Consiglio, Anci e sindacati contro taglio filiali Banco di Sardegna

MICHELE PAIS, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE SARDO

CAGLIARI (ITALPRESS) – “Il Consiglio regionale porterà avanti tutte le azioni necessarie per scongiurare queste annunciate chiusure”. Così il presidente dell’Assemblea sarda, Michele Pais, durante l’incontro di questa mattina nell’aula consiliare di via Roma tra i rappresentanti di Anci e i capigruppo del Consiglio regionale sulle chiusure annunciate di alcune filiali del Banco di Sardegna in tutta l’Isola. Tra i punti fondamentali fissati nella riunione ci sono l’immediata sospensione della decisione del Banco di Sardegna di chiudere, nel mese di maggio, le 17 filiali in altrettanti piccoli comuni sardi e l’apertura di un tavolo tecnico tra Consiglio regionale, Giunta, Banco di Sardegna, Fondazione , Anci, sindaci e sindacati per discutere il ruolo futuro di quella che un tempo era la “banca dei sardi”. Le richieste sono arrivate dal presidente dell’Anci Sardegna Emiliano Deiana, dai 17 sindaci direttamente interessati alla chiusura delle filiali e dai sindacati, mentre all’incontro erano presenti anche agli assessori al bilancio Giuseppe Fasolino e agli Enti locali Quirico Sanna. I capigruppo hanno assicurato la volontà unanime di bloccare i tagli e gli esponenti della giunta Fasolino e Sanna hanno ribadito che il primo obiettivo è “quello di evitare il ridimensionamento” annunciando “l’intenzione da parte del Presidente Solinas di aprire un tavolo tecnico per sensibilizzare i vertici del Banco di Sardegna sul ruolo sociale che l’Istituto di credito deve svolgere nella nostra Isola”.

I sindaci hanno chiesto un’azione unitaria da parte di Giunta e Consiglio per opporsi a una decisione che accentuerebbe lo spopolamento dei loro territori già messi a dura prova da chiusure indiscriminate anche in settori essenziali. L’Anci ha ringraziato il Consiglio regionale per l’approvazione, all’unanimità il 22 marzo, dell’ordine del giorno contro il taglio delle filiali e ha invitato ancora una volta a lavorare congiuntamente per scongiurare la chiusura che sembra ormai imminente. All’incontro di questa mattina erano presenti i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil e i sindaci e le sindache di: Abbasanta, Anela,Bultei, Cargeghe, Gesico, Guamaggiore, Mara, Nughedu San Nicolò, Nurachi, Oniferi, Putifigari, Ruinas, Siddi, Silius, Sini, Tramatza, Turri. Per tutti gli intervenuti questa decisione di chiudere le 17 filiali sarde è un campanello d’allarme ed il preludio di nuovi, pesanti tagli che non sono neanche legittimati da situazioni economiche precarie in quanto l’istituto di credito ha una solidità invidiabile. “Questo ridimensionamento – hanno detto Cgil Cisl e Uil – è sconfortante, soprattutto perché riguarda la prima banca della Sardegna . L’isola ha il diritto di far sentire la sua voce e la banca ha il dovere di ascoltarla anche perché il diritto al risparmio e l’accesso al credito sono sanciti dalla nostra Costituzione e costituiscono uno dei fattori principali dell’equilibrio economico”.
(ITALPRESS).

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