di Marco Corradi
MILANO (ITALPRESS) – Da Cortina a Cortina, settant’anni dopo. L’Italia si appresta a ospitare la sua terza Olimpiade invernale, portando per la quarta volta (contando anche Roma 1960) la rassegna a cinque cerchi sul nostro territorio. La storia olimpica di Cortina sarebbe dovuta iniziare nel 1944, ma quell’edizione dei Giochi venne cancellata per la Guerra mondiale e si optò allora per concederli all’Italia dodici anni dopo, in un contesto di ricostruzione dei rapporti e delle nazioni dopo il sanguinoso conflitto.
Era un’Italia diversa, che si strinse intorno a Cortina e alla cerimonia d’apertura tenutasi allo Stadio Olimpico del Ghiaccio come simbolo di rinascita, in una rassegna durata dieci giorni e tenutasi (quasi) interamente nella località bellunese. Da quei Giochi, storici perché i primi trasmessi in tv, arrivarono tre medaglie: tutte nel bob, con l’oro nel bob a due (Conti-Dalla Costa) e il doppio argento degli equipaggi capitanati da Eugenio Monti nel bob a due e a quattro. Solo negli anni seguenti l’Italia diventò una potenza in varie discipline, come hanno dimostrato le Olimpiadi di Torino 2006, le prime ad essere trasmesse in più di 200 paesi e le prime a coinvolgere una grande città come sede dei Giochi invernali.
L’Italia raccolse undici medaglie, cinque d’oro e sei di bronzo, e scoprì la stella di Enrico Fabris (pattinaggio di velocità): oro nei 5000 metri e nell’inseguimento a squadre, bronzo nei 1500 metri. Furono le olimpiadi dello sci nordico, con l’oro di Giorgio Di Centa (50km) e della staffetta maschile (4x10km), ma anche il bronzo di Pietro Piller Cottrer (inseguimento 30km) e della staffetta femminile (4x5km).
Furono anche le Olimpiadi di Armin Zoeggeler, oro nello slittino, e dell’esplosione di Arianna Fontana. Dei Giochi iconici, gli ultimi ospitati dall’Italia prima di fare una pausa di vent’anni. Il Bel Paese tornerà a vivere lo spirito a cinque cerchi con un’Olimpiade diffusa, organizzata in tandem da una grande città (Milano) e una grande località sciistica (Cortina). Le due sedi olimpiche si divideranno gran parte delle gare ma, chiaramente, ci si affiderà anche a eccellenze come Anterselva (biathlon), Bormio (sci) e Tesero (fondo). Il vero trait d’union tra le due edizioni dei Giochi ospitate da Cortina, però, sarà Eugenio Monti: skeleton, biathlon e slittino si disputeranno sulla pista costruita nella località bellunese e dedicata alla leggenda azzurra. Chissà che non sia subito il teatro di nuove imprese, per un’Italia che sogna in grande in varie discipline.
Mai come in quest’edizione, gli azzurri possono competere in ogni disciplina: solo nell’ultimo weekend, sono arrivate tre vittorie e undici podi nelle specialità a cinque cerchi. Milano-Cortina si prefigge di fare la storia, sia a livello organizzativo che nelle medaglie, e il sogno è chiaro: raggiungere e/o superare il record assoluto, i 20 podi di Lillehammer 1994. L’obiettivo minimo, invece, sarà quello di migliorare l’ultima edizione dei Giochi: nel 2022, a Pechino, l’Italia ottenne 17 medaglie (due d’oro). Occhi puntati su Federica Brignone, Sofia Goggia e non solo: saranno ben 196 gli azzurri in gara.
-Foto IPA Agency-
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