Da “Forrest Gump” a “Cast Away”, i 70 anni di Tom Hanks

IPA68112710 - Mandatory Credit: Photo by Andrew H. Walker/Shutterstock (15841137a).Tom Hanks.'This World Of Tomorrow' Off-Broadway Opening Night, New York, USA - 18 Nov 2025

ROMA (ITALPRESS) – Settant’anni e una carriera che sembra contenere decine di vite diverse. Tom Hanks raggiunge questo traguardo dopo aver attraversato oltre quattro decenni di cinema, diventando uno degli attori più amati e riconoscibili della sua generazione.

Tom Hanks, 70 anni domani (9 luglio), inizia la sua avventura nel mondo dello spettacolo tra televisione e commedie leggere, prima di rivelare una profondità interpretativa che lo porterà ai vertici di Hollywood. La sua storia cinematografica comincia negli anni Ottanta, quando conquista il pubblico con commedie brillanti come “Splash – Una sirena a Manhattan” (1984) e “Big” (1988), il film che gli regala la prima grande consacrazione e la prima candidatura all’Oscar. In “Big”, Hanks interpreta un ragazzo che si ritrova improvvisamente adulto, mostrando già quella combinazione di ironia e tenerezza che diventerà il suo marchio di fabbrica. La svolta arriva negli anni Novanta. Con “Philadelphia” (1993), diretto da Jonathan Demme, Hanks offre una delle interpretazioni più intense della sua carriera, nei panni di un avvocato malato di AIDS che combatte contro i pregiudizi. Il ruolo gli vale il primo Oscar come miglior attore. L’anno successivo arriva “Forrest Gump” (1994) di Robert Zemeckis, un film diventato un simbolo del cinema mondiale: la storia di un uomo semplice che attraversa alcuni dei momenti più importanti della storia americana conquista il pubblico e gli regala il secondo Oscar consecutivo.

Negli anni successivi Hanks continua a scegliere personaggi diversi e memorabili. In “Apollo 13” (1995) interpreta l’astronauta Jim Lovell in una storia di coraggio e sopravvivenza nello spazio; in “Salvate il soldato Ryan” (1998), diretto da Steven Spielberg, veste i panni del capitano John Miller in uno dei più potenti film di guerra mai realizzati. Con “Cast Away” (2000), Hanks porta sullo schermo una delle sue prove più fisiche e solitarie: quella di un uomo naufragato su un’isola deserta, costretto a confrontarsi con la solitudine e con i propri limiti. Il legame con il pubblico si rafforza anche grazie alla collaborazione con grandi registi. Con Steven Spielberg realizza film come “Prova a prendermi” (2002) e “The Terminal” (2004), mentre con Robert Zemeckis torna a emozionare con “Polar Express” (2004), una pellicola innovativa per l’uso della tecnologia digitale. Continua poi a mettersi alla prova con ruoli molto diversi: dal thriller “Il codice Da Vinci” (2006) fino a “Sully” (2016), diretto da Clint Eastwood, dove interpreta il pilota Chesley Sullenberger, protagonista di un miracoloso atterraggio d’emergenza sul fiume Hudson. Più recentemente ha partecipato a film come “Elvis” (2022), nel ruolo del controverso manager Colonel Tom Parker, e “Here” (2024), tornando a lavorare con il regista Robert Zemeckis e con la sua storica partner cinematografica Robin Wright.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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