Crosetto “Sicurezza dell’Europa non è più un elemento garantito, sarebbe un errore trascurarla”

Roma Camera dei deputati Informativa urgente del ministro della Difesa sulla possibilità di utilizzo delle basi militari italiane da parte degli USA nella foto Guido Crosetto

ROMA (ITALPRESS) – La sicurezza dell’Europa non è più un elemento garantito, stabile e sicuro. Oggi pensare che qualcuno, gli Stati Uniti ad esempio, voglia continuare a assicurare la nostra sicurezza collettiva, mentre noi diretti interessati la trascuriamo, sarebbe un errore”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso di un’audizione davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. “Il consesso internazionale cambia con una velocità e una pericolosità senza precedenti – ha aggiunto Crosetto -, e questo è il messaggio che il vertice di Ankara ha affidato agli alleati. Un’Europa più forte rende più forte la Nato, non perché debba sostituirla ma perché un’alleanza è credibile solo se ciascuno dei suoi membri è credibile”.

“Le scelte che prendiamo ora servono a difendere e proteggere l’Italia di domani, appartenere alla Nato significa poter contare sulla forza della difesa collettiva, assumendosi fino in fondo tutte le responsabilità che questa scelta comporta. L’alleanza si misura sulle capacità concrete che ogni paese mette a disposizione della sicurezza comune e dei piani di difesa collettiva, in questo concetto risiede lo stesso concetto di deterrenza – ha aggiunto Crosetto -. Una postura che non vuol dire volere la guerra ma essere sempre pronti a difendersi di fronte a minacce esterne, il presupposto indispensabile perché sia possibile un dialogo produttivo e perché la pace possa durare”. Il ministro della Difesa ha ricordato che “questa è la strada tracciata al vertice Nato di Ankara e deve essere la strada che l’Italia continuerà a sostenere: costruire un’Europa più responsabile, più capace, più consapevole del proprio ruolo all’interno di una Nato unita e credibile”.

“Sappiamo da decenni che gli Stati Uniti chiedono la più equa ripartizione dell’onere finanziario tra gli alleati specie quando si parla di dare concretezza ai piani di difesa del continente europeo. Gli Stati Uniti, a prescindere dal colore dell’amministrazione, si aspettano una redistribuzione delle responsabilità e dei carichi di lavoro, fin quando restiamo dentro alleanze in cui crediamo, gli impegni presi vanno rispettati. Siamo di fronte ad un profondo cambiamento di mentalità, un processo che non nasce oggi ed è diventato però urgente”, ha aggiunto Crosetto.

“Oggi occorre sviluppare nuove capacità e assumersi nuove responsabilità: dove gli Stati Uniti riducono il proprio impegno nel vecchio continente gli alleati europei devono intervenire con la responsabilità che molti paesi europei, insieme al Canada, hanno già iniziato ad assumere, dalla Francia alla Germania, dalla Polonia ai paesi Baltici alla Gran Bretagna, governi di ogni colore politico, stanno sostenendo sforzi economici, militari e sociali molto rilevanti. L’Italia è un paese che ha avviato, con serietà, il percorso tracciato dal vertice dell’Aja – ha aggiunto Croestto -. È stata stabilita come indispensabile, per tutti gli alleati, che la contribuzione pari al 3,5% del Pil entro 10 anni, per le spese strettamente relative alla difesa, è un valore che sintetizza quanto serve per rendere concreti, eseguibili i piani di difesa”. Il ministro della Difesa ha ricordato che “ovviamente le percentuali da sole non sono in grado di raccontare e spiegare il reale contributo nel nostro paese per la sicurezza collettiva. L’Italia già oggi primeggia tra i contributori dell’Alleanza in termini di forza impiegate nelle operazioni delle missioni in atto, con circa 2.900 militari schierati, insieme a forze terrestri, navali e infrastrutture strategiche e capacità ad alta prontezza”.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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