Caso Garlasco, Sempio “Non sto vivendo, spero di non dover affrontare un processo. Stasi? La condanna per me è giusta”

ROMA (ITALPRESS) – “Il bombardamento è costante, accendi la televisione e c’è solo Garlasco, guardi i social ed è lo stesso. Noi siamo in una strada chiusa e davanti casa nostra, dico giustamente perché capisco il lavoro delle persone, ma hai i giornalisti che sono fissi tutto il giorno. Si fa fatica, oggi non sto vivendo perché realmente la mia vita oggi è o chiuso in camera o dall’avvocato o in trasferta quando andiamo ad incontrarci con i consulenti. La mia vita è quella”. E’ quanto afferma Andrea Sempio a Porta a Porta su Rai 1. Se i miei genitori hanno paura per me? “Ovviamente, chi non avrebbe paura in questa situazione, è scontato. La giornata peggiore in questi due anni è stata, credo, l’ultima volta che mia mamma è andata in ospedale”, ricorda.

“Per me quell’impronta 33 non è attribuibile né a me e né a nessun altro, qualora non riuscissimo a convincere un giudice di questa cosa, va bene, ma è su un muro dove ci sono impronte di altre persone. Oggi, dall’ultima consulenza depositata dalla Procura non si arriva a dire che è insanguinata, si arriva a dire che non si può escludere che non ci fosse sangue; a me però non serve sapere che non si può escludere, serve una certezza. Tutte le scarpe di cui ho memoria e che ho a casa, anche vecchie, sono numero 44. Parlando del dna sotto le unghie “la conclusione della perizia Albani è stata: con quella traccia non possiamo farci nulla, non è una traccia solida, non è replicata, è mesta e degradata. A me pare che il discorso dna ormai sia risolto”, aggiunge

“Vedendo gli elementi uno per uno francamente penso sia tutto spiegabile, il mio unico dubbio è, dato che credo che ci sarà tanta roba da valutare ed elementi diversi, spero di riuscire a risolvere tutto in udienza preliminare e non dover affrontare un vero e proprio processo con tutti i vari gradi. Per quanto tu puoi sentirti sicuro su certi elementi, comunque dovrai riuscire a spiegarlo in aula e non è così automatico, quindi, il pensiero che ci possa al carcere c’è, ma francamente cerco di non penarci e di non immaginare quell’eventualità”, ammette.

“Per quello che posso capirne, secondo me la condanna” di Alberto Stasi “è giusta, ci sono cose che non mi convincono nel racconto alternativo che lo vedrebbe innocente. Alcune cose sollevate non mi convincono, mi sembra che siano più logiche spiegate come sono state spiegate ai tempi”, conclude Sempio.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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