ROMA (ITALPRESS) . “Andremo avanti fino a quando sarà necessario”. Lo ha dichiarato il presidente Usa Donald Trump in conferenza stampa, precisando che l’operazione potrebbe durare più del previsto. “Avevamo previsto dalle 4 alle 5 settimane, ma abbiamo le capacità di andare avanti molto più a lungo”, ha detto Trump.
Il presidente Usa non ha escluso l’invio di truppe di terra in Iran “se fosse necessario” “Non ho alcun problema con gli ‘stivali’ sul terreno”, ha detto Trump. “Non dico che non ce ne sarà bisogno. Dico che probabilmente non ne abbiamo bisogno”, ha aggiunto. A proposito di alcuni sondaggi che mostrano la disapprovazione per parte degli americani riguardo l’attacco in Iran, Trump ha risposto: “Non è una questione di sondaggi. Non si può permettere all’Iran, che è una nazione governata da pazzi, di avere un’arma nucleare”.
NETANYAHU “VICINO IL GIORNO IN CUI IL POPOLO ROVESCERA’ IL REGIME”
“Si avvicina il giorno in cui il popolo iraniano potrà rovesciare il regime: noi saremo al suo fianco”. Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, durante una visita a Beit Shemesh, dove ieri è caduto un missile iraniano che ha provocato una decina di vittime. Il premier è intervenuto sull’operazione Il ruggito del leone lanciata sabato contro il regime iraniano. “Siamo al terzo giorno dell’operazione. L’abbiamo lanciata per allontanare da noi il tentativo di rinnovare le minacce esistenti. L’abbiamo lanciata per creare le condizioni affinché il coraggioso popolo iraniano si liberasse dal giogo della tirannia”, ha affermato.
SA’AR “OBIETTIVO ELIMINARE MINACCIA ESISTENZIALE”
“Il nostro obiettivo è eliminare nel lungo termine la minaccia esistenziale da questo tipo di regime”. Lo ha detto, in un’intervista al Tg1, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar. “Non è una violazione della legge – aggiunge – difendersi da qualcuno che dice e si comporta come qualcuno che ti vuole eliminare. E questo è il caso dell’attuale regime in Iran”. “Quanto durerà la guerra? Speriamo sia più breve possibile, ma chiaramente vogliamo raggiungere i nostri obiettivi”, aggiunge. Sa’ar non esclude un’operazione terrestre in Iran e in Libano. “Non la pianifichiamo – afferma – ma per la seconda volta siamo stati attaccati dal Libano solo a causa di un’altra guerra”.
MISSILI E DRONI IN ISRAELE, IDF RISPONDE CAUSANDO 31 MORTI
Il movimento sciita libanese Hezbollah, proxy dell’Iran, ha lanciato missili e droni nel nord di Israele, segnando il suo ingresso nella guerra tra Israele e Iran. Hezbollah ha affermato che i lanci rappresentano una rappresaglia per l’uccisione della guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, nell’operazione congiunta di Israele e Stati Uniti lanciata sabato. L’esercito israeliano ha iniziato a colpire quelli che ha definito obiettivi di Hezbollah in risposta, uccidendo almeno 31 persone e ferendone 149, secondo quanto riportato dal ministero della Salute libanese.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno affermato di aver colpito “precisamente” “terroristi di alto rango di Hezbollah” nell’area di Beirut, nonché un “terrorista di Hezbollah centrale” nel Libano meridionale. L’Aeronautica israeliana ha colpito anche obiettivi di Hezbollah nella valle della Bekaa. Si è vanificata, quindi, la fine degli attacchi di Hezbollah a Israele sancita dal cessate il fuoco raggiunto a novembre 2024. Il capo di stato maggiore delle Idf, Eyal Zamir, ha confermato che Israele ha lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah in Libano e ha avvertito che ci saranno diversi giorni di combattimenti. L’esercito “ha lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah. Non stiamo operando solo in modo difensivo, ora stiamo anche passando all’offensiva. Dobbiamo prepararci per i molti e prolungati giorni di combattimento che ci attendono”, ha detto.
Il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), Effi Defrin, ha dichiarato che l’Aeronautica ha colpito centri di comando di Hezbollah, vertici del gruppo filo-iraniano e continuerà a effettuare raid. “Hezbollah ha aperto il fuoco. Ha scelto di iniziare una campagna militare e pagherà un prezzo pesante”, ha detto Defrin in una conferenza stampa. “Abbiamo colpito decine di centri di comando e siti di lancio di razzi appartenenti all’organizzazione. Abbiamo colpito i comandanti anziani, tra gli ultimi alti funzionari rimasti ancora in vita in quell’organizzazione”, ha aggiunto. L’ufficiale ha annunciato che saranno effettuati ulteriori attacchi nel sud del Libano, dopo che le Idf ha emesso avvisi di evacuazione in diversi villaggi.

MISSILI CONTRO CENTRI INTELLIGENCE USA
La televisione di Stato iraniana ha annunciato che l’undicesima ondata di operazioni missilistiche “True Promise” (al-Wa’d al-Sadiq 11) ha preso di mira “centri di intelligence americani e depositi di supporto logistico e militare” sparsi nella regione del Golfo. Secondo il servizio trasmesso in diretta, i missili balistici e da crociera hanno colpito obiettivi strategici appartenenti alle forze statunitensi in almeno tre Paesi del Golfo, senza specificare nomi o coordinate esatte per “ragioni operative”. Parallelamente, diversi media iraniani – tra cui Tasnim, Fars e Mehr – hanno riferito di un’esplosione di grande intensità udita nelle vicinanze della struttura nucleare di Isfahan (Natanz o Fordow non menzionati esplicitamente) e di una base aerea delle forze armate iraniane nella stessa provincia.
Testimoni locali hanno descritto “un boato fortissimo seguito da fiamme visibili da chilometri di distanza”, con attivazione immediata delle sirene antiaeree e blackout parziali in alcune zone limitrofe. Non è chiaro se si tratti di un attacco entrante (da Usa o Israele), di un’esplosione accidentale o di un lancio fallito iraniano; le autorità non hanno rilasciato conferme ufficiali immediate. Il quartier generale Khatam al-Anbiya ha definito l’ondata 11 “una risposta proporzionata e mirata” alle continue aggressioni, rivendicando “danni significativi” ai siti di intelligence e logistica Usa nel Golfo. Da parte americana, il Comando Centrale (CENTCOM) ha smentito al momento qualsiasi impatto su basi o asset nel Bahrain, Kuwait o Qatar, affermando che “la maggior parte dei missili è stata intercettata dalle difese aeree congiunte” e che non risultano perdite di personale o infrastrutture critiche. Fonti israeliane non hanno commentato gli sviluppi odierni.
AFFONDATA ALTRA NAVE CHE ATTRAVERSAVA STRETTO DI HORMUZ
L’agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim, vicina al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ha riferito che una seconda nave è stata affondata mentre tentava di transitare attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo la notizia, l’unità navale – non identificata per nazionalità, bandiera o tipo di carico – sarebbe stata colpita da “mezzi navali iraniani” durante un’operazione di controllo e neutralizzazione di minacce. Tasnim ha descritto l’azione come parte delle misure di “difesa attiva” adottate dalle forze armate iraniane per proteggere le acque territoriali e contrastare “provocazioni e violazioni” nel canale strategico. Fonti iraniane hanno parlato di “affondamento rapido” dopo un attacco mirato, presumibilmente con missili antinave o imbarcazioni veloci esplosive. L’episodio segue di poche ore l’attacco già rivendicato a una petroliera (la MKD Fiume) al largo delle coste omanite di Muscat, con una vittima confermata, e si inserisce nella drammatica escalation regionale.
PROSEGUONO ATTACCHI IDF SU TEHERAN E LANCIO DI MISSILI VERSO ISRAELE
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver distrutto circa 600 siti del regime iraniano con attacchi aerei dall’inizio dell’operazione “Il ruggito del leone” sabato scorso. Tra gli obiettivi colpiti 20 siti erano appartenenti ai vertici della sicurezza iraniana, 150 missili balistici e lanciatori e 200 sistemi di difesa aerea, secondo l’esercito. Da sabato, gli aerei dell’aeronautica militare israeliana hanno sganciato oltre 2.500 bombe che hanno decimato la prima linea dei vertici militari dei pasdaran e ucciso la guida suprema, Ali Khamenei. “L’esercito israeliano non permetterà al regime terroristico iraniano di utilizzare sistemi di difesa aerea per danneggiare gli aerei dell’aeronautica militare israeliana e continuerà a colpire i tentativi di armare i lanciamissili”, afferma l’esercito.
I media iraniani hanno riferito di almeno 35 vittime in una serie di attacchi aerei congiunti statunitensi e israeliani che hanno colpito la provincia di Fars e altre aree del sud e del centro del Paese. Tra le località interessate figurano le città di Mahshahr (Bandar-e Mahshahr, importante polo petrolchimico) e Bastak, entrambe situate nella provincia meridionale di Hormozgan, vicino allo Stretto di Hormuz. Secondo le prime ricostruzioni diffuse da agenzie semi-ufficiali come Fars e Tasnim, nonché dal canale statale IRIB, le incursioni – parte dell’operazione “Lion’s Roar” (Israele) e “Epic Fury” (USA) – hanno causato danni a infrastrutture civili e militari, con esplosioni udite in diverse zone e attivazione delle difese antiaeree iraniane. Non sono stati forniti dettagli precisi sulle vittime (civili o militari), ma l’agenzia Erem News e altri media arabi hanno citato 35 morti complessivi in Fars e regioni limitrofe, inclusi possibili colpi su obiettivi residenziali o industriali.
HEGSETH “NON È GUERRA INFINITA, ANNICHILIAMO MINACCIA NUCLEARE”
“Questo non è l’Iraq, non è una guerra infinita. Questa è l’opposto, questa operazione è una missione devastante per annichilire la minaccia nucleare dell’Iran”. Lo afferma Pete Hegseth, segretario di Stato alla Guerra degli Stati Uniti, nel corso di una conferenza stampa sull’attacco in Iran. “Non si tratta di una guerra per il cambiamento del regime, ma il regime dovrebbe cambiare. La leadership iraniana con arroganza ha rifiutato un accordo”, ha aggiunto.
BAGHAEI CHIUDE ALLA RIPRESA DI NEGOZIATI CON GLI USA
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha lasciato intendere che al momento non c’è possibilità di riavviare i negoziati con gli Stati Uniti, dopo l’operazione congiunta lanciata sabato. In dichiarazioni ai media, Baghaei ha detto: “Eravamo nel bel mezzo di negoziati con gli Stati Uniti due volte quando siamo stati attaccati, e quindi ora tutta la nostra attenzione è rivolta alla difesa della nostra nazione. Siamo stati attaccati, questa è una guerra ingiusta che ci è stata imposta e il nostro approccio è quello di restare fermi, perseverare e affrontare questa ingiustizia”. Nei giorni scorsi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di aver ricevuto da Teheran segnali per la ripresa dei colloqui. Dopo il terzo round negoziale tra Iran e Stati Uniti che si è svolto a Ginevra la scorsa settimana, le parti avevano concordato di incontrarsi questa settimana a Vienna.
Analogamente a quanto avvenuto lo scorso giugno, quando Israele e Stati Uniti hanno attaccato l’Iran dopo una serie di incontri negoziali, sabato l’asse Tel Aviv-Washington ha iniziato a colpire obiettivi del regime iraniano. Secondo Baghaei, “ciò che gli Stati Uniti e Israele stanno facendo contro l’Iran è un attacco alla Carta delle Nazioni Unite e al diritto internazionale”.

555 MORTI FINORA NEGLI ATTACCHI USA-ISRAELIANI IN IRAN
La Società della Mezzaluna Rossa Iraniana ha aggiornato il bilancio delle vittime causate dalle ondate di attacchi aerei congiunti americani e israeliani sul territorio iraniano, annunciando almeno 555 morti dall’inizio delle operazioni militari. Lo ha riferito un portavoce dell’organizzazione umanitaria in un comunicato ripreso da media statali e internazionali, tra cui al Jazeera, che citano l’agenzia ISNA. Il dato rappresenta un significativo aumento rispetto alle stime precedenti (201 morti e 747 feriti riportati sabato 28 febbraio da fonti ufficiali iraniane dopo le prime 24 ore di bombardamenti), indicando un’intensificazione dei raid e il prosieguo delle operazioni di soccorso in almeno 24 delle 31 province colpite.
Tra gli episodi più gravi figurano i bombardamenti su infrastrutture civili, inclusa una scuola elementare femminile a Minab (provincia di Hormozgan) con oltre 150 vittime tra studentesse, insegnanti e familiari, e colpi su poli petrolchimici e residenziali in aree meridionali come Mahshahr e Bastak.
Dall’inizio dell’operazione Epic Fury in Iran, quattro militari statunitensi sono stati uccisi in azione. Il quarto, gravemente ferito durante i primi attacchi iraniani, è deceduto a causa delle ferite riportate. Lo riferisce il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), aggiungendo che “le principali operazioni di combattimento continuano e il nostro impegno di risposta è continuo”.
3 CACCIA F-15 USA ABBATTUTI DA FUOCO AMICO, SALVI I PILOTI
L’esercito americano conferma che tre caccia F-15 statunitensi sono stati abbattuti per errore dal Kuwait questa mattina, in un incidente di cosiddetto “fuoco amico”. In una dichiarazione, il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) afferma: “Tre F-15E Strike Eagle statunitensi in supporto all’operazione Epic Fury sono precipitati sopra il Kuwait a causa di un apparente incidente di fuoco amico. Il Centcom riferisce che durante “combattimenti attivi – che includevano attacchi da parte di aerei iraniani, missili balistici e droni – i caccia dell’Aeronautica militare statunitense sono stati abbattuti per errore dalle difese aeree kuwaitiane”. “I sei membri dell’equipaggio si sono eiettati in sicurezza, sono stati recuperati in sicurezza e sono in condizioni stabili”, afferma il Centcom. “Il Kuwait ha riconosciuto questo incidente e siamo grati per gli sforzi delle forze di difesa kuwaitiane e per il loro supporto in questa operazione in corso”, prosegue la dichiarazione.
MISSILI IN PIU’ ZONE DEL GOLFO
In una dichiarazione congiunta emessa oggi, Kuwait, Arabia Saudita, Bahrain, Qatar, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti hanno condannato con la massima fermezza gli attacchi “casuali e irresponsabili” condotti dalla Repubblica Islamica dell’Iran con missili e droni contro territori sovrani in diverse parti della regione. Il testo, diffuso simultaneamente dai ministeri degli Esteri dei Paesi firmatari, denuncia esplicitamente che le operazioni iraniane hanno colpito “terre sovrane” in Bahrain, Iraq (inclusa la Regione del Kurdistan iracheno), Giordania, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, mettendo in pericolo civili e causando danni a infrastrutture civili. “Queste azioni iraniane rappresentano una grave escalation che viola la sovranità di molteplici Stati e minaccia la stabilità regionale”, si legge nel comunicato. “Il targeting di civili e di Paesi non coinvolti in ostilità costituisce un comportamento imprudente e destabilizzante”.
EMIRATI CONDANNANO AGGRESSIONE IRANIANA E CHIEDONO RITORNO AI NEGOZIATI
Gli Emirati Arabi Uniti condannano con la massima fermezza l’aggressione iraniana contro gli Emirati e i Paesi del Golfo, chiedendo un immediato ritorno al tavolo delle trattative. Lo ha dichiarato Anwar Gargash, Consigliere Diplomatico Senior del Presidente degli Emirati Arabi Uniti, in un’intervista rilasciata alla CNN. “Abbiamo lavorato molto duramente e con sincerità per evitare questo scenario”, ha affermato Gargash, sottolineando come gli Emirati abbiano condotto per lungo tempo una diplomazia volta a scongiurare il conflitto, attraverso colloqui con americani, iraniani e israeliani. “La guerra non risolverà nulla – ha aggiunto – e la via da seguire è quella della negoziazione”. Gargash ha precisato che gli Emirati non erano stati informati in anticipo dell’operazione militare americana. “Come ogni altro Paese, l’attesa della guerra si faceva sempre più concreta man mano che i negoziati si avvicinavano a un vicolo cieco”, ha spiegato, riferendosi all’esito delle trattative di Ginevra.
Il Consigliere ha poi indicato le due priorità degli Emirati in questa fase: da un lato, promuovere il ritorno alla via diplomatica – posizione condivisa dall’intera regione – e dall’altro, garantire la protezione del territorio emiratino. “Le nostre difese aeree hanno svolto un ottimo lavoro. Siamo in buona forma, con piani di emergenza attivi”, ha assicurato Gargash. “La regione non ha bisogno di un’altra guerra”, ha concluso il diplomatico, ribadendo che “la voce della regione è una voce di calma e razionalità”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).









