisa anche nella capitale politica Abu Dhabi, come raccontato da diversi stranieri, italiani e non, che ci vivono. “La situazione è seria e fluida ma chi vive qui si sente protetto perché si opera in un contesto di grande affidabilità e organizzazione della sicurezza”, ha detto a Italpress Susanna Iacona-Salafia, Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi. Iacona-Salafia ha aggiunto: “Seguiamo tutti scrupolosamente le indicazioni delle autorità cercando, per quanto possibile, di vivere una vita normale dedicandoci alle nostre attività. In questi casi bisogna mantenere la calma e la lucidità ed evitare o alimentare ogni sorta di panico. La situazione è tranquilla, tutto funziona con efficienza come sempre. Io mi sento tranquilla e al sicuro”. “La situazione è sempre stata tranquilla ad Abu Dhabi”, ha dichiarato all’Italpress il professore Antonello Maruotti, ordinario di Statistica all’Università LUMSA, che attualmente si trova all’Università KHALIFA di Dubai dove dirige il centro di microtecnologie. “Missili non ne sono caduti, ma solo detriti”, dovuti all’intercettazione dei sistemi di difesa “che sono molto efficienti”.

A testimonianza della sensazione di tranquillità, Maruotti ha raccontato che “sabato alle 12 ci sono stati i primi boati, ma alla fine del digiuno per il Ramadan, 300 persone hanno fatto l’Iftar – il pasto che interrompe il digiuno – e nessuno aveva paura”. Nella notte tra sabato e domenica “le autorità hanno inviato l’allarme sui telefoni, invitando a stare al chiuso”. Oggi la gente ha ripreso la quotidianità anche se “la città è deserta rispetto al solito”, perché “tutti si fidano del governo”, ha aggiunto. Personalmente, Maruotti si sente “sicuro, anche se la sensazione di avere missili e droni sopra la testa non è piacevole. Gli Emirati sono il Paese più sicuro del mondo. Stiamo vivendo una vita normale, con delle precauzioni, ma l’efficienza delle autorità rassicura”. Maruotti ha fatto notare che “c’è differenza nella percezione tra noi (residenti) e i turisti che si sono trovati spaesati”. “Le compagnie aeree hanno pagato due notti in albergo e poi le spese sono state a carico del ministero della Cultura”, ha ricordato, affermando che “da oggi è aperto l’aeroporto di Abu Dhabi con voli di Etihad verso diverse destinazioni”. Il docente sta proseguendo il suo lavoro ad Abu Dhabi, ma da remoto. Le autorità emiratine hanno predisposto tre giorni di lezioni a distanza per scuole e università.

Dello stesso avviso anche Andrea Macciò, professore di Fisica alla New York University di Abu Dhabi. “Descriverei la situazione come tranquilla, ma surreale, specialmente adesso dopo i primi giorni più incerti. Nel fine settimana abbiamo vissuto abbastanza normalmente (seppur chiusi in casa), ma sentendo in lontananza (e qualche volta anche non così lontani) gli scoppi delle difese aeree che intercettavano missili e droni, e lasciano come unica traccia dei pennacchi bianchi sul cielo azzurro. Solo ieri abbiamo visto alzarsi una nuvola nera dal porto di Abu Dhabi, altrimenti è solo rumore e qualche cane che abbaia”, ha affermato. Macciò, che vive ad Abu Dhabi con la sua famiglia, ha detto che “l’idea di lasciare il Paese non lo ha neanche sfiorato”. “Io e la mia famiglia siamo sereni, non percepiamo un pericolo immediato, ma solo una grande incertezza. La situazione è surreale, sabato e domenica si parlava di cosa mangeremo a cena, e quando riprenderanno le lezioni in presenza, e poi arrivava il botto dei droni intercettai“, ha detto raccontando momenti di vita quotidiana.

Il docente di Fisica ha aggiunto che “l’ambasciata ha diramato diverse comunicazioni attraverso i social media mettendo a disposizione numeri di emergenza. Da quello che ho visto online, la percezione del pericolo sembra essere più marcata per i turisti e i visitatori (che principalmente vogliono tornare a casa) che per noi residenti, nonostante i tempi di questo conflitto siano tutti da definirsi, così come l’impatto sulla nostra vita quotidiana nelle prossime settimane”. Condivide la sensazione di tranquillità anche il giornalista Imad El Atrache, libanese inviato speciale di Sky News Arabia, che ha la sede ad Abu Dhabi. “La vita è quasi normale, le attività commerciali procedono normalmente, si vede meno gente in giro”, ha detto a Italpress, confermando che “non ci sono limitazioni negli spostamenti, ma solo consigli di evitare le zone aperte”. Le autorità inviano gli avvisi “sul telefono, anche se il telefono è spento, e nei messaggi ci sono consigli come allontanarsi dalle finestre”. “Senza retorica, si può dire che gli Emirati sono il paese più sicuro al mondo quando ci sono situazioni d’emergenza”, ha concluso.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]